ETF attivi, Franklin Templeton: la view sul mercato italiano

Nel panorama italiano, gli ETF attivi continuano a rappresentare una fetta ancora limitata del mercato ETF. A fine primo semestre 2026 il comparto ha raggiunto 221,6 miliardi di euro di masse su Borsa Italiana e gli ETF attivi si confermano tra i segmenti in più rapida crescita. Ne abbiamo discusso con Vincenzo Sagone di Franklin Templeton, che ha analizzato il posizionamento della società, la domanda proveniente dagli investitori istituzionali e retail e le asset class su cui oggi si concentra l’interesse: dal reddito fisso alle strategie azionarie orientate a income e quality.

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Vincenzo Sagone, Head of ETF Sales Italy, Franklin Templeton

21 Settembre 2026 ETFWorld.it – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale


ETFWorld : Il mercato ETF italiano ha chiuso il primo semestre 2026 con masse a 221,6 miliardi di euro su Borsa Italiana. Quale spazio occupano oggi gli ETF attivi in Italia rispetto al resto d’Europa?

Vincenzo Sagone : Gli ETF attivi rappresentano ancora una quota limitata del mercato ETF italiano, ma sono tra i segmenti più dinamici dell’industria. Negli Stati Uniti gestiscono ormai oltre 2.400 miliardi di dollari, mentre in Europa hanno superato i 100 miliardi di euro di masse e continuano a crescere a ritmi superiori rispetto al mercato ETF nel suo complesso. Anche in Italia osserviamo un interesse crescente da parte di consulenti, private banker e investitori istituzionali. Più che una nicchia, oggi gli ETF attivi rappresentano una delle principali aree di sviluppo dell’industria.

ETFWorld : Alessandro Rota di Assogestioni ha parlato di una “progressiva sostituzione di fondi tradizionali attivi con ETF indicizzati e attivi”. Condivide questa lettura?

Vincenzo Sagone : Preferisco parlare di evoluzione piuttosto che di sostituzione. Gli investitori scelgono sempre più lo strumento più efficiente per raggiungere un determinato obiettivo. In alcune aree la gestione passiva resta molto efficace, in altre la gestione attiva può creare valore attraverso selezione dei titoli e controllo del rischio. Più che una contrapposizione, vediamo una convergenza tra mondo ETF e gestione attiva. In Italia, inoltre, il ruolo della consulenza finanziaria favorisce un’adozione graduale ma molto qualitativa di queste soluzioni.

ETFWorld : Chi acquista oggi ETF attivi in Italia?

Vincenzo Sagone : La domanda arriva da tutti i segmenti di investitori, dai gestori professionisti al retail. E’ indubbio che ci sono alcune asset class che sono meglio gestite con prodotti attivi e questo punto è stato ben compreso dagli investitori sia professionali che non. Cresce infatti l’interesse degli investitori istituzionali, soprattutto per strategie obbligazionarie e income. Il mercato retail sta iniziando ad avvicinarsi grazie alle piattaforme digitali e alla maggiore educazione finanziaria. Rispetto ad altri Paesi europei, il ruolo della consulenza rimane comunque particolarmente centrale.

ETFWorld : Su quali asset class o strategie registrate oggi la domanda più concreta?

Vincenzo Sagone : Oggi osserviamo soprattutto interesse per il reddito fisso e le strategie orientate alla generazione di reddito. Il ritorno di rendimenti obbligazionari interessanti ha riportato l’attenzione degli investitori su questa asset class, nella quale la gestione attiva può offrire un contributo significativo. Cresce inoltre l’interesse per strategie azionarie income e quality. In generale, gli investitori privilegiano sempre più soluzioni che combinano rendimento e controllo del rischio.

ETFWorld : Come si è evoluto negli ultimi due anni il posizionamento di Franklin Templeton nel mercato ETF italiano?

Vincenzo Sagone : Negli ultimi due anni abbiamo rafforzato significativamente la presenza di Franklin Templeton nel mercato ETF italiano. Se in passato il nostro marchio era associato principalmente alla gestione tradizionale, oggi siamo sempre più riconosciuti anche come una realtà innovativa nel mondo ETF grazie all’ampliamento della gamma e all’ingresso negli ETF attivi. La nostra forza è mettere a disposizione degli investitori competenze sviluppate in oltre settant’anni di gestione attraverso uno strumento moderno ed efficiente come l’ETF. Le nostre priorità restano distribuzione, supporto ai clienti e formazione.

ETFWorld : Come traducete la crescente richiesta di allocazioni più selettive e orientate al controllo del rischio?

Vincenzo Sagone: Gli investitori oggi cercano strumenti che consentano di esprimere convinzioni più specifiche e di gestire meglio il rischio. I nostri ETF settoriali sull’S&P 500 rispondono proprio a questa esigenza, offrendo esposizioni mirate a segmenti distinti dell’economia americana. Dal punto di vista commerciale adottiamo un approccio consulenziale: partiamo dagli obiettivi dell’investitore e individuiamo successivamente la soluzione più adatta, che può essere attiva, passiva o una combinazione delle due.

ETFWorld : Quali dei recenti lanci hanno ricevuto la risposta più significativa dagli investitori italiani?

Vincenzo Sagone : Più che un singolo prodotto, è interessante osservare quali caratteristiche stanno premiando maggiormente. Gli investitori mostrano particolare interesse verso strategie capaci di generare reddito, selezionare attivamente i titoli e gestire il rischio. In questo contesto il Franklin US Income Equity Focus UCITS ETF rappresenta un esempio significativo perché porta nel formato ETF una strategia storica di Franklin Templeton nata nel 1948 e oggi gestita con oltre 100 miliardi di dollari. Anche i nuovi ETF settoriali sull’S&P 500 stanno riscuotendo interesse perché consentono allocazioni più selettive e mirate.

ETFWorld : Quali sono le priorità di Franklin Templeton per il mercato italiano nei prossimi mesi?

Vincenzo Sagone : Continueremo a innovare e ad ampliare la nostra gamma ETF, sia attiva sia passiva. Tuttavia, se dovessi indicare una priorità, sceglierei la formazione. L’offerta ETF è sempre più ampia e sofisticata e richiede un importante lavoro di educazione finanziaria. Siamo convinti che la crescita futura del mercato dipenderà non solo dall’innovazione di prodotto, ma anche dalla capacità di aiutare consulenti e investitori a comprenderne e sfruttarne appieno le potenzialità.

Fonte: ETFWorld – Riproduzione Vietata in ogni forma anche parziale