Fonte: Borsa e Finanza
Autore: Fabrizio Guidoni
20 Aprile 2009
Timidamente si riaffaccia a Piazza Affari il dividendo. Lunedì 20 aprile tre titoli di S&P/Mib (Parmalat, Prysmian e Telecom Italia) daranno il via allastagione delle cedole, che toccherà il picco il 18 maggio, per poi terminare il 22 giugno con la giornata delle utility (Enel, Terna e A2A). La crisi non ha certo risparmiato i titoli dal ricco dividendo. Ma, nonostante ciò, alcune azioni hanno saputo offrire meno volatilità. Soprattutto quando i rendimenti sono arrivati alle due cifre.
FASCINO SENZA TEMPO. Per carità, è indubbio che il fascino dei titoli genero-si con gli azionisti si sia un po’ offuscato. Ma la luce potrebbe tornare a splendere. I motivi, in effetti, non mancano. Quello che sembra certo è che almeno «resta l’appeal del dividendo su alcuni settori», soprattutto in un’ottica di lungo periodo, come chiariscono dall’Ufficio Studi e Ricerche di Intesa SanPaolo. Prendiamo ad esempio proprio l’indice S&P/Mib, che lunedì 20 aprile subirà un calo tecnico dello 0,3758% (-68,224944 punti indici) per lo stacco cedole. Il dividend yield medio atteso per il biennio 2008/2009 è attualmente intorno al 5,5 per cento. Certo, più avaro degli anni precedenti, ma non da disdegnare. D’altronde, non è più come una volta, quando le grandi banche ladrone gettando nelle tasche dei soci va-langhe di euro-cedole. Oggi sono in diffi-coltà, di conseguenza la mappa del potere del dividendo è molto cambiata. Però le vecchie piacevoli abitudini resta-no: H rendimento di Piazza Affari, pur ben in discesa dagli anni precedenti, è sempre tre i migliori in Europa, in scia a Madrid e Londra, listini però esposti an-cora a forti tensioni. Ma da dove arriva ora la generosità di Milano? Da settori poco volatili come utility e energia
L’ARMA ETF: Se si allarga lo sguardo oltre i confini europei (vedi tabella in alto) è evidente come in giro per il mondo prevalga l’avarizia, dettata sia dalla prudenza sia dalle incertezze sugli utili futuri. Meglio restare in Europa, in cerca delle remunerazioni più elevate. Spicca nel Vecchio Continente il contributo del comparto tic con un dividend yield intorno al 7,5% nel 2008/2009. Roba da utility, o quasi. Si tratta di rendimenti ghiotti, anche perché con il Bund si porta a casa meno del 3 per cento, n tema dei titoli ad alti dividendi può essere declinato in termini operativi tramite l’uso di Etf con sottostante indici europei classificati da Borsa italiana con l’etichetta «style». Ne sono un esempio il Db X-Trackers Dj Eurostoxx Select Dividend 30, lo iShares Dj Eurostoxx Select Dividend e il Lyxor Dj Stoxx600 Select Dividend 30. Ma attenzione. I trader lamentano un certo ritardo nell’aggiornamento della lista dei titoli più remunerativi fatto da chi elabora i panieri sottostanti.
Fonte: Borsa e Finanza del 18 aprile 2009









