Fonte: Borsa e Finanza
Autore: F. Guidoni e M. Malandrà
9 Marzo 2009
dell’Est Europa, si nascondono storie dall’elevate potenzialità.
Su tutte, sempre lei, la Cina. A Piazza Affari ci sono ben tre fondi quotati che hanno in pancia azioni di società cinesi il DbXTrackers Flse/Xinhua China 25, lo iShares Ftse/Xinhua China 25 e il Lyxor China.
Certo, in questi Etf non ci sono di-rettamente i titoli quotati a Shanghai o tipologia II Shares e Red Chip Shares appartenenti a società costituite in Cina o in Hong Kong, ma negoziate sulla Borsa di Hong Kong, quindi in dollari locali.
Quei titoli azionari cinesi, insomma, che sono disponibili per gli investitori intemazionali. E la cosa non cambia sostanzialmente con l’indice Msci Cina.
Comunque sia, sono tutti adatti alla scommessa sul Drago. Questi Etf sono complessivamente in pareggio da inizio anno e addirittura in crescita del 3836 dai minimi dello scorso ottobre. E le prospettive non sono male.
Si punta su società che operano in un Paese il cui premier Wen Jiabao per il 2009 su un obiettivo di crescita del Pil di ben l’8%, che stima di poter raggiungere senza dover ricorrere a ulteriori pacchetti di silumin E stiamo parlando di un’economia che secondo i dati rivisti a inizio 2009 ha superato già nel 2007 la Germania diventando la terza economia del mondo, dietro Usa e i vicini giapponesi.
Un’avvertenza finale: occhio al rischio cambio tra euro e dollaro di Hong Kong.
Fonte: Borsa e Finanza del 7 marzo 2009









