In un mercato ETF europeo sempre più saturo di prodotti passivi e smart beta, Fidelity International compie un salto strategico: lancia la prima gamma di ETF attivi “ad alta convinzione” del Vecchio Continente,
a cura della redazione di ETFWorld.it
Andrea Semino, Sales Director, ETF & Index per l’Italia presso Fidelity International
denominati Fundamental ETF, con un’innovazione strutturale che potrebbe ridefinire il confine tra fondi attivi e strumenti indicizzati: la semitrasparenza.
Si tratta di un’evoluzione non solo di prodotto, ma di filosofia d’investimento. Mentre il mercato globale si concentra sempre più sugli Stati Uniti — la cui capitalizzazione azionaria è passata dal 50% al 75% (e in alcuni indici all’80%) del totale mondiale negli ultimi anni — Fidelity punta a sfruttare questa concentrazione non come un dato da replicare passivamente, ma come un’opportunità per selezionare attivamente le aziende che generano valore reale, spesso disallineato dalle valutazioni di mercato.
Due ETF, un’unica filosofia: “high conviction active”
I due prodotti lanciati il 2 settembre 2025 — US Fundamental Large Cap Core ETF e US Fundamental Small & Mid Cap ETF — non sono semplici repliche degli indici S&P 500 e Russell 2500. Sono invece il risultato di un processo attivo, sistematico e quantitativo che aggrega le migliori idee dei gestori Fidelity, normalizzate per livello di convinzione e ottimizzate per rischio.
Il portafoglio è concentrato: circa 100 titoli per le large cap, 200 per le small/mid cap. Un approccio che ricorda più un fondo comune d’investimento che un ETF tradizionale, con un tracking error previsto del 3-4% — un livello che Fidelity stessa definisce “intenzionalmente alto”, coerente con l’obiettivo di generare alpha.
E i numeri parlano chiaro: negli Stati Uniti, dove la stessa strategia è già operativa da anni, l’alpha medio annuo generato è stato di ~1% per le large cap e ~2% per le small/mid cap negli ultimi quattro anni. Un risultato non banale in un mercato dominato da pochi titoli tech.
La rivoluzione semitrasparente: proteggere l’alpha, prevenire il front-running
Ma l’innovazione più rilevante — e forse più rivoluzionaria per il mercato europeo — è la struttura semitrasparente.
A differenza degli ETF tradizionali, che pubblicano quotidianamente la composizione del portafoglio, i nuovi ETF Fidelity condividono i dettagli delle posizioni solo con gli Authorized Participants (AP) su base giornaliera, mentre il pubblico riceve l’aggiornamento completo solo trimestralmente.
“Siamo i primi a importare in Europa un approccio ad alta convinzione, un approccio fondamentale, in formato ETF”, dichiara Andrea Semino, Sales Director, ETF & Index per l’Italia presso Fidelity International. “La semitrasparenza non è un difetto, ma una protezione: serve a evitare il front-running, soprattutto nel segmento delle small cap, dove la liquidità è minore e l’impatto delle mosse dei gestori è più sensibile.”
Una scelta coraggiosa, che potrebbe aprire la strada a una nuova generazione di ETF attivi in Europa, fino a oggi frenati proprio dalla necessità di trasparenza totale, considerata incompatibile con strategie attive sofisticate.
Costi competitivi e posizionamento strategico
Nonostante la complessità del processo, i costi sono sorprendentemente accessibili: 38 basis point per le large cap, 43 bps per le small/mid cap. Numeri che competono con molti ETF passivi e che rendono l’offerta particolarmente interessante per advisor e investitori istituzionali alla ricerca di un’esposizione attiva senza i costi dei fondi tradizionali.
“Questi ETF uniscono il meglio della ricerca di Fidelity con la struttura efficiente e liquida degli ETF”, aggiunge Semino. “Il rischio di cannibalizzazione con i nostri fondi attivi esiste, ma la nostra idea non è tanto cannibalizzare quanto evolvere l’offerta, adattandola alle nuove esigenze del mercato.”
Perché ora? Il contesto macro e le small cap
Il lancio non è casuale. Con l’ingresso di Stephen Miran nel board della Federal Reserve, cresce l’attesa per un ciclo di tagli dei tassi più rapido del previsto. Una notizia che potrebbe favorire in modo particolare le small cap statunitensi, aziende che si finanziano prevalentemente con debito a tasso variabile e che hanno sofferto più delle large cap negli ultimi anni di tassi alti.
“Le small cap sono state penalizzate dal costo del capitale, oggi all’8-9% per le grandi aziende, ma molto più alto per le piccole”, spiega Semino. “Un’inversione del ciclo dei tassi potrebbe innescare un rimbalzo selettivo, e il nostro ETF small/mid cap è costruito proprio per catturare quel valore nascosto.”
Il prodotto small cap ha già raccolto 25 milioni di euro in Europa nelle prime settimane, a fronte di quasi 1 miliardo di dollari negli USA — un segnale incoraggiante per un mercato, quello europeo, ancora scettico sugli ETF attivi.
Roadmap europea: da Francoforte a Milano
I due ETF sono già quotati a Francoforte e Londra. Entro ottobre 2025 arriveranno a Zurigo, e intorno al 15 ottobre anche a Milano, aprendo le porte anche agli investitori retail italiani, soprattutto grazie alla futura disponibilità in formato UCITS.
“L’ETF attivo permette una gestione sistematica con un processo quantitativo, mentre il fondo attivo tradizionale è più legato al giudizio di un singolo gestore”, sottolinea Andrea Semino “Qui abbiamo un approccio scalabile, replicabile, e protetto — un ibrido tra il meglio dei due mondi.”
Il futuro degli ETF attivi in Europa? È appena iniziato
Fidelity non si ferma qui. La casa d’investimento vede nei nuovi ETF Fundamental non un prodotto isolato, ma il primo passo di una più ampia offerta attiva in formato ETF, che potrebbe espandersi a settori, temi e geografie diverse.
L’Europa, finora fanalino di coda rispetto agli USA nel mercato degli ETF attivi, potrebbe finalmente svegliarsi. E Fidelity, con questa mossa, si posiziona non solo come player, ma come pioniere strutturale.
In un mondo in cui l’80% della capitalizzazione globale è concentrata in un solo paese, replicare passivamente gli indici non è più sufficiente. Serve selezione. Serve convinzione. Serve protezione della strategia. Fidelity ha appena dato all’Europa gli strumenti per farlo — senza rinunciare ai vantaggi degli ETF.
Benvenuti nell’era degli ETF attivi semitrasparenti. L’alpha non sarà più un optional.
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Fonte: ETFWorld.it









