Il Pan European Report sugli ETF di fine anno curato da Lipper registra infatti che, a dicembre, le azioni di ETF scambiate sulle borse europee sono scese del 5,9% su novembre a 401 milioni di pezzi, cifra comunque superiore a 355 milioni di titoli del valore medio a 12 mesi.
L’analisi non tiene conto dei titoli che passano over the counter, ma anche così l’incremento annuale medio è del 54%.
L’interscambio in euro amplia la tendenza discendente al 7,5%, pari a 9,11 miliardi da 9,85 di novembre, di cui mantengono concentrato l’80% le cinque principali borse europee, con Milano al 10% a fianco di un OMX svedese in esplosivo incremento e di Londra con lo stesso peso. DBoerse è ridotta al 35% ed Euronext vale il 15%.
La classifica per volume di titoli ETF vede l’83% concentrato nei primi sei Exchange ma ripete il fenomeno di ridimensionamento della borsa tedesca, che pesa ora il solo 21% degli scambi contro il 45% del dicembre 2004, mentre la quota di Londra scende al 18% e quella di Stoccolma si conferma in lievitazione al 12%.
Per quanto riguarda il successo dei singoli ETF, a Milano si ripete e amplia il successo del replicante dell’indice di Tokyo, iSharMSCI Japan, che supera 191 milioni di euro (+25,8%) ma la leadership indiscussa resta al Daxex di DBoerse, 1,29 miliardi benchè in calo di quasi 25%.
Sempre a Milano, leggero rialzo della forchetta bid-ask media giornalieria, più un pb a 0,13 da 0,12 mentre diminuiscono i picchi.
Fonte: Reuters






