Nella prossima riunione, secondo gli analisti di Jp Morgan, il Cartello potrebbe incrementare l’offerta. Nel frattempo crescono le scorte Usa….
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Mercoledì 8 giugno l’Opec si riunirà a Vienna. E secondo gli analisti di Jp Morgan il Cartello deciderà di incrementare la produzione di petrolio del 10,7% rispetto al livello attuale per un totale di 27,5 milioni di barili al giorno con l’obiettivo di evitare ai maggiori Paesi consumatori la necessità di dover ricorrere alle proprie riserve strategiche per compensare il calo dell’offerta provenienete dal Nord Africa. Una prospettiva potenzialmente negativa per le quotazioni del greggio Wti, in settimana tuttavia tornate a oltrepassare la soglia tecnica e psicologica dei 100 dollari al barile dopo la chiusura a causa di una perdita dell’oleodotto di TransCanada che trasporta petrolio da Alberta a Cushing, in Oklaoma, dove sono stoccati i lotti trattati a New York. Certo a detta di Mohammed Saleh alSada, ministro del petrolio del Qatar, «non sono particolari urgenze per aumentare l’output».
Un concetto poi ribadito anche dal ministro saudita Ali Al-Naimi. Ma le schermaglie dell’Opec sono una prassi ormai nota.
Nel frattempo, sta però di fatto che le scorte settimanali Usa di greggio sono cresciute di 2,878 milioni di barili per un totale di 373,806 milioni mentre gli analisti si attendevano un ribasso di 1,2 milioni.
E che gli stock di benzina sono saliti di 2,553 milioni di barili per complessivi 212,283 milioni contro l’aumento limitato a 300.000 unità previsto dal mercato. Inoltre, l’utilizzo della capacità produttiva degli impianti si è attestato all’86% contro l’86,8% stimato dagli analisti. Ulteriori elementi che creano pressioni ribassiste sulle quotazioni dei future sul Wti.
Autore: Gianluigi Raimondi
Fonte: Borsa e Finanza del 04 giugno 2011









