In Cina l’import è diminuito a ottobre del 34%, le scorte sono al top dal 2004 e le autorità di Pechino stimano che nel 2010 la domanda sarà molto debole …..
Rame in tensione. Secondo gli ultimi dati diffusi dalle autorità di Pechino l’import del metallo in Cina (maggior consumatore mondiale di questa commodity) è sceso a ottobre a 263.109 tonnellate, il 34% in meno rispetto a settembre e segnando il minimo da gennaio.
E nei magazzini della Borsa di Shanghai le scorte sono arrivate a sfiorare le 105.000 tonnellate registrando il record degli ultimi cinque anni. Ma ciò che più preoccupa il mercato sono le prospettive per l’anno prossimo, soprattutto visto che la Beying Antaike Information Development ha avvertito in via ufficiale che le importazioni diminuiranno in modo drastico rispetto al 2009 a causa dell’ancora debole domanda e dell’alto livello degli stock in deposito.
Di conseguenza, tra le righe, si può intendere che nel 2010 il governo cinese difficilmente sarà disposto a varare un altro pacchetto straordinario di stimoli all’economia che, negli ultimi mesi ha contribuito, e non certo poco, a sostenere la domanda mondiale di materie prime.
Uno scenario che creerà presto parecchia tensione sui prezzi al London Metal Exchange, più che raddoppiati da inizio gennaio a 6.500 dollari per tonnellata Nel frattempo tuttavia Codelco, big cilena attiva nell’estrazione del rame, ha annunciato un rialzo del 15,6% dei premi per il 2010 sul metallo per i clienti del Sud Corea a 74 dollari per tonnellata Un segnale che, sul fronte dell’offerta, le compagnie minerarie non sembrano disposte a lasciare diminuire i prezzi tanto facilmente.
Comunque, oltre al future trattato alla Borsa metalli di Londra, per puntare su una potenziale correzione del rame a Piazza Affari è disponibile un Etc di tipo short emesso da Etf Securities (Isin JEOOB24DK645) e un leverage certificate bear di Rbs-Abn Amro (NL0006301350).
Fonte: Borsa e Finanza del 14 novembre 2009
Autore: Gianluigi Raimondi









