Analisti KraneShares ETF

KraneShares ETF – Cina, debutto record per CXMT: gli investitori smetteranno di ignorare il mercato cinese dei chip?

  • Home
  • Analisi ETF
  • KraneShares ETF – Cina, debutto record per CXMT: gli investitori smetteranno di ignorare il mercato cinese dei chip?

Iscriviti ai Nostri canali


KraneShares ETF : Il mercato globale dei semiconduttori sta affrontando una grave pressione strutturale.

Se vuoi ricevere le principali notizie di ETFWorld.it iscriviti alle Nostre Newsletters gratuite. Clicca qui per iscriverti gratuitamente


A cura degli esperti di KraneShares


Le infrastrutture per l’IA stanno assorbendo una quota enorme della capacità produttiva, comprimendo l’offerta lungo l’intera catena del valore. I cinque maggiori hyperscaler (Amazon, Microsoft, Google, Meta e Oracle) hanno impegnato oltre 660 miliardi di dollari in spese in conto capitale per il 2026, eppure hanno raggiunto un punto di stallo.

Molti produttori globali di chip high-bandwidth memory (HBM), fondamentali per la capacità di calcolo dell’IA, segnalano che gli ordini esistenti coprono già l’intera capacità produttiva fino alla fine del 2026. Nel frattempo, la crescita dell’offerta non tiene il passo. La costruzione della prossima fabbrica di TSMC in Arizona è stata rinviata al 2027, mentre l’avvio della produzione di Intel in Ohio è slittato al 2030.

Allo stesso tempo, poiché molti impianti di produzione si sono riconvertiti per realizzare i chip di fascia più alta necessari per lo sviluppo dell’IA, si producono meno chip per scopi “semplici”, come la fabbricazione di laptop e smartphone.

Il mondo ha bisogno di qualcuno che aiuti a colmare questo divario e l’industria dei semiconduttori cinese sta intervenendo proprio a questo scopo. Apple, ad esempio, sarebbe già in trattativa per acquistare chip di memoria dalla cinese ChangXin Memory Technologies (CXMT), che ha registrato un debutto record alla borsa di Shanghai il 27 luglio, per ridurre i costi nel mezzo di una carenza globale di memorie.

CXMT è ora la società quotata di maggior valore nella Cina continentale, con una capitalizzazione di mercato di circa 484 miliardi di dollari. Il suo fatturato per i primi sei mesi del 2026 aumenterà fino a raggiungere una cifra compresa tra 110 miliardi e 120 miliardi di RMB, con un incremento su base annua (YoY) compreso tra il 612% e il 677%. La crescita del fatturato, che era pari a 9 miliardi di RMB nel 2023, 24 miliardi di RMB nel 2024 e 61 miliardi di RMB nel 2025, dovrebbe raggiungere i 303 miliardi di RMB nel 2026 e i 517 miliardi di RMB nel 2027.

Crediamo che questo ruolo dell’industria cinese dei chip sia uno sviluppo significativo nella catena di fornitura tecnologica globale, che però non è ancora ampiamente riconosciuto da tutti gli investitori.

Innovazione guidata da politiche e domanda interna

Le restrizioni all’esportazione di chip imposte dagli Stati Uniti a partire dal 2022 sembrano aver dato una forte spinta all’industria interna cinese. Sia i responsabili politici che le aziende hanno messo in chiaro di volere un’alternativa nazionale per i chip avanzati. Società come Cambricon si stanno attivando per soddisfare la crescente domanda interna di chip di ultima generazione.

Quello che avrebbe dovuto essere un limite per l’industria cinese dei chip è diventato invece un punto di partenza.

Bassa esposizione agli hyperscaler statunitensi

Le spese in conto capitale degli hyperscaler e le aspettative che tali investimenti continuino hanno alimentato l’ascesa di Nvidia, TSMC, SK Hynix e di altri titoli tecnologici globali legati ai semiconduttori. Qualsiasi interruzione di questa spesa, o persino la sola aspettativa di un rallentamento, potrebbe avere gravi conseguenze sulle valutazioni di queste aziende.

Basti pensare che le 77 società dell’indice MSCI Taiwan, fortemente concentrato su TSMC, ricavano il 30% dei loro fatturati dagli Stati Uniti, derivante molto probabilmente dagli ingenti investimenti degli hyperscaler americani come Alphabet e Meta. La situazione è pressoché identica in Corea. Al contrario, l’industria dei semiconduttori cinese è maggiormente orientata a servire i clienti domestici e sarebbe quindi meno impattata da un’eventuale revisione delle prospettive di spesa dei giganti tecnologici statunitensi.

Il fulcro dell’ecosistema dei semiconduttori cinesi è lo STAR Market, il listino concepito su modello del Nasdaq, specificamente per quotare le aziende cinesi di nuova generazione, altamente tecnologiche e appartenenti a settori emergenti strategici.

A guidare la solida performance dello STAR Market nell’ultimo anno sono state realtà come Cambricon, Hygon, Montage, AMEC, Biwin, Yuanjie e Hua Hong Semiconductor. I loro tassi di crescita dei ricavi sono significativi e, in alcuni casi, superiori a quelli dei leader di altri mercati globali come Stati Uniti, Taiwan e Corea.

In virtù della forte traiettoria di crescita dei produttori di chip cinesi e della loro relativa protezione da una potenziale contrazione della spesa in conto capitale degli hyperscaler statunitensi, riteniamo quindi che gli investitori globali dovrebbero prendere in considerazione l’inclusione di queste società in un portafoglio globale orientato al tema dell’IA.

Se vuoi saperne di più : Gli Exchange Traded Funds (ETF): Guida Completa – Funzionamento, Costi e Rischi

Fonte: ETFWorld.it

Investment World

Iscriviti alla Newsletter di ETFWorld.it

Ho letto l'informativa Privacy e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.