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BlackRock: Ricerca “People and Money 2025” L’Europa accelera sugli ETF con 21 milioni pronti a investire Italia + 50% nei prossimi 12 mesi

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I risultati della nuova ricerca People and Money 2025 di BlackRock, in collaborazione con YouGov, evidenziano una crescita sostanziale del mercato europeo degli ETF negli ultimi tre anni.

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Luca Giorgi, Head of Wealth Southern Europe di BlackRock


  • In Europa il numero di investitori in ETF sale a quasi 33 milioni, trainato dalle donne e dagli investitori più giovani
  • Altri 21 milioni dichiarano di essere molto propensi a investire in ETF nei prossimi 12 mesi, di cui circa 8,7 milioni (41%) si affaccerebbero per la prima volta al mondo degli investimenti
  • L’Italia è il quarto Paese in Europa con 2,4 milioni di investitori in ETF
  • Si stima che il numero di investitori in ETF in Italia aumenterà del 50% nei prossimi 12 mesi, passando a circa 3,5 milioni
  • L’Italia guiderà il 14% della crescita prevista dei nuovi investitori in ETF in Europa, registrando il quarto aumento più elevato

La ricerca offre un’analisi approfondita delle motivazioni e dei comportamenti finanziari di oltre 40.000 persone in 15 Paesi in Europa, monitorando al contempo l’evoluzione dei processi di adozione degli ETF, aumentata del 69% dal 2022.

Secondo la ricerca, gli investitori in ETF in Europa hanno raggiunto quasi 33 milioni, di cui il 40% (13,2 milioni) investe tramite ETF di iShares, con una crescita trainata dalle donne e dalle generazioni più giovani. Nei prossimi 12 mesi, altri 21 milioni dichiarano di voler investire, di cui il 41% si affaccerebbe per la prima volta al mondo degli investimenti

Timo Toenges ha dichiarato: “La ricerca mostra che gli ETF stanno rapidamente diventando l’investimento preferito dalle nuove generazioni. La loro semplicità, il basso costo e la facilità di accesso li rendono ideali per gli investitori alle prime armi, in particolare per coloro che vengono attirati dall’opportunità di aumentare il valore dei propri risparmi”.

In particolare, si prevede che Regno Unito, Germania, Francia, Italia e Spagna aggiungeranno 6,6 milioni di nuovi investitori in ETF nei prossimi 12 mesi, pari al 77% di tutti i nuovi investitori in ETF previsti in Europa.

In questo scenario, l’Italia si conferma uno dei mercati più dinamici: conta già 2,4 milioni di investitori, il quarto Paese in Europa, e si stima un aumento del 50% entro l’anno, pari al 14% della crescita europea prevista.

A spingere questa tendenza in Italia sono soprattutto i più giovani, in particolare quelli di età compresa tra i 18 e i 34 anni (+32% dal 2022 al 2025), evidenziando il crescente interesse per questi strumenti tra le nuove fasce demografiche. Tra gli italiani che prevedono di investire in ETF nei prossimi 12 mesi, il 56% sarà composto da investitori alla loro prima esperienza con gli ETF e il 56% ha meno di 44 anni.

Principali motivazioni per iniziare a investire

In Europa, tra tutte le fasce d’età, i millennial più giovani (25-34 anni) sono i più propensi a citare l’intento di avere un maggiore controllo sul proprio futuro finanziario come motivazione chiave per iniziare a investire (38%), con il 23% che desidera utilizzare quanto guadagnato dai propri investimenti per un obiettivo di vita futuro specifico.

Rispetto agli over 25, la Generazione Z (18-24 anni) è più propensa a iniziare dopo essere stata incoraggiata da amici, familiari e colleghi: il 28% delle donne che investono (vs il 22% di uomini GenZ) dichiara di essere stata incoraggiata da persone che gravitano attorno alla propria vita familiare e professionale.

In generale, la ricerca evidenzia quanto sia la Generazione Z che i millennial più giovani siano più propensi a essere motivati dalla paura di “perdere l’opportunità”: il 28% (rispetto al 19% degli over 35) dichiara di aver iniziato a investire perché ha intercettato una grande opportunità di ingresso o ha visto altri aumentare il proprio capitale e non ha voluto perdere l’occasione.

Toenges Timo BlackRock“Dal 2022, 15 milioni di persone in Europa hanno iniziato a investire, con più di quattro su dieci che hanno deciso di investire dopo aver capito che i risparmi lasciati fermi sui conti correnti  non stavano generando un valore sufficiente per loro.  Ciò riflette una crescente consapevolezza: investire può essere un modo per contribuire a costruire una sicurezza finanziaria a lungo termine. Tuttavia, esiste ancora un enorme divario e, con 14.000 miliardi di euro depositati sui conti correnti delle famiglie europee1, questi risultati indicano l’enorme potenziale che le persone hanno per incrementare molto di più il proprio capitale”, ha affermato Timo Toenges, responsabile EMEA di Digital Wealth di BlackRock.

Secondo lo studio, il 43% degli attuali investitori in Europa ha iniziato a investire perché ha capito che farlo avrebbe potuto far aumentare il proprio capitale più di quanto sarebbe accaduto se avesse scelto di lasciare fermi i propri risparmi, evidenziando un cambiamento nell’approccio al tema della sicurezza finanziaria nel lungo termine. In Italia la percentuale è leggermente inferiore, pari al 38%.

Non sorprende, considerando alcune dinamiche storiche del nostro Paese, che il 24% degli italiani dichiari di essere stato motivato a investire dopo aver ricevuto una consulenza finanziaria professionale – un dato superiore del 55% rispetto alla media europea (16%). Mentre tra i giovani tra i 18 e i 34 anni emerge che il 27% afferma di aver iniziato a investire dopo aver capito che non serve molto capitale per cominciare, contro il 19% degli over 35 e il 20% complessivo. A dimostrazione di quanto sia cruciale rafforzare l’educazione finanziaria, soprattutto tra le nuove generazioni, per favorire scelte consapevoli e ridurre le barriere percepite all’ingresso nel mondo degli investimenti.

Comportamenti e preferenze

Quando è stato chiesto agli interpellati quali comportamenti ritenessero fondamentali per diventare investitori competenti e sicuri di investire, le risposte a livello europeo hanno evidenziato: la capacità di non lasciarsi trasportare dalle emozioni in caso di volatilità (45%), l’approccio alla diversificazione (43%), la comprensione dei rischi (40%), la possibilità di investire regolarmente piccole somme (38%) e la formazione base per imparare a investire (31%).

In Italia, il 49% di chi investe vede l’approccio alla diversificazione come fondamentale. Al contrario, il 41% dei “non investitori” italiani ha sottolineato l’importanza di comprendere i rischi mentre il 31% ritiene che imparare le nozioni di base è ciò che li renderebbe più sicuri di investire.

Gli investitori italiani apprezzano poi l’opportunità rappresentata dalla possibilità di risparmiare regolarmente, anche con piccole somme. Una tendenza che la ricerca identifica come il secondo comportamento più importante per acquisire fiducia negli investimenti tra le donne italiane che non investono (39% contro 31% tra gli uomini che non investono).

In questo contesto, gli ETF si presentano come strumenti a supporto, in grado di svolgere un ruolo trasformativo nell’ampliare la partecipazione agli investimenti.

In Italia il tasso di diffusione degli ETF continua a crescere, in linea con gli ultimi tre anni”, ha sottolineato Luca Giorgi, Head of Wealth Southern Europe di BlackRock, puntualizzando che “tuttavia rimane un potenziale ancora non pienamente espresso. Per i giovani investitori, semplicità e convenienza rappresentano leve decisive: gli ETF offrono di fatto la possibilità di valorizzare i risparmi attraverso modalità intuitive e accessibili. Inoltre, il nostro Paese ha compiuto progressi significativi nell’utilizzo dei canali digitali, creando le condizioni per una fase di democratizzazione degli investimenti che, a nostro avviso, è destinata a consolidarsi e rafforzarsi nel tempo”.

Se guardiamo agli elementi che gli investitori più giovani in Italia apprezzano negli ETF, la ricerca mostra come il 47% dei giovani di età compresa tra i 18 e i 34 anni siano più propensi a scegliere gli ETF per la possibilità di investire piccole somme con regolarità, rispetto alla totalità degli intervistati che indica questa motivazione per il 35%.

A questo proposito Luca Giorgi ha aggiunto: “Sappiamo che per costruire ricchezza è importante essere costanti, più che cercare di anticipare il mercato. Rendere l’investimento un’abitudine, anche partendo da piccole somme, è tra i modi più efficaci per raggiungere il benessere finanziario nel lungo periodo. La ricerca lo conferma: gli ETF stanno aprendo le porte a milioni di nuovi investitori, soprattutto a chi inizia con pochi euro. Con sempre più persone che scelgono i piani di accumulo in ETF per la loro flessibilità, non è mai stato così facile compiere i primi passi verso una stabilità economico- finanziaria duratura”.

Infine, uno sguardo alle preferenze lato scelta dei prodotti con gli ETF azionari che, sia in Europa che in Italia, rimangono la scelta principale per gli investitori in ETF nei prossimi 12 mesi. In particolare, alla domanda sulle intenzioni di investimento a livello regionale, il 69% degli europei che intendono investire in ETF nel prossimo anno (vs il corrispondente 64% se estrapoliamo la sola fotografia dell’Italia) intende farlo in esposizioni europee.

I più giovani (range 18-34 anni) invece continuano a mostrare un interesse relativamente maggiore per gli ETF/ETP su cripto, monetari e attivi, rispetto chi ha più di 35 anni, con una percentuale pari al 33% in Italia.

Se vuoi saperne di più : ETF cosa sono e come funzionano

Fonte: ETFWorld.it

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