L’incidente allo scalo tedesco riaccende il tema della sicurezza aerea. Il commento di Tom Bailey, Head of Research di HANetf
Articolo creato dalla Redazione di ETFWorld.it
Tom Bailey, Head of Research di HANetf
Un aereo cargo DHL ha colpito un oggetto non identificato subito dopo il decollo dall’aeroporto di Lipsia, mentre le autorità tedesche hanno rinvenuto separatamente un drone all’interno dello scalo. L’episodio, avvenuto nella notte tra il 4 e il 5 agosto 2026, riporta l’attenzione sulla vulnerabilità degli aeroporti civili alle intrusioni di droni non autorizzati e sulla crescente domanda di tecnologie counter-drone per la sicurezza degli scali. Il commento è di Tom Bailey, Head of Research di HANetf, società attiva nel comparto degli ETF tematici.
Cosa è successo a Lipsia
Secondo quanto riportato da Tom Bailey, poco dopo il decollo dall’aeroporto di Lipsia un aereo cargo di DHL ha colpito un oggetto non identificato, mentre le autorità hanno rinvenuto separatamente un drone all’interno dello scalo. Non è stato ancora accertato se i due episodi fossero collegati, ma le possibili conseguenze dell’ingresso di un velivolo non autorizzato sulla rotta di un aereo commerciale sono evidenti.
L’aeroporto di Lipsia/Halle è uno dei principali hub cargo europei ed è utilizzato anche per il trasporto di equipaggiamento militare, incluse le operazioni di supporto logistico alla NATO. Nello scalo sono basati dal 2022 alcuni velivoli cargo Antonov della compagnia ucraina Antonov Airlines, trasferiti in Germania dopo la distruzione dell’aeroporto di Hostomel.
Non un episodio isolato
Secondo i dati citati da Bailey, nella sola prima metà del 2026 il controllo del traffico aereo tedesco ha registrato 145 interruzioni causate da droni non autorizzati, il 90% delle quali in prossimità degli aeroporti. Nel solo scalo di Lipsia si sono verificati 18 episodi. Nel 2025, gli avvistamenti di droni hanno determinato la chiusura totale o parziale di 25 aeroporti tedeschi.
L’analista sottolinea come la minaccia rappresentata dai droni non riguardi più soltanto le basi militari o i campi di battaglia, ma sia entrata a pieno titolo nel perimetro della sicurezza civile.
Gli investimenti della NATO
I Paesi membri della NATO si sono impegnati a destinare oltre 40 miliardi di dollari alle tecnologie counter-drone nei prossimi cinque anni. La protezione di aeroporti, infrastrutture energetiche e aree urbane pone tuttavia problemi diversi rispetto a quelli affrontati sul campo di battaglia.
Abbattere un drone in prossimità di un aeroporto o sopra un centro abitato può creare rischi ulteriori, a partire dalla caduta di detriti. Da qui nasce, secondo Bailey, la domanda per soluzioni capaci di individuare, intercettare e neutralizzare i droni senza doverli distruggere in volo. Diverse società specializzate stanno sviluppando tecnologie pensate per operare in ambienti civili, dove la sicurezza delle persone e delle infrastrutture resta prioritaria.
Ondas e il sistema Sentrycs
Tra le società citate da Bailey figura Ondas, il cui sistema Sentrycs identifica il canale di comunicazione utilizzato da un drone ostile o non autorizzato e può assumerne il controllo, guidandolo verso un’area di atterraggio prestabilita. La tecnologia, basata su un approccio definito Cyber-over-RF, non ricorre a jamming o a mezzi cinetici.
Sentrycs è stata adottata dalla polizia di alcuni Länder tedeschi, come confermato da un annuncio della società del febbraio 2026. Il sistema è stato inoltre impiegato nell’ambito dei dispositivi di sicurezza del World Economic Forum di Davos del gennaio 2026, all’interno dell’architettura counter-drone gestita da Swisscom Broadcast per conto della polizia cantonale dei Grigioni, e ha ottenuto contratti per la sicurezza di stadi e fan zone in vista dei Mondiali FIFA 2026, che si disputano in sedici città tra Stati Uniti, Canada e Messico.
Ondas controlla inoltre, tramite la controllata Airobotics, il sistema Iron Drone Raider, basato su un drone interceptore autonomo che individua e insegue i velivoli intrusi tramite visione artificiale, li cattura con una rete e li fa scendere a terra con un paracadute. Il drone interceptore rientra poi alla base ed è riutilizzabile. Si tratta di un approccio che riduce il rischio di detriti a terra e che, secondo il produttore, si presta anche alla protezione di infrastrutture civili sensibili, oltre che di siti militari.
DroneShield e la protezione degli scali civili
Un altro esempio citato è DroneShield, che ha installato il sistema DroneSentry presso l’aeroporto di San Gallo-Altenrhein, in Svizzera. La soluzione utilizza sensori radiofrequenza passivi (RfOne) e telecamere ottiche (DroneOpt) per rilevare, identificare e tracciare i droni fino a una distanza di 8 chilometri, senza interferire con i sistemi aeroportuali, grazie alla natura passiva del sistema di rilevamento.
Il dispositivo portatile DroneGun, prodotto sempre da DroneShield e progettato per interrompere i collegamenti di controllo e navigazione dei droni tramite jamming del segnale, è stato utilizzato in più occasioni dalla polizia cantonale dei Grigioni per la sicurezza del World Economic Forum di Davos, evento che richiede protocolli di sicurezza aerea rafforzati per l’elevato numero di capi di Stato e di governo presenti.
Le implicazioni per il tema di investimento
Questi sviluppi spiegano, secondo Bailey, perché le tecnologie counter-drone destinate ad applicazioni non militari stiano assumendo un ruolo sempre più rilevante all’interno del più ampio tema di investimento legato ai droni. La crescita del settore, secondo l’analista, non dipenderà soltanto dalla produzione di nuovi velivoli senza pilota, ma anche dalle tecnologie necessarie per gestirne la presenza sempre più diffusa nei cieli, tanto in ambito civile quanto nella difesa.
Conclusioni
L’incidente di Lipsia si inserisce in una serie di episodi che negli ultimi due anni hanno coinvolto diversi aeroporti tedeschi ed europei. I dati citati da Bailey su interruzioni e chiusure segnalano una frequenza del fenomeno che va oltre i singoli episodi di cronaca. Gli investimenti annunciati dai Paesi NATO e lo sviluppo di tecnologie specificamente pensate per contesti civili — dalla presa di controllo dei droni ostili alla cattura fisica tramite reti — indicano che il segmento counter-drone si sta strutturando come comparto distinto all’interno del più ampio settore dei droni, con implicazioni dirette per gli investitori che seguono il tema.
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Fonte: ETFWorld.it










