Fonte: Borsa e Finanza
12 Ottobre 2009
Autore: Gianluigi Raimondi
L’aumento delle scorte Usa potrebbe portare le quotazioni a riallinearsi con quelle del greggio. Garrone (Erg): «C’è una bolla mondiale nella raffinazione»….
La benzina brucia il petrolio in termini di performance. Da inizio anno al Nymex di New York la benzina ha messo a segno un balzo del 76%, mentre il rialzo del greggio è limitato a circa il 60%. Anche a 12 mesi è sempre il petrolio ha registrare la performance più contenuta: 79% contro l’86%. Merito soprattutto della domanda alla pompa, che negli Usa è attualmente più alta del 6,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Ma presto, la situazione potrebbe portare a un riallineamento delle quotazioni a quelle del petrolio. Infatti, nei dati diffusi dal Dipartimento dell’Energia americano, le scorte di benzina sono salite in settimana di 2,9 milioni di barili a un totale di 214,4 milioni di barili, un incremento quasi triplo di quello in media previsto dagli analisti di un milione di barili. L’utilizzo della capacità degli impianti di raffinazione statunitensi è poi scesa dall’87% fine agosto all’attuale 85%. E a livello mondiale poi, secondo Edoardo Garrone, presidente di Erg, a causa della crisi economica e dei consumi il mercato deve fare i conti con una vera e propria bolla della raffinazione che constringerà presto molti impianti marginali a chiudere i battenti. «Di positivo almeno per il momento – ha dichiarato recentemente Garrone – c’è solo l’arresto della discesa” della richiesta di prodotti raffinati da parte dell’intera rete distributiva Per sfruttare i movimenti della benzina, oltre che ai future trattati sul listino d’Oltreoceano, a Razza Affari sono disponibili un Etc emesso da Etf Securities (Isin GBOOB15KXW40) e, in alternativa, due investment certificate proposti da Abn Amro (Isin NL0000713006) e Banca Imi (Isin IT0004506413) con scadenze fissate al 18 giugno dell’anno prossimo e al 30 marzo 2012. Attenzione però: la maggior parte dei broker limita aU’intraday la possibilità di andare al ribasso.
Fonte: Borsa e Finanza del 10 ottobre 2009








