01/12/08 Etf in crisi ma crescono i nuovi debutti

Fonte: Borsa e Finanza

Autore:Francesco Di Marco

01 Dicembre 2008

La tempesta finanziaria pesa sui fondi indice. Da gennaio le masse gestite in calo del 19,3%. Si amplia però l’offerta e l’uso di strumenti in leva o short

.. Sarà merito di commissioni di gestione molto competitive, oppure della facilità di comprensione di uno strumento che replica l’indice sottostante; o ancora del rapido allineamento del prezzo di mercato al Nav (net asset valute). Sta di fatto che l’industria degli exchange traded fund (Etf) non si lascia abbattere dall’Orso e si prepara a invadere il mercato con nuovi prodotti. L’ultimo «Etf Industry Highlights» di Barclays, aggiornato al 31 ottobre, ha censito 571 nuovi exchange traded fund in rampa di lancio, che si aggiungeranno ai 1.502 attualmente attivi, di cui 587 in Europa e 663 negli Stati Uniti. Da inizio anno gli Etf quotati su 43 Borse mondiali sono aumentati del 28% rispetto al 2007. E la tendenza è destinata a consolidarsi: queste le attese del team di ricerca sugli Etf di Barclays Global Investors, secondo cui nel 2009 le masse gestite in Etf supereranno 1.000 miliardi di dollari a livello globale e 200 miliardi in Europa. E nel 2011 potrebbe essere superata la soglia dei 2mila miliardi. Prospettive confortanti a dispetto di una crisi generale senza precedenti che, sebbene in piccola parte, si è abbattuta a ottobre anche sull’industria degli Etf, in particolare sui prodotti di Santander, Bear Stearns e FocusShares. In totale, da inizio anno 53 Etf hanno infatti chiuso i battenti, ma sono stati ampiamente compensati dai 381 nuovi debutti.

Intanto, se da un lato gli Etf crescono numericamente, dall’altro accusano un calo delle masse in gestione a causa del crollo dei mercati. Va male per esempio in Giappone, dove l’Aum (Asset under management) è crollato del 32,1%, rispetto al resto dell’Asia (-22,4%), agli Stati Uniti (-21,8%) e all’Europa (-2,1%). In generale, nei primi dieci mesi del 2008 le masse gestite in Etf sono diminuite a livello globale di 153,74 miliardi (19,3%), scivolando a 642,95 miliardi, a fronte di un calo della capitalizzazione dell’indice Msci World del 39,75 per cento. Scorporando i dati per tipologia di sottostante, il deflusso di capitali da inizio anno appare generalizzato. Con l’eccezione del reddito fisso (titoli di Stato e obbligazioni hanno registrato un patrimonio netto di 19,64 miliardi di dollari, +34,7% rispetto a fine 2007), delle commodity (masse a 0,7 miliardi, +10,8%) e degli Etf sulle valute, per i quali il patrimonio è cresciuto del 100% attestandosi a 0,17 miliardi.

Gli Etf che replicano le performance in reddito fisso si sono comportati meglio in Europa, dove il patrimonio è cresciuto del 63,3% a 13,32 miliardi; negli Stati Uniti, invece, le masse in gestione sono salite del 37,3% a 12,97 miliardi. Comunque, c’è anche chi ha preferito puntare su un rischio maggiore, scommettendo sugli Etf «leveraged», che sul mercato statunitense hanno visto aumentare le masse gestite del 152% a 9,76 miliardi. Gli investitori europei, invece, si tengono più a distanza dagli strumenti che amplificano le performance degli indici: da inizio anno il patrimonio del Vecchio Continente per questo tipo di titoli è cresciuto del 35% a 0,21 miliardi. L’elevatissima volatilità del 2008 ha poi favorito l’adozione da parte degli Etf di una strategia «short», con una media di azioni vendute allo scoperto pari a 1.737 milioni, in forte aumento rispetto ai 1.242 milioni di azioni del 2007 e agli 837 milioni del 2006.

Nel mese di ottobre lo short interest per i soli Etf quotati negli Stati Uniti sul mercato statunitense è stato pari a 1.554 milioni di azioni, ossia il 14,3% del totale di quelle scambiate sul mercato (nel dicembre 2007 ha raggiunto un valore di 11,58%, pari a 1.393 milioni di titoli). Per quanto riguarda infine i persi player, il 2008 è stato un anno particolarmente difficile per Barclays Global Investors, che ha perso quasi 111 miliardi di masse in gestione (-27,5%). Sotto pressione anche State Street Global Advisors (-19,44 miliardi) e Powershares (-13,85 miliardi).


Fonte: Borsa e Finanza del 29 Novembre 2008