Analisi Ciclica : In questo articolo cerchiamo di vedere quali sono le attuali relazioni tra il rendimento dei Bond (in particolare il T-Note, ovvero il Titolo di Stato Usa con scadenza 10 anni) e l’indice S&P500.
A cura di Eugenio Sartorelli – www.investimentivincenti.it
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La relazione classica intermarket dice che i rendimenti dei Bond (che sappiamo essere inversi ai prezzi) dovrebbero più spesso avere una relazione inversa con i valori degli Indici Azionari.
La motivazione è che prezzi elevati dei Bond sono legati a rendimenti mediamente bassi; questi rendimenti bassi spingono i gestori di portafogli a guardare con maggior interesse alle azioni, proprio perché considerano mento attraente il rendimento delle obbligazioni. All’opposto, quando i rendimenti obbligazionari sono elevati (e quindi i prezzi dei bond sono bassi) si guarda con maggior interesse a questa asset class rispetto alle azioni.
In realtà le cose sono più complicate e bisognerebbe valutare altri parametri come l’inflazione, le politiche delle Banche Centrali, le aspettative sul ciclo economico.
Ci soffermeremo principalmente sulle relazioni tra rendimento del T-Note ed andamento dell’S&P500 a partire da inizio 2025 dati giornalieri sino al 29 ottobre.

La linea nera rappresenta il rendimento del T-Note (scala dx), la linea rossa rappresenta il valore dell’Indice S&P500 (scala sx). In basso c’è la correlazione tra i 2 grafici, calcolata su 126 dati (ovvero 6 mesi di dati).
Come si vede questa correlazione è stata con una buona positività sino a settembre 2025 (vedi freccia verde); poi una parentesi negativa sino a febbraio 2026 (vedi freccia rossa); infine da aprile 2026 ad oggi un valore positivo. In particolare da metà maggio la correlazione è oltre 0,5 che è il valore oltre il quale una correlazione assume maggiore significatività. In pratica la regola classica intermarket è disattesa.
Andando a vedere più in dettaglio i 2 grafici, la tendenza opposta è più evidente dal minimo di rendimento del T-note del 17 aprile 2026 (vedi freccia blu) quando rendeva circa il 4,25 %.
Pertanto è da quella data che la correlazione positiva tra i 2 grafici è stata rilevante con rendimento del T-Note ed S&P500 in costante crescita.
Dal recente picco del T-Note del 5 ottobre (rendimento introno al 5,25%) è in atto una correzione con rendimento poco sotto il 5%. Nel frattempo l’S&P500 ha solo parzialmente corretto, rimanendo sostanzialmente su livelli elevati.
È da vedere se la Fed alzerà ulteriormente il Tasso di Interesse. Quello che stupisce è che questi rendimenti del decennale Usa non smuovono i gestori di portafoglio sul mercato Usa ad alleggerire (seppur lievemente) le posizioni in azioni. Difficile che rimarrà una tale persistenza di forza dell’S&P500 se i Bond governativi resteranno su rendimenti così elevati.
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