Outlook azionario secondo semestre 2026: WisdomTree suggerisce di ampliare la diversificazione senza abbandonare l’IA

Nell’outlook per la seconda metà dell’anno, Aneeka Gupta, Director of Macroeconomic Research di WisdomTree, invita gli investitori a guardare oltre i mega titoli tecnologici e a cercare opportunità in Europa, mercati emergenti e Giappone.

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Articolo creato dalla Redazione di ETFWorld.it


Aneeka Gupta, Director, Macroeconomic Research di WisdomTree


WisdomTree ha pubblicato l’outlook azionario per il secondo semestre del 2026, a cura di Aneeka Gupta. Il tema portante è chiaro: ampliare la diversificazione del portafoglio azionario senza però uscire dal perimetro dell’intelligenza artificiale. Dopo un primo semestre dominato dai titoli legati all’IA, la società ritiene che il posizionamento del mercato su questo tema sia ormai “estremo” e suggerisce di affiancare ai leader tecnologici aree come Europa, mercati emergenti e Giappone. L’analisi si basa su dati Bloomberg Finance L.P. aggiornati al 30 giugno e al 21 luglio 2026.

Un primo semestre a due velocità

Secondo WisdomTree, la prima metà del 2026 è stata “straordinaria” per i mercati azionari globali, nonostante diversi shock. Nel secondo trimestre l’MSCI ACWI ha guadagnato il 14,9% in dollari, annullando l’effetto dello shock petrolifero provocato dalla guerra in Iran nei primi tre mesi dell’anno. Il semestre si è così chiuso con un progresso dell’11,2%.

Alla base del recupero ci sarebbero l’allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, il calo del prezzo del petrolio, la solidità dei risultati societari e una rinnovata fiducia nel ciclo di investimenti legato all’IA.

La chiusura del semestre, però, è stata disomogenea. A giugno i Magnifici Sette hanno subito un forte sell-off, con l’S&P 500 in calo dell’1% nel mese, mentre l’S&P 500 Equal Weight Index è salito del 2,4%. Per WisdomTree è la conferma di un mercato “a due velocità”, in cui cautela macroeconomica e fiducia nell’IA spingono in direzioni opposte. Il problema, sottolinea la società, è che le posizioni sono molto concentrate e lasciano poco spazio agli errori.

L’indicazione operativa di Gupta per il secondo semestre è quindi ampliare l’esposizione azionaria, mantenendo però una quota strutturale sull’IA. WisdomTree resta positiva sul tema e ne conferma la solidità dei fattori strutturali, ma suggerisce di affiancare ai titoli legati all’intelligenza artificiale società con crescita più stabile e mercati con valutazioni più convenienti e fondamentali in miglioramento.

Capex IA: investimenti record e redditività

Un passaggio centrale dell’outlook riguarda il rapporto tra spesa e ritorni nel comparto tecnologico. Le cinque società con la maggiore spesa in conto capitale legata all’IA — Amazon, Microsoft, Alphabet, Meta e Oracle — dovrebbero investire complessivamente oltre 1.000 miliardi di dollari nel prossimo esercizio, con un aumento del 33% rispetto al 2026. Per la prima volta, avverte WisdomTree, il flusso di cassa libero aggregato degli hyperscaler potrebbe diventare negativo.

WisdomTree indica due dinamiche da monitorare. La prima è il tasso di crescita degli investimenti: secondo l’outlook, incide sulle valutazioni più della spesa in valore assoluto e potrebbe raggiungere il picco proprio nel 2026. Gli investitori, osserva Gupta, potrebbero iniziare a privilegiare utili e flussi di cassa rispetto all’ambizione di spesa degli hyperscaler.

La seconda riguarda la concentrazione del mercato. I settori tecnologico e delle comunicazioni rappresentano ormai circa il 46% dell’S&P 500, ma solo il 30% circa delle società dell’indice ha sovraperformato nel secondo trimestre. Una concentrazione simile si vede anche nei mercati emergenti, dove tre produttori di semiconduttori dell’Asia settentrionale valgono circa due terzi del settore tecnologico dell’area. Per WisdomTree, l’esposizione passiva spinge sempre più investitori verso lo stesso ecosistema legato all’IA: nei prossimi trimestri servirà quindi una diversificazione mirata oltre i titoli leader.

Europa: la rotazione passa dagli utili

Secondo l’outlook, il segnale più costruttivo arriva da sotto la superficie degli indici: le revisioni al rialzo degli utili non riguardano più solo il grande tecnologico, ma si estendono anche a energia, materiali e industriali.

L’Europa è l’esempio più evidente. Oltre il 70% del rendimento da inizio anno dell’MSCI Europe deriva da settori legati agli investimenti in IA, che però pesano appena il 14% circa sull’indice. Per Gupta, la leadership di mercato si sta allargando alla parte restante e maggioritaria dell’indice, più orientata al valore e finora trascurata. L’ampiezza degli utili in Europa coinvolge già settori ciclici e value come energia, metalli, estrazione mineraria e utility.

WisdomTree collega questa rotazione anche a un fattore politico. Nel prossimo decennio, secondo l’analisi basata su dati della Commissione europea e del Ministero delle finanze tedesco, una serie di programmi complementari convoglierà oltre 2.000 miliardi di euro verso la struttura industriale europea. I settori beneficiari — edilizia, beni strumentali, reti, difesa e catene di approvvigionamento dell’energia pulita — corrisponderebbero a circa l’85% del segmento di mercato più trascurato, in gran parte value e ciclico. Per Gupta, la politica di bilancio europea può rafforzare la rotazione già visibile negli utili e offrire un vento favorevole di lungo periodo.

Mercati emergenti: il filtro della governance

Sui mercati emergenti, l’outlook segnala una combinazione favorevole: crescita strutturale, valute convenienti, valutazioni contenute e il momentum più forte nelle revisioni degli utili tra tutte le regioni. Nonostante una crescita del PIL superiore a quella dei mercati sviluppati negli ultimi due decenni, però, i mercati emergenti si sono limitati a eguagliare la performance dei mercati sviluppati esclusi gli Stati Uniti. WisdomTree attribuisce questo risultato a problemi di governance: concentrazione della proprietà e scarsa tutela degli azionisti di minoranza, soprattutto nelle imprese statali, fanno sì che il valore creato non raggiunga sempre gli azionisti esterni.

La società propone due filtri. Il primo è escludere le imprese statali, favorendo società gestite con logica commerciale e riducendo l’esposizione a shock normativi imposti dallo Stato, dalla stretta sulle tecnologie alle “tre linee rosse” sul settore immobiliare cinese. Il secondo è puntare sui dividendi, considerati un vero filtro di governance: una distribuzione sostenuta e in crescita rappresenta un impegno concreto verso gli azionisti.

Secondo i dati citati nell’outlook — MSCI, Bloomberg Finance L.P. e WisdomTree, dal 1° gennaio 2003 al 21 luglio 2026 — un portafoglio composto dai cosiddetti “dividend master” dei mercati emergenti ha sovraperformato sia il benchmark a rendimento totale sia l’indice dei prezzi per oltre due decenni.

Giappone: dalla corsa alla prova di resistenza

Nel primo semestre 2026 il Giappone è stato uno dei migliori mercati azionari tra i Paesi sviluppati. Il TOPIX ha superato per la prima volta i 4.000 punti, chiudendo a un massimo storico di 4.013,23 punti il 17 giugno 2026, secondo l’agenzia Jiji Press.

Per WisdomTree i fondamentali vanno oltre il rally di prezzo: crescita degli utili legata all’IA, una rivalutazione sostenuta dalla governance societaria con ancora anni davanti, il ritorno di salari reali positivi e risparmi delle famiglie che iniziano a orientarsi verso le azioni. La complicazione di breve termine riguarda il contesto: lo yen debole insieme a titoli di Stato giapponesi poco performanti — in passato un fattore favorevole — si sta trasformando da impulso a banco di prova. WisdomTree attribuisce la pressione a una contrazione dei termini di scambio, non a una crisi di fiducia.

Gli utili dell’anno fiscale conclusosi a marzo 2026 hanno raggiunto livelli record: gli utili aggregati del TOPIX sono cresciuti del 27% e i rendimenti per gli azionisti hanno toccato un massimo di 43.500 miliardi di yen. Per l’outlook, questi numeri indicano una rivalutazione pluriennale, non un fenomeno isolato. WisdomTree segnala inoltre che le azioni rappresentano appena il 14,5% del patrimonio delle famiglie giapponesi, contro il 25,6% dell’area dell’euro: un dato che, secondo la società, lascia margini di crescita per la domanda interna.

Premio al rischio: concentrato dove le valutazioni sono più alte

L’aumento dei rendimenti obbligazionari ha ridotto il premio al rischio azionario complessivo, in particolare per le large cap statunitensi. WisdomTree osserva però che il premio resta esiguo solo dove le valutazioni sono più elevate. Il divario tra utili e rendimenti obbligazionari è più ampio nel mercato statunitense equiponderato, in Europa, in Giappone e nei mercati emergenti. Per Gupta, gli investitori vengono remunerati per ampliare l’esposizione, non per concentrarla, mentre i rendimenti agli azionisti continuano a fare da ammortizzatore nel passaggio dai titoli più costosi ai segmenti più convenienti del mercato.

Conclusioni e rischi

Il filo conduttore dell’outlook WisdomTree per il secondo semestre 2026 resta lo stesso in tutte le aree analizzate: ampliare l’esposizione azionaria senza abbandonare l’intelligenza artificiale. WisdomTree non dichiara concluso il ciclo dell’IA, ma segnala un posizionamento di mercato troppo concentrato e indica quattro direttrici convergenti: il ciclo di investimenti europeo, i mercati emergenti senza partecipazione statale, la rivalutazione giapponese guidata dalla governance e il premio al rischio più ampio fuori dalle mega cap tecnologiche. L’approccio proposto è di tipo “barbell”: un’esposizione strutturale all’IA affiancata da opportunità più convenienti e in espansione.

La società segnala anche i rischi. Un rallentamento degli investimenti nell’IA o rendimenti della spesa in conto capitale inferiori alle attese potrebbero pesare sulle società tecnologiche e sul mercato nel suo complesso. In Europa, i benefici attesi dalla maggiore spesa pubblica dipendono dalla tempistica e dall’attuazione dei programmi di bilancio, mentre una crescita più debole potrebbe compromettere il miglioramento degli utili previsto. I mercati emergenti restano esposti a rischi di governance, geopolitici e valutari. Il Giappone potrebbe risentire di cambiamenti nella politica monetaria, nei rendimenti obbligazionari e nell’andamento dello yen. In generale, avverte WisdomTree, i mercati azionari restano sensibili a crescita economica, inflazione, tassi d’interesse e sentiment, e ogni investimento comporta il rischio di perdere valore.

Se vuoi saperne di più : Gli Exchange Traded Funds (ETF): Guida Completa – Funzionamento, Costi e Rischi

Fonte: ETFWorld.it