HANetf : Molti analisti di guerra sottolineano sempre più spesso come l’esito dei conflitti moderni dipende da chi riuscirà a sostenere più a lungo i propri “ritmi di fuoco”.
Tom Bailey, Head of ETF Research di HANetf
Stacie Pettyjohn, direttrice del programma di difesa presso il Center for a New American Security di Washington, ha affermato che il conflitto è diventato “una competizione a colpi di salve”, dove non conta tanto la precisione dell’attacco o la tecnologia delle singole armi, ma la quantità e la capacità di continuare a sparare nel tempo.
Dopo lo scoppio di quest’ultimo conflitto in Medio Oriente sono divenuti frequenti i report sulla pressione che la guerra sta già esercitando sulle scorte di munizioni degli Stati Uniti, in particolare sugli intercettori per la difesa aerea utilizzati per contrastare droni e missili relativamente economici. Allo stesso tempo, già durante la precedente guerra tra Israele e Iran del 2025, la cosiddetta “guerra dei 12 giorni”, è stato riportato che gli Stati Uniti hanno consumato fino al 25% delle loro scorte di missili intercettori THAAD.
La preoccupazione principale oggi per Stati Uniti ed Europa è che le loro basi industriali sul fronte della difesa non siano attualmente strutturate per sostenere molteplici conflitti ad alta intensità e di lunga durata. Per decenni le forze armate occidentali hanno ottimizzato gli approvvigionamenti per guerre di spedizione su scala ridotta, piuttosto che per guerre industriali prolungate. L’invasione su larga scala dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022 ha messo in luce i limiti di questo modello, costringendo i governi della NATO a ripensare produzione militare e livelli delle scorte.
L’Ucraina, tuttavia, potrebbe emergere come una parte inaspettata di una possibile soluzione, avendo imparato per necessità a scalare la produzione di armamenti in condizioni di guerra. Attualmente vi sono notizie secondo cui gli Stati Uniti e almeno un Paese del Golfo sarebbero in trattative per acquistare intercettori anti-drone prodotti proprio in Ucraina che negli ultimi 4 anni ha sviluppato la capacità di produrre questi sistemi su larga scala per difendersi dalle ondate di attacchi con droni lanciati dalla Russia. Molti dei droni utilizzati dalla Russia derivano dai modelli iraniani Shahed, simili a quelli attualmente impiegati dallo stesso Iran.
L’Ucraina ha inoltre ampliato rapidamente la propria capacità di produrre droni: circa 800.000 droni nel 2023, oltre 2 milioni nel 2024 e una produzione stimata intorno ai 4 milioni all’anno nel 2025. Il governo ha fissato l’obiettivo di arrivare a 7 milioni di droni l’anno entro il 2026. Il settore nazionale dei droni comprende ormai circa 500 produttori e il Paese ha recentemente aperto centri di esportazione in tutta Europa per stimolare la domanda per la propria industria dei droni. L’esportazione di tecnologie per la difesa e la creazione di linee di produzione di armi nei Paesi partner fanno parte di uno sforzo più ampio per internazionalizzare l’industria bellica ucraina, mentre la capacità produttiva di droni supera sempre più le risorse finanziarie disponibili.
Oltre ai droni, l’Ucraina sta ricostruendo una più ampia base industriale della difesa. Le aziende nazionali producono ora sistemi come l’obice semovente Bohdana da 155 mm e munizioni di artiglieria standard NATO e il Paese ha anche iniziato a sviluppare missili d’attacco a lungo raggio di progettazione nazionale. Un esempio è il missile da crociera FP-5 “Flamingo”, presentato nel 2025, con una gittata stimata di circa 3.000 chilometri e una testata di oltre una tonnellata. È progettato per essere molto più economico rispetto ai missili da crociera occidentali, riflettendo il più ampio orientamento dell’Ucraina verso armi d’attacco a lungo raggio prodotte in massa
Di conseguenza, l’Ucraina sta iniziando a passare da semplice destinataria di aiuti militari occidentali a potenziale fornitrice di equipaggiamenti e tecnologie per gli stessi Paesi NATO. Diverse aziende della difesa occidentali, tra cui Rheinmetall e BAE Systems, stanno aprendo stabilimenti produttivi in loco e secondo il governo ucraino, nel 2025 già 25 aziende della difesa straniere hanno iniziato una prima fase di localizzazione della produzione nel Paese.
L’Ucraina è uno dei pochi Paesi al mondo con esperienza diretta nel combattimento di una guerra ad alta intensità e tecnologicamente avanzata nel XXI secolo. Negli anni a venire, i membri della NATO probabilmente faranno affidamento non solo sull’esperienza maturata dall’Ucraina sul campo di battaglia e sulla sua innovazione tecnologica, ma sempre più anche sulla sua capacità di produrre armamenti su larga scala.
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Fonte: ETFWorld.it









