Oro: Una pausa per smaltire gli eccessi

Mentre le quotazioni di oro e argento inanellavano record sforici (per l’oro) o annuali (per l’argento), gli osservatori di lungo corso del mercato dei preziosi ricordavano agli investitori che questi prezzi erano solo ….

nominalmente elevati. Ritholtz.com, ad esempio, calcolando il diverso potere d’acquisto del biglietto verde rispetto alle quotazioni di 850 dollari per oncia segnate nel 1980, ha stabilito in 2.358,04 dollari il valore attuale. Una cifra che risulta più che doppia rispetto alle quotazioni attuali.

La situazione non muta per l’argento. 11 massimo di 52 dollari per oncia corrisponde, sulla base del differente potere di acquisto della moneta statunitense, a quasi 150 dollari per oncia. Un prezzo molto lontano dalle attuali quotazioni di 17 dollari.

A temperare l’ottimismo che domina il mercato ci sono però motivi di incertezza In primo luogo è prassi degli operatori del mercato dei preziosi liquidare parte delle posizioni quando l’oro viene sbattuto sulla prima pagina dei quotidiani. Significa che la speculazione sta avendo il sopravvento. E gli ultimi che entrano, con fini speculativi di breve termine, rimangono con il cerino acceso.

E questo sta già accadendo. In secondo luogo il mercato è in ipercomprato e necessita di una sosta per smaltire questo eccesso. Il livello di 1.000 dollari è stato digerito dagli operatori.

Le puntate ribassiste dei «soliti noti» che cercano di neutralizzare la forza della legge della domanda e dell’offerta non mancheranno. Se riuscissero a spingere il mercato sotto quota 1.000, o addirittura sotto 960 dollari, l’ascesa delle quotazioni potrebbe risentirne per molto tempo.

Fonte: Borsa e Finanza del 24 ottobre 2009

26 Ottobre 2009

Autore: Gianluigi Raimondi