02/03/09 Giovani , Forti e piacciono ai big

Fonte: Borsa e Finanza

Autore: Gabriele Petrucciani

2 Marzo 2009

Il persistere della crisi economica e finanziaria mondiale ha spinto in settimana l’oro a superare i 1.000 dollari per oncia e l’argento a oltrepassare quota 14,50 riportado i corsi sui livelli dello….

Nuovo record a Piazza Affari per gli Exchange Traded Fund. Con gli ultimi sette Etf entrati in negoziazione lunedì 16 febbraio, il numero di fondi indici prezzati sul mercato EtfPlus di Borsa Italiana ha superato quota 300,1 primi Etf sono stati quotati a settembre del 2002 e già a fine 2003 il patrimonio gestito ammontava a 530 milioni di euro.

Oggi le masse complessive hanno superato i 10 miliardi. In crescita anche il numero di contratti scambiati, passati dai 54mila del 2003 agli attuali 1,4 milioni, e il controvalore complessivo, che ha raggiunto nel 2008 i 48 miliardi (1,5 mld nel 2003).

«Il traguardo degli oltre 300 fondi indice quotati testimonia il ruolo centrale di Borsa Italiana nel processo di sviluppo del mercato a livello internazionale – spiega Pietro Poletto, responsabile del mercato EtfPlus di Borsa Italiana – In particolare, grazie alla loro peculiarità (negoziazione in tempo reale, costi con-tenuti e diversificazione del patri-monio gestito, ndr), gli Etf attraggono sempre più l’interesse degli investitori sia istituzionali sia privati». Ma è soprattutto presso gli investitori istituzionali che i fondi indici si stanno diffondendo.

MANI FORTI. «I nostri principali clienti sono pro-prio gli investitori istituzionali, quali fondi di fondi e gestioni individuali – conferma aS&F Marcelle Chelli, responsabile Etf di Lyxor Am (gruppo Société Generale) – Nel 2008 il numero dei contratti scambiati in Etf è rimasto pressoché invariato, mentre è aumentato del 50% circa il contro-valore complessivo.

E questo ci da l’idea di come siano entrati con forza gli investitori istituzionali. In particolare, c’è stato un ritorno verso i «core benchmark», ovvero gli indici di Borsa consolidati, oltre a un utilizzo crescente degli Etf liquidità per la parte di tesoreria Inoltre, abbiamo anche notato tra i nostri clienti un utilizzo sempre più massiccio di leverage e di short».

Gli fa eco Mario Baronci, vice responsabile delle gestioni obbligazionarie di Sella Gestioni: «In questo momento abbiamo una percentuale di Etf nei nostri fondi di fondi del 15% circa, ma siamo arrivati anche a punte del 25 per cento. E personalmente sono convinto la quota parte di portafoglio destinata alla gestione indicizzata tenderà a crescere nei prossimi mesi, anche perché i fondi comuni a benchmark così come sono concepiti difficilmente reggeranno la concorrenza agli Etf».

IL DECLINO. Ma quali sono le ragioni che spingono le Sgr a preferire l’Etf al fondo passivo? «Due su tutte – risponde Mauro Giangrande, responsabile Db x-trackers per l’Italia – In primis la possibilità di negoziare l’Etf in tempo reale, fattore importantissimo nelle attuali condizioni di mercato.

Inoltre, l’Etf normalmente è strutturato per avere un tracking error inferiore rispetto ai fondi comuni passivi». In effetti, il fondo è troppo rigido in termini di compravendita e non favorisce l’efficienza gestionale.

«Quando compro quote di un fondo comune non ho la valoriz-zazione immediata del Nav – conferma Baronci – Normalmente devo inserire l’ordine di acquisto entro le 12.00 di oggi per avere il Net asset value di domani. E questo non mi permette di avere un controllo in tempo reale della gestione». Essendo quotato, invece, «l’Etf consente anche un’operatività tattica attraverso compravendite intraday, garantendo dunque una maggiore flessibilità», sottolinea Sergio Trezzi, responsabile per il Sud Europa di Invesco.

ATTENTI AL DELISTING. Intanto, mentre l’EtfPlus fa segnare nuovi record in termini di prodotti quotati, l’emittente SpaEtf si prepare a delistare i primi sei fondi indice da Piazza Affari. Una scelta legata forse alla illiquidità di alcuni prodotti, che scam-biano praticamente zero in Borsa (vedere tabella in pagina). «Gli Etf seguono le tappe fisiologiche del risparmio gestito – conclude Chelli – Anche per i fondi indicizzati, dunque forse è arrivato il momento della razionalizzazione. L’obiettivo? Andare a ripulire il mercato laddove ci sono dei sottostanti che non hanno riscosso l’interesse sperato.

Ma per quanto ci riguarda, comunque, non abbiamo in calendario alcun progetto di delisting».

Fonte: Borsa e Finanza del 28 Febbraio 2009