WisdomTree : Investitori istituzionali e criptovalute, una scelta di campo
Dovile Silenskyte, Director, Digital Assets Research, WisdomTree
Avere un’esposizione pari allo 0% alle cripto è una decisione attiva e significa rischiare di perdere uno dei cambiamenti più significativi nella costruzione dei portafogli degli ultimi decenni, mentre gli asset digitali vengono integrati nel sistema finanziario globale. Gli investitori istituzionali, dai fondi pensione alle fondazioni, stanno formalizzando nuovi framework, rivedendo i mandati e riallocando capitale verso questa asset class ancora nascente ma in rapida crescita.
Il consenso sta cambiando rapidamente
Un recente sondaggio tra gli investitori professionali ha rivelato un dato sorprendente: l’86% degli intervistati ritiene che le criptovalute diventeranno un’allocazione standard nei portafogli istituzionali nel giro di due o quattro anni[1]. Non si tratta di un’affermazione speculativa. Significa riconoscere che la realtà si sta mettendo al passo con l’innovazione.
Figura 1: Quanto tempo pensa che ci vorrà prima che le criptovalute diventino un’allocazione standard nei portafogli istituzionali?

Fonte: Pan European Professional Investor Survey, giugno/luglio 2025, 802 intervistati, condotto da Censuswide. Le previsioni non sono indicative della performance futura e qualsiasi investimento è soggetto a rischi e incertezze.
Ciò che un tempo era considerato “alternativo” sta rapidamente diventando fondamentale. Il dibattito tra fondi pensione, family office e gestori patrimoniali non verte più sull’opportunità di includere gli asset digitali nei portafogli, ma solo sulle modalità e i tempi della loro integrazione.
La posizione si è ribaltata: l’integrazione è ora la norma e l’esclusione l’eccezione.
Un’esposizione dello 0% non è più neutrale
Quando un’asset class raggiunge un ampio consenso istituzionale, la neutralità diventa impossibile. Mantenere un’esposizione dello 0% alle criptovalute in un mondo in cui la maggioranza ne prevede l’adozione rappresenta una scommessa implicita e ad alta convinzione, non una posizione conservativa.
Una tale scelta diventa ancora più audace se si considera l’evoluzione dell’infrastruttura del mercato:
- la liquidità e l’accessibilità sono di livello istituzionale. ETP (exchange-traded product), depositarie regolamentate e sedi di negoziazione trasparenti offrono ora meccanismi di esposizione scalabili e conformi;
- i modelli di correlazione stanno cambiando. Il bitcoin viene scambiato sempre più frequentemente come un asset scarso e sensibile alle dinamiche macroeconomiche, che spesso risponde ai rendimenti reali e ai cicli di liquidità, piuttosto che ai flussi speculativi al dettaglio;
- la chiarezza delle politiche sta migliorando. Gli sforzi coordinati a livello globale stanno trasformando l’incertezza in linee guida, riducendo gli attriti normativi e consentendo una più ampia adozione istituzionale.
Rimanere impreparati di fronte alla crescente integrazione di questo tema nei portafogli tradizionali significa assumere attivamente una posizione che potrebbe far perdere opportunità man mano che i costi opportunità aumentano.
Da allocazione facoltativa a scelta scontata
Molti portafogli istituzionali sono costruiti intorno a temi strutturali quali la resilienza all’inflazione, la trasformazione digitale e la diversificazione monetaria. Le criptovalute ora li sostengono e amplificano direttamente.
- Diversificazione monetaria. L’offerta fissa e la resistenza alla censura del bitcoin stanno facendo sì che la criptovaluta sia sempre più spesso ritenuta “oro digitale”, ovvero un asset monetario non sovrano e non correlato ai rischi associati alle politiche di bilancio.
- Trasformazione tecnologica. Le altcoin e i loro ecosistemi offrono esposizione alla prossima generazione di infrastrutture finanziarie: stablecoin, tokenizzazione, contratti intelligenti e regolamento programmabile.
- Innovazione del portafoglio. Gli ETP fisici su criptovalute consentono un’esposizione che si adatta ai quadri di governance, rischio e conformità esistenti: un prerequisito fondamentale per l’adozione fiduciaria.
Con l’accelerazione dell’adozione, gli effetti prodotti dagli acquirenti “marginali” diventano importanti. Afflussi anche modesti ma costanti da parte degli investitori istituzionali possono aumentare progressivamente la liquidità e le valutazioni. Questo crea un circolo virtuoso: una maggiore liquidità e valutazioni più elevate attraggono un numero maggiore di partecipanti, il che a sua volta rafforza i mercati e stimola un ulteriore coinvolgimento istituzionale.
Implicazioni per gli asset allocator
La domanda chiave per gli investitori non è più “Dovremmo detenere criptovalute?”, ma “Quanto costa aspettare?”.
Figura 2: Il bitcoin è un elemento essenziale dei portafogli multi-asset
| Portafoglio globale 60/40 | Portafoglio con l’1% di bitcoin | Portafoglio con il 3% di bitcoin | Portafoglio con il 5% di bitcoin | Portafoglio con il 10% di bitcoin | MSCI AC World | Bloomberg Multiverse | Bitcoin | |
| Rendimento annualizzato | 6,35% | 7,00% | 8,30% | 9,59% | 12,77% | 9,75% | 1,00% | 53,48% |
| Volatilità | 8,81% | 8,88% | 9,16% | 9,61% | 11,35% | 13,98% | 5,03% | 65,71% |
| Sharpe ratio | 0,52 | 0,59 | 0,71 | 0,81 | 0,97 | 0,57 | -0,15 | 0,79 |
| Information ratio | 0,98 | 0,98 | 0,98 | 0,97 | ||||
| Sortino ratio | 0,63 | 0,72 | 0,87 | 1,01 | 1,24 | 0,68 | -0,21 | 1,07 |
| Beta | 69% | 71% | 73% | 75% | 80% | 100% | 24% | 178% |
Fonte: Bloomberg, WisdomTree, dal 31 dicembre 2013 al 30 settembre 2025. In USD. Sulla base dei rendimenti giornalieri. Il portafoglio globale 60/40 è composto per il 60% dall’MSCI AC World e per il 40% dal Bloomberg Multiverse. Non è possibile investire direttamente in un indice. La performance storica non è indicativa di quella futura e qualsiasi investimento può diminuire di valore.
I rischi di una sottoesposizione sono ora duplici:
- asimmetria delle performance. Un’allocazione anche modesta, pari all’1-2%, agli asset digitali può avere un impatto significativo sui rendimenti a lungo termine del portafoglio e sulle metriche di rischio/rendimento. Mantenere la propria posizione allo 0% significa precludersi la possibilità di partecipare al rialzo convesso;
- ritardo che danneggia la reputazione. Con l’aumentare dell’adozione generale, i fiduciari che non dispongono di un quadro di riferimento per gli asset digitali rischiano di apparire obsoleti, non perché contrari, ma perché impreparati.
Gli investitori lungimiranti trattano sempre più spesso le criptovalute come un’esposizione strategica, simile a un’asset class emergente come le materie prime negli anni 2000 o gli strumenti alternativi nel decennio passato. L’attenzione si sta spostando dalla speculazione all’implementazione: elaborazione di politiche, due diligence delle depositarie e selezione degli ETP.
In sintesi
Il consenso istituzionale è cambiato. Gli asset digitali non sono più un fenomeno marginale, ma stanno diventando una necessità per i portafogli.
Se l’86% degli investitori professionali si sta preparando a considerare le criptovalute un’allocazione standard, la domanda non è se investirai, ma se reputi opportuno rimanere dal lato sbagliato della storia.
[1] Fonte: Pan European Professional Investor Survey, giugno/luglio 2025, 802 intervistati, condotto da Censuswide.
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Fonte: ETFWorld.it









