Il mercato italiano degli ETF ha raggiunto 196,98 miliardi di euro al 31 dicembre 2025, con un aumento del 22,1% rispetto ai 161,31 miliardi di fine 2024. È la stima del Monitor ETF Italia 2.0, seconda edizione dell’osservatorio dell’Università degli Studi di Bergamo, presentato il 29 ottobre 2026.
Articolo creato dalla Redazione di ETFWorld.it
Crescita del 22,1% nel 2025, gestioni patrimoniali a 92 miliardi e retail a 43 miliardi
Lo studio ricostruisce le masse investite in ETF per canale di utilizzo. Le gestioni patrimoniali restano il primo canale, con 92 miliardi di euro. Gli investitori retail detengono 43 miliardi, pari al 21,8% del totale.
I numeri principali del mercato italiano
L’incremento annuo è di 35,67 miliardi di euro. Dal 2017, quando il patrimonio ricostruito dal Monitor era di 56,79 miliardi, le masse si sono moltiplicate per 3,47, con un tasso di crescita annuo composto del 16,8%.
La serie storica comprende la contrazione del 2022 e la successiva ripresa: +27,9% nel 2024 e +22,1% nel 2025. Il rapporto precisa che le variazioni includono gli effetti di mercato e di cambio e gli eventuali cambiamenti di perimetro, e quindi non equivalgono alla raccolta netta.
Il Monitor suddivide il mercato in cinque canali:
| Canale | 2024 (mld €) | 2025 (mld €) | Var. annua | Quota 2025 |
|---|---|---|---|---|
| Wholesale | 81,95 | 102,59 | 25,2% | 52,1% |
| Retail | 34,29 | 43,00 | 25,4% | 21,8% |
| Assicurazioni | 27,80 | 32,30 | 16,2% | 16,4% |
| Istituzionali | 10,08 | 11,09 | 10,1% | 5,6% |
| Family office e corporate | 7,20 | 8,00 | 11,1% | 4,1% |
| Totale | 161,31 | 196,98 | 22,1% | 100,0% |
Fonte: Monitor ETF Italia 2.0. Wholesale, retail, assicurazioni e family office e corporate sono stime; il dato istituzionale deriva da ricognizione documentale.
Wholesale e retail spiegano insieme l’82,3% dell’aumento del 2025: il primo cresce di 20,64 miliardi, il secondo di 8,71 miliardi. Il comparto assicurativo aggiunge 4,50 miliardi, gli istituzionali 1,02 miliardi e family office e corporate 0,80 miliardi.
Il confronto con Monte Titoli, l’Europa e il risparmio gestito
Secondo la statistica ETFplus di Borsa Italiana, gli ETF depositati in Monte Titoli ammontano a 174,12 miliardi di euro a dicembre 2025, in crescita del 22,3%. La stima del Monitor supera questo dato di 22,86 miliardi, pari al 13,1% (13,3% nel 2024).
Per gli autori il divario indica una quota non irrilevante di ETF di investitori italiani depositati presso CSD esteri. La serie storica mostra che fino al 2021 la stima del Monitor era inferiore al dato di Monte Titoli. Dal 2022 è superiore: +4,6% nel 2022, +10,4% nel 2023, +13,3% nel 2024 e +13,1% nel 2025.
Sul piano europeo, il rapporto riprende i dati LSEG Lipper: a fine 2025 il patrimonio degli ETF europei è di 2.578,3 miliardi di euro, il 23,9% in più rispetto ai 2.081,76 miliardi del 2024. La raccolta netta annua è stata di 332,5 miliardi, un livello record.
La crescita italiana stimata dal Monitor è quindi inferiore a quella europea. Il peso del mercato italiano sul patrimonio europeo scende dal 7,75% al 7,64%. Utilizzando il dato di Monte Titoli, il rapporto passa dal 6,84% al 6,75%.
Rispetto al risparmio gestito italiano, che secondo Assogestioni ammonta a 2.636 miliardi di euro a fine 2025 (2.505 miliardi a fine 2024), gli ETF stimati dal Monitor rappresentano il 7,47%.
Wholesale: ETF nelle gestioni patrimoniali e nei fondi di fondi
Il wholesale, che comprende gestioni patrimoniali e fondi di fondi, raggiunge 102,59 miliardi di euro. La quota sul mercato sale dal 50,8% al 52,1%.
Le gestioni patrimoniali
Gli ETF impiegati nei mandati di gestione sono stimati in 92 miliardi di euro, contro 72,11 miliardi nel 2024 (+27,6%). La quota sul totale passa dal 44,7% al 46,7%. L’incremento di 19,90 miliardi spiega da solo il 55,8% della crescita complessiva del mercato nel 2025.
Nel periodo 2017-2025 il segmento è passato da 21,98 a 92 miliardi, con un CAGR del 19,6%, superiore al 16,8% del mercato. Il rapporto collega questa dinamica all’obbligo di riaccredito degli inducements ai portafogli gestiti, in vigore dal 2015 a seguito della delibera Consob n. 19094 dell’8 gennaio 2015. Secondo gli autori, la misura ha favorito un maggiore ricorso a strumenti a basso costo come gli ETF.
Assogestioni rileva a dicembre 2025 gestioni di portafoglio per 1.214,424 miliardi di euro, di cui 173,879 retail e 1.040,545 istituzionali. Gli ETF stimati dal Monitor corrispondono a circa il 7,6% delle consistenze del servizio.
I fondi di fondi
Il dato sui fondi di fondi deriva dall’analisi dei bilanci dei singoli fondi. Il perimetro comprende fondi di fondi UCITS di diritto italiano ed estero promossi da soggetti italiani e autorizzati alla distribuzione in Italia.
Gli ETF detenuti da questi fondi raggiungono 10,59 miliardi di euro, in aumento del 7,6% rispetto ai 9,84 miliardi del 2024. Il segmento pesa per il 5,4% sul mercato (6,1% nel 2024) e per il 10,3% sul wholesale. La crescita annua composta dal 2017 è del 14,8%.
Investitori retail: reti, consulenti autonomi e self-directed
Il patrimonio ETF del segmento retail è stimato in 43 miliardi di euro a fine 2025, in aumento del 25,4% rispetto ai 34,29 miliardi del 2024. La quota sul totale passa dal 21,3% al 21,8%. Dal 2017 le masse crescono a un tasso annuo composto del 16,0%.
Il Monitor divide il retail in tre componenti, tutte stimate:
| Canale retail | 2024 (mld €) | 2025 (mld €) | Var. annua | Quota retail 2025 |
|---|---|---|---|---|
| Reti di consulenza | 15,42 | 20,74 | 34,5% | 48,2% |
| Consulenti autonomi | 8,43 | 11,00 | 30,4% | 25,6% |
| Self-directed | 10,43 | 11,26 | 7,9% | 26,2% |
| Totale | 34,29 | 43,00 | 25,4% | 100,0% |
Fonte: Monitor ETF Italia 2.0.
Le reti di consulenza finanziaria
La stima sulle reti parte dal dato Assoreti: 24.290,5 milioni di euro di ETF, ETC ed ETN a fine 2025, contro 16.746,2 milioni nella serie aggiornata del 2024 (+45,1%). L’aggregato pesa per il 2,41% sul patrimonio complessivo delle reti, pari a 1.007,032 miliardi di euro (1,84% a fine 2024).
Il Monitor applica due riduzioni a questa base: il 7,6% per escludere ETC ed ETN e una quota attribuibile ai clienti non famiglie. Il risultato è di circa 20,7 miliardi di ETF riferiti alle famiglie. Il dato delle reti comprende anche gli ETF acquistati in autonomia dai clienti di un consulente finanziario.
Il rapporto osserva inoltre la crescita della consulenza con commissione esplicita. Assoreti rileva 155,3 miliardi di euro nel servizio fee only/fee on top a fine 2025, contro 131,6 miliardi a fine 2024 (+18,0%), pari al 15,4% del patrimonio delle reti. Di queste masse, 111,4 miliardi riguardano il risparmio gestito e 43,9 miliardi il risparmio amministrato (35,0 miliardi nel 2024).
Gli autori indicano questi servizi come una possibile direttrice di sviluppo per gli ETF. Precisano però che Assoreti non fornisce l’incrocio tra ETF e contratto di consulenza, per cui non è possibile attribuire a questo servizio tutti gli ETF delle reti.
Consulenti autonomi e self-directed
Le masse ETF sotto consulenza autonoma sono stimate in 11 miliardi di euro, contro 8,43 miliardi nel 2024 (+30,4%). Il canale rappresenta il 5,6% del mercato, con un CAGR 2017-2025 del 18,7%. Secondo la relazione OCF 2025, i consulenti finanziari autonomi iscritti sono 851 e le società di consulenza finanziaria 103, contro 741 e 89 nel 2024.
Il segmento self-directed comprende i clienti che acquistano ETF senza alcun servizio di consulenza. Il Monitor lo calcola come differenza tra la stima complessiva del retail, il dato rettificato delle reti e le masse dei consulenti autonomi. Nel 2025 vale 11,26 miliardi di euro, con una crescita del 7,9%, la più bassa tra le componenti del retail.
Il numero degli investitori
Il rapporto riporta la ricerca People & Money 2025 di BlackRock e YouGov, secondo cui gli italiani che detengono ETF sono 2,4 milioni, contro 2,1 milioni nel 2022: il 5% degli adulti e il 14% degli investitori. Tra i 18-34enni l’adozione è aumentata del 32% dal 2022. Lo studio stima inoltre circa 1,2 milioni di potenziali nuovi investitori nei dodici mesi successivi.
Il Monitor precisa che si tratta di stime da indagine campionaria, distinte dalle consistenze patrimoniali. Lo stesso vale per i dati sui piani di accumulo: il PAC descrive una modalità di investimento periodico e non il grado di autonomia del cliente, perché può essere costruito anche nell’ambito di una relazione di consulenza.
ETF nelle polizze unit linked
Il comparto assicurativo comprende gli ETF collegati alle polizze unit linked di ramo III attraverso fondi interni ed esterni. Il patrimonio stimato raggiunge 32,30 miliardi di euro a fine 2025, dai 27,80 miliardi del 2024 (+16,2%).
La quota sul mercato scende dal 17,2% al 16,4%, perché gli altri canali crescono più rapidamente. I fondi interni detengono 20,70 miliardi (+15,2%), quelli esterni 11,60 miliardi (+18,0%). La ripartizione è del 64,1% e del 35,9%. Il perimetro non include gli ETF nelle gestioni separate di ramo I.
La relazione IVASS sull’attività 2025 indica investimenti della classe D.I pari a 268,2 miliardi di euro, di cui 144,4 miliardi in fondi interni e 123,8 miliardi in fondi esterni. L’incidenza indicativa degli ETF è del 14,3% sui fondi interni, del 9,4% sulla componente esterna e del 12,0% sul totale della classe D.I. Nel 2024 i rapporti erano rispettivamente 13,0%, 8,4% e 10,9%.
Tra gli sviluppi del 2026, il rapporto ricorda che EIOPA ha pubblicato il 6 luglio 2026 una metodologia rivista dei benchmark di value for money. Secondo gli autori, gli ETF possono contribuire all’efficienza delle componenti finanziarie, ma costo e valore del contratto dipendono anche dalla struttura assicurativa e distributiva.
Clientela istituzionale: casse di previdenza, fondi pensione e fondazioni
Il segmento istituzionale comprende casse di previdenza, fondi pensione preesistenti, negoziali e aperti e fondazioni di origine bancaria. Il dato deriva dalla ricognizione documentale di bilanci e relazioni.
Nel 2025 gli ETF rilevati raggiungono 11,09 miliardi di euro, con una crescita del 10,1%. Il comparto rappresenta il 5,6% del mercato, contro il 6,2% dell’anno precedente.
| Categoria | 2025 (mln €) | Var. annua | Quota istituzionali |
|---|---|---|---|
| Casse di previdenza | 7.299,73 | 5,1% | 65,8% |
| Fondi pensione aperti | 1.458,56 | 43,4% | 13,2% |
| Fondi pensione negoziali | 1.029,40 | 16,9% | 9,3% |
| Fondi pensione preesistenti | 815,44 | -4,9% | 7,4% |
| Fondazioni di origine bancaria | 488,20 | 30,8% | 4,4% |
Fonte: Monitor ETF Italia 2.0.
Casse di previdenza
Le casse restano la prima categoria, con 7,30 miliardi di euro in ETF (+5,1%, pari a 353,63 milioni). La loro quota sul segmento scende però dal 68,9% al 65,8%. Dal 2017 il patrimonio in ETF delle casse cresce a un tasso annuo composto del 17,1%.
Sulla base dei dati COVIP, gli ETF rappresentano il 5,4% dell’attivo delle casse (136.034 milioni di euro), il 18,2% degli OICVM e il 10,1% del complesso degli OICR.
Fondi pensione
I fondi pensione aperti registrano la crescita più elevata: 1.458,56 milioni di euro, +43,4% rispetto ai 1.017,45 milioni del 2024. L’aumento di 441,11 milioni è il maggiore contributo assoluto alla crescita del segmento. Il CAGR 2017-2025 resta però del 6,1%, perché l’espansione segue una lunga fase di utilizzo contenuto. Gli ETF corrispondono al 3,4% dell’attivo netto destinato alle prestazioni e al 18,8% degli OICVM (14,7% nel 2024).
I fondi negoziali salgono da 880,78 a 1.029,40 milioni (+16,9%), con un CAGR del 23,6%, il più alto tra gli istituzionali. L’incidenza degli ETF sugli OICVM è del 19,8%.
I fondi preesistenti sono l’unica categoria in calo: da 857,84 a 815,44 milioni (-4,9%). Il rapporto con gli OICVM scende dal 16,1% al 13,7%.
Il rapporto ricorda che l’uso degli ETF nei fondi pensione è regolato dall’art. 5, comma 4, del D.M. 166/2014. La norma ammette l’investimento in OICR a condizione che non comporti oneri aggiuntivi rispetto a quelli previsti e comunicati agli aderenti. Secondo gli autori non si tratta di un divieto generale, ma il problema della duplicazione dei costi richiede una verifica caso per caso.
Fondazioni di origine bancaria
Gli ETF delle fondazioni salgono a 488,20 milioni di euro, dai 373,37 milioni del 2024 (+30,8%). Il peso sul mercato rimane limitato, allo 0,25%. Il CAGR 2017-2025 è dell’11,0%.
Il XXXI Rapporto Acri indica per fine 2025 un patrimonio contabile delle fondazioni di 43,7 miliardi di euro e un attivo complessivo superiore a 53,1 miliardi. Gli ETF valgono lo 0,92% dell’attivo (0,73% nel 2024) e l’1,12% del patrimonio contabile.
Family office e corporate
Gli ETF attribuiti a family office e società corporate sono stimati in 8 miliardi di euro, dai 7,20 miliardi del 2024 (+11,1%). Il segmento rappresenta il 4,1% del mercato, contro il 4,5% dell’anno precedente. Il CAGR dal 2017 è del 10,8%.
Come dato di contesto, il rapporto cita l’Osservatorio Family Office della School of Management del Politecnico di Milano: al 1° giugno 2025 risultano 244 family office, il 10,4% in più rispetto al 2024. Gli autori segnalano una possibile sovrapposizione con la consulenza autonoma, perché alcuni multi-family office operano come società di consulenza finanziaria.
Metodologia: stime e dati documentali
Il Monitor combina tre tipi di fonti:
Sondaggio presso gli emittenti di ETF per gestioni patrimoniali, unit linked, family office e consulenti autonomi. Il sondaggio è stato svolto a settembre 2026 e ha raccolto 23 questionari anonimi completi.
Ricognizione documentale su bilanci e relazioni per istituzionali e fondi di fondi.
Dato Assoreti rettificato per le reti di consulenza, e statistiche di Borsa Italiana e LSEG Lipper per i confronti con Monte Titoli e con l’Europa.
La classificazione per canale non coincide con quella giuridica MiFID della clientela. Il canale indica dove l’ETF viene utilizzato nel processo di investimento e non chi sopporta il rischio economico finale: un risparmiatore può essere esposto agli ETF anche attraverso un fondo, una gestione o una polizza. Per questo la quota retail del 21,8% si riferisce al solo segmento diretto e in consulenza.
Il comitato scientifico del Monitor è composto da Manuela Geranio, Demis Todeschini e Stefano Gaspari. Il progetto, che estende la serie storica al periodo 2017-2025, punta ad ampliare la base informativa attraverso il confronto con CONSOB, OCF, Assoreti e IVASS.
Conclusioni
Secondo il Monitor ETF Italia 2.0, il mercato italiano degli ETF vale 196,98 miliardi di euro a fine 2025, con una crescita del 22,1%. La domanda professionale resta prevalente: il wholesale supera la metà delle masse e le gestioni patrimoniali da sole rappresentano il 46,7% del totale.
Il retail sale a 43 miliardi e aumenta la propria quota, con la crescita concentrata nelle reti e nella consulenza autonoma. Assicurazioni e istituzionali crescono in valore assoluto ma perdono quota. Tra gli istituzionali, i fondi pensione aperti e le fondazioni registrano gli aumenti più consistenti, mentre i fondi preesistenti sono in calo.
Nel confronto europeo la crescita italiana resta di poco inferiore a quella del mercato continentale. Il divario tra la stima del Monitor e gli ETF depositati in Monte Titoli, pari al 13,1%, indica una quota rilevante di ETF di investitori italiani custoditi presso depositari esteri.
Note: i dati sono tratti dal rapporto “Monitor ETF Italia 2.0”, edizione 2026, dati al 31 dicembre 2025, dell’Università degli Studi di Bergamo e da MondoInstitutional. Parte dei valori è frutto di stime basate sul sondaggio presso gli emittenti di ETF. Le variazioni delle masse includono gli effetti di mercato e di cambio e non equivalgono alla raccolta netta. Il presente articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza o sollecitazione all’investimento.
Se vuoi saperne di più : Gli Exchange Traded Funds (ETF): Guida Completa – Funzionamento, Costi e Rischi
Fonte: ETFWorld.it








