ETF semiconduttori cinesi: VanEck quota su Borsa Italiana il China Semiconductor UCITS ETF

Dal 28 ottobre 2026 il VanEck China Semiconductor UCITS ETF è negoziabile sul segmento ETFplus di Borsa Italiana. Il prodotto, con ISIN IE000TS4B6Y3 e ticker SMHC, offre esposizione all’industria cinese dei chip attraverso un paniere di 25 società selezionate secondo un criterio “pure play”.

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Articolo creato dalla Redazione di ETFWorld.it


Martijn Rozemuller, CEO di VanEck Europe


Il fondo è stato lanciato il 23 ottobre 2026 e prevede un TER dello 0,65% annuo. VanEck lo presenta come il primo ETF UCITS europeo dedicato a questo segmento.

Il prodotto in sintesi

NomeVanEck China Semiconductor UCITS ETF
ISINIE000TS4B6Y3
Valuta di denominazioneUSD
Valuta di negoziazioneEUR
DividendiCapitalizzati
Commissione di gestione0,65%
BenchmarkMarketVector China Semiconductor 10% Capped Screened Index

Il fondo è un comparto di VanEck UCITS ETFs plc, società d’investimento multicomparto registrata presso la Banca Centrale d’Irlanda, ed è gestito in modo passivo.

L’indice: solo società “pure play” dei chip cinesi

L’ETF punta a replicare il più fedelmente possibile, in termini di prezzo e rendimento, il MarketVector China Semiconductor 10% Capped Screened Index. L’indice appartiene a MarketVector Indexes GmbH, controllata al 100% da VanEck Associates Corporation, che ne ha affidato la gestione e il calcolo a Solactive AG.

Per essere ammessa nell’indice, una società deve ricavare almeno il 50% dei propri ricavi dai semiconduttori o dalle apparecchiature per la loro produzione. Secondo VanEck, questo criterio consente di includere solo aziende che traggono beneficio diretto dallo sviluppo dell’industria nazionale dei chip, escludendo i conglomerati diversificati con un’esposizione marginale al settore.

Come indica il nome dell’indice, il peso di ciascuna componente è limitato al 10%. Il portafoglio comprende 25 titoli. VanEck ritiene che la sovrapposizione con i prodotti già disponibili sul mercato sia contenuta.

La tesi di VanEck sull’industria cinese dei semiconduttori

Nel comunicato di lancio, VanEck osserva che le società cinesi del settore non sono ancora rappresentate nelle allocazioni tradizionali sui semiconduttori né in quelle più ampie sulla Cina.

«La Cina sta costruendo in questo campo una filiera completamente indipendente, dalla progettazione alla produzione fino all’assemblaggio dei chip. Eppure le aziende cinesi che operano in questo ambito non sono ancora presenti in un’allocazione convenzionale sui semiconduttori o in una più ampia sulla Cina», ha dichiarato Martijn Rozemuller, CEO Europe di VanEck. «Con il VanEck China Semiconductor UCITS ETF vogliamo colmare questa lacuna per gli investitori».

Secondo la società, la Cina è tra i maggiori consumatori di chip al mondo, ma storicamente ne ha prodotti molti meno di quanti ne utilizzi. Ridurre questo divario è diventato una priorità nazionale, con Pechino che indirizza fondi verso i fornitori interni.

Investimenti in apparecchiature: i dati SEMI

VanEck cita i dati dell’associazione di settore SEMI, secondo cui nel 2025 la Cina ha investito in apparecchiature per la produzione di semiconduttori più di qualsiasi altro Paese.

In base ai dati SEMI pubblicati ad aprile 2026, la spesa cinese in apparecchiature è stata di 49,3 miliardi di dollari, in calo dello 0,5% rispetto all’anno precedente, su un totale mondiale di 135,1 miliardi. Seguono Taiwan, con 31,5 miliardi, e la Corea del Sud, con 25,8 miliardi.

Henkel Moritz VanEck«Il risultato è un portafoglio ordini garantito che consente alle aziende cinesi di crescere prima di doversi confrontare con i costi e le prestazioni a livello globale», ha aggiunto Moritz Henkel, Product Manager di VanEck.

Controlli sulle esportazioni e domanda interna

Il comunicato collega la tesi d’investimento anche alle restrizioni statunitensi. Il Bureau of Industry and Security (BIS) del Dipartimento del Commercio USA ha introdotto nel 2022 controlli sulle esportazioni di semiconduttori verso la Cina, poi ampliati nel 2023 e nel 2024.

Secondo VanEck, il sostegno politico sta creando in Cina un mercato protetto, in cui ogni fornitore estero soggetto a restrizioni lascia spazio a un concorrente nazionale. La società cita due esempi:

i data center cinesi con limitazioni nell’acquisto di GPU Nvidia avanzate potrebbero rivolgersi a Cambricon;

gli impianti produttivi cinesi con limitazioni nell’acquisto di macchinari da Applied Materials o Lam Research potrebbero rivolgersi a NAURA.

Il gestore ritiene che la pressione geopolitica, fonte di incertezza per gli investitori, possa anche sostenere un’opportunità di più lungo periodo.

La gamma VanEck sui semiconduttori

Il nuovo prodotto si affianca al VanEck Semiconductor UCITS ETF, lanciato nel 2020. VanEck lo indica come il primo ETF sui semiconduttori in Europa e riporta un patrimonio gestito superiore a 8 miliardi di dollari, che lo colloca tra i maggiori ETF settoriali europei.

Negli Stati Uniti VanEck ha avviato il 23 giugno 2026 un ETF con lo stesso ticker, SMHC, che replica un indice diverso: il MarketVector China Semiconductor 25 Index.

Oltre che su Borsa Italiana, il fondo UCITS è negoziabile dal 28 ottobre anche sulla SIX Swiss Exchange.

VanEck, fondata nel 1955 e con sede a New York, gestisce circa 244 miliardi di dollari a livello globale (dati al 30 settembre 2026) tra ETF, fondi attivi e mandati istituzionali, con oltre 100 ETF nel mondo. In Europa la società ha uffici, tra gli altri, a Milano, Francoforte, Londra, Madrid, Zurigo e Amsterdam.

Rischi dell’investimento in ETF sui chip cinesi

Lo stesso emittente segnala che gli investimenti in Cina e nel settore dei semiconduttori sono soggetti a rischi specifici, tra cui:

concentrazione, data la presenza di 25 titoli di un solo settore e di un solo Paese;

rischi politici e normativi, comprese le restrizioni commerciali, che possono incidere negativamente sulla performance del fondo;

volatilità: il valore degli investimenti può oscillare in misura significativa e gli investitori possono perdere in tutto o in parte il capitale investito.

A questi si aggiunge il rischio di cambio per l’investitore in euro, dato che la valuta di riferimento del fondo è il dollaro statunitense.

Conclusioni

Con la quotazione del VanEck China Semiconductor UCITS ETF, il listino ETFplus di Borsa Italiana si arricchisce di uno strumento dedicato in modo specifico all’industria cinese dei chip. Il fondo segue un indice di 25 società con almeno il 50% dei ricavi nel settore, con un limite del 10% per singolo titolo e un TER dello 0,65%.

La tesi di VanEck si basa sulla costruzione di una filiera nazionale dei semiconduttori in Cina, sostenuta da investimenti pubblici e dalle restrizioni all’export statunitensi. L’andamento del fondo dipenderà in misura rilevante dall’evoluzione delle politiche commerciali tra Stati Uniti e Cina.

Se vuoi saperne di più : Gli Exchange Traded Funds (ETF): Guida Completa – Funzionamento, Costi e Rischi

Fonte: ETFWorld.it