Gene Arensberg, su «Gol Gold Report», ha risposto a chi gli chiedeva previsioni sul target price dell’oro nell’attuale movimento rialzista…
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Arensberg ricorda che si è sempre rifiutato di fissare un prezzo. Infatti tutto dipende dal comportamento della valuta Usa. Quanto varrà il dollaro tra qualche anno? Voltaire, scrive Got Gold Report, aveva sentenziato che il valore intrinsico della cartamoneta era pari a zero. Arensberg rammenta che dal 1913 il dollaro ha perduto il 97% del suo potere d’acquisto. Ma questo concerne il passato. Il 3% rimanente oggi, come partenza di calcolo, deve essere considerato un 100%.
Quanto scenderà? Cosa potrebbe accadere, prosegue l’analista, se ci fosse un improvviso rigetto di confidenza nella divisa americana? Le persone benestanti stanno pensando su cosa investire per proteggere i loro capitali dall’erosione monetaria.
Meglio muoversi adesso che quando la crisi è scoppiata «Oro, argento e taluni valori immobiliari (ma non tutti) dovrebbero comportarsi relativamente bene rispetto alle altre alternative».
Aggiungeremmo alla lista le aziende agricole, data la necessità di cibo per tutta la crescente popolazione mondiale. L’analisi del passato sulle valute utilizzate negli ultimi secoli è impietosa.
La cartamoneta ha sempre perso valore. Questi timori di collasso spiegano perché gli investimenti puntino sulle uniche valute che le Zecche mondiali non possono stampare: i metalli preziosi.
Le conseguenze di tali ripetuti inviti a investire nei preziosi giustificano il rally biennale messo a segno dagli stessi. Un rally che prosegue con limitate fermate.
Autore: Guido Bellosta
Fonte: Borsa e Finanza del 18 giugno 2011









