Gli strumenti a gestione passiva fanno meglio di quelli ‘attivi’ in 11 casi sui 36. Meno intense le differenze sui bond
Malgrado l’intensificazione della volatilità registrata dai mercati azionari a partire da maggio, alcuni settori hanno offerto dei rendimenti year to date ( da inizio anno) molto positivi. Gli Etf specializzati sui mercati emergenti come la Cina o il Brasile, hanno chiuso il periodo al top della classifica. Tuttavia,…..
.. gli strumenti finanziari focalizzati sui listini europei hanno performato relativamente bene. I listini dell’eurozona sono stati capaci di continuare ad esercitare un ruolo guida per gli investimenti provenienti da ogni angolo del pianeta.
In siffatto contesto, gli esperti di Lipper si sono chiesti come abbiano fatto i prodotti a gestione passiva a fare meglio dei tradizionali fondi comuni di investimento a gestione attiva. Il team ha messo a confronto le performance medie realizzate dagli European Etf denominati in euro con quelle ( sempre medie) ottenute dai Lipper Global Sector per la prima parte dell’anno. Il Lipper Global Sector sono frutto dell’aggregazione di tutti i fondi europei che impiegano strategie similari e che sono registrati nel database di Lipper ( esclusi gli Etf). La media degli European Etf rappresenta il net asset value degli Etf domestici. Il Nav è stato scelto per minimizzare le differenze intraday tra strumenti che vengono quotati su differenti Borse, trascurando le differenze tra i metodi utilizzati nei diversi listini per determinate l’indice sottostante. Queste limitazioni devono essere sempre ricordate quando si analizzano i risultati ottenuti dai due benchmark.
Solo 11 dei trentasei Lipper Global Equity Sector presentano performance medie superiori a quelle ottenute dagli Etf. La differenza tra i due strumenti si è rivelata più significativa quando il rendimento ottenuto dal gruppo di Etf è stato migliore del benchmark. In casi estremi si è verificato una totale divergenza tra i risultati ottenuti dai Lipper Global Equity Sector focalizzati su alcuni comparti industriali e il gruppo di Etf competitors ( con il rendimento ottenuto dal primo in territorio negativo e quello registrato dal secondo in territorio positivo). Gli Etf specializzati sul settore farmaceutico, per esempio, sono riusciti a sfruttare meglio di quanto abbiano fatto i tradizionali mutual fund le opportunità di guadagno offerte dalle operazioni di fusioni ed acquisizioni che hanno interessato le società del comparto..
Il confronto tra gli Etf e il Lipper Global Equity Sector per i mercati emergenti si è chiusa a favore dei primi. Tuttavia, va precisato che la metà dei fondi che hanno contribuito alla determinazione della performance ottenuta dal Lipper Global Sector ha chiuso il periodo con una performance superiore alla media di categoria. La gestione attiva non ha permesso ai fondi specializzati sui listini di Cina e Brasile di evitare significative underperformance. E’ probabile che gli investimenti a gestione passiva abbiano risentito meno della sensibile retromarcia innestata da questi mercati nel secondo trimestre.
Le differenze riscontrate tra gli Etf obbligazionari e il Lipper Global Bond Sector sono meno drammatiche. Gli strumenti classificati nello stesso comparto obbligazionario mostrano un maggior livello di omogeneità rispetto alle controparti azionarie. In alcuni casi i money manager dediti ad una gestione attiva hanno dimostrato una buona dose di abilità nel riequilibrare il proprio portafoglio in funzione delle variazioni intervenute. E’ questo il caso del comparto corporate bond, in cui i gestori che adottano un approccio attivo sono riusciti a riequilibrare il portafoglio tenendo conto dei quality upgrades e downgrades.
E’ indubbio che decisioni corrette in tema di asset allocation hanno influito sensibilmente sui rendimenti ottenuti. Tuttavia, questo problema può concernere sia la scelta dei titoli sia la scelta della struttura degli strumenti finanziari. L’ampiezza del gap rilevato tra le performance offerte da strumenti a gestione attiva e passiva conferma che l’analisi delle due strategie gestionali si basa su conseguenze finanziarie reali. L’elevata volatilità dei mercati ha offerto alla gestione attiva un importante opportunità di guadagno. Viceversa, gli strumenti a gestione passiva hanno beneficiato del sovra- peso verso alcuni settori, ma potrebbero soffrire se la volatilità dovesse persistere su livelli elevati per un periodo di tempo lungo.
Autore: Rocki Gialanella
Fonte: Fondionline.it






