Nuovo record per i volumi negoziati sui listini europei. Salgono a 125 gli Etf quotati alla Borsa tedesca In maggio, i volumi negoziati di exchange traded funds sui listini europei hanno toccato i 695 milioni di shares…
23 Jun 2006
a cura di : Fondionline
Fin dal primo momento in cui Lipper ha iniziato ad analizzare con cadenza mensile i volumi negoziati sui mercati del Vecchio Continente, gli scambi si sono concentrati in pochi listini e in un numero relativamente piccolo di Etf. I dati di maggio hanno confermato questo trend., con i primi sei listini che hanno assorbito l’87% del volume complessivo. Quasi tutti i mercati hanno registrato un incremento delle quote negoziate. La Borsa tedesca ha guadagnato terreno ed ora pesa per il 31% sui volumi totali. Il London Stock Exchange assorbe il 21%, seguito dall’Euronext Paris con il 12% e dalla Borsa italiana con l’8%.
La Deutsche Borse è stata interessata dall’introduzione di nuovi Etf. ABN Amro rappresenta la new entry nell’arena degli Etf tedeschi con il lancio del Market Access Jim Rogers Commodity Index Fund sulla XTF trading platform di Deutsche Borse. Lyxxor Asset Management ha lanciato sei nuovi Etf negoziabili sulla medesima piattaforma. Il nuovo gruppo di prodotti include cinque prodotti obbligazionari – quattro sono concentrati sull’EuroMts Bond ( le scadenze comprendono i seguenti range: 1-3 anni; 3-5 anni; 10-15 anni; e un global index che include tutte le scadenze), un inflation linked sovereign debt, e uno strumento azionario che ingloba i sedici mercati continentali coperti dall’MSCI Europe Index. I nuovi strumenti portano a 125 il totale degli Etf negoziabili sulla Borsa tedesca (in netta crescita rispetto ai 79 registrati al 1° gennaio).
L’analisi del turnover – il volume negoziato moltiplicato per il valore della quotazione espresso in euro – evidenzia un’accelerazione della concentrazione dei volumi. I primi sei mercati assorbono più del 92% del turnover dei mercati. La Deutsche Borse continua a guidare il mercato con un market share del 47%, seguita da Euronext Paris con il 18%, il London Stock Exchange con il 10% e la Borsa italiana (8%).
Gli spread degli strumenti negoziati in Italia e Regno Unito si sono ulteriormente ampliati in maggio. La variazione affonda le sue radici nella crescita della volatilità sui mercati azionari globali. L’Etf IShares USD Bond negoziato sul listino londinese, ha vissuto periodi di forte inefficienza. Gli ampi spread contribuiscono a creare delle inefficienze che vengono sfruttate dagli investitori istituzionali attraverso operazioni di arbitraggio tra l’ETF e l’attività finanziaria sottostante.
Fonte: Fondionline






