Fonte: Borsa e Finanza
12 Ottobre 2009
Autore: Gianluigi Raimondi
Come accade ormai da mesi in altre parti dell’Asia, anche a Ho Chi Minh (la vecchia Saigon) la Borsa da sempre più soddisfazioni agli investitori. I numeri parlano chiaro: da inizio anno il listino del Vietnam ha messo a segno un rialzo di circa l’84 per cento. Certo, se calcolata in euro, questa performance si riduce a meno del 71 per cento. Tuttavia, resta….
comunque un exploit invidiabile se messo a confronto con quello degli altri principali indici azionari mondiali.
Merito soprattutto delle blue chip attive nel settore finanziario e delle costruzioni. Come, per esempio, Petrovietnam Finan ce, che dalla prima seduta di gennaio ha più che raddoppiato di valore. Oppure ancora Saigon Thuong Tin Commerciai e Hoa Phat Group, forti di rialzi rispettivi nello stesso periodo del 112% e del 114 per cento. Gli analisti di Bny Mellon segnalano poi le potenzialità di Kinhbac City Development, attiva nel comparto del real estate, e Vinamilk, maggiore società del settore alimentare del Paese. Dal punto di vista macroeconomico, il prodotto interno lordo cresce attualmente a un tasso del 4,6 per cento. Un valore ben lontano da quello cinese o indiano, ma sempre migliore rispetto a quelli relativi alle economie «sviluppate». L’inflazione, in circa un anno, è scesa dal 28% al 2,4 per cento. Anche il tasso di disoccupazione, inoltre, è limitato al 4,65%, un livello inferiore a quello di molti Paesi occidentali. Sul fronte obbligazionario, il benchmark governativo con scadenza a dieci anni rende al momento il 10,20%, l’analoga emissione di riferimento a cinque anni rende il 10% e il bond biennale evidenzia invece un rendimento del 9,6 per cento. Per sfruttare i movimenti della Borsa vietnamita, a Piazza Affari è disponibile un Etc, il Deutsche Bank x-trackers Ftse Vietnam. La commissione totale annua è pari allo 0,85% e il codice Isin è LU0322252924.
Fonte: Borsa e Finanza del 10 ottobre 2009









