Fonte: Borsa e Finanza
Autore:
Carla Di Marzo
10 Novembre 2008
Tra le alternative presenti a Piazza Affari il modo più semplice per puntare su Wall Street è passare dagli Etf. Strumenti che, come è noto, replicano l’andamento dei ..… {accesstext mode=”level” level=”registered” noaccess=”Registrati per leggere tutta la notizia”}
listini e anche che, a fronte di commissioni piuttosto contenute, permettono un adeguato controllo del rischio. E, cosa gradita, con una certa facilità di negoziazione. Dei 273 Etf quotati, ben 23 (tra azionali e obbligazionari) hanno per sottostante i mercati d’oltreoceano.
Per tutti la premessa è che sono esposti al rischio di cambio tra euro e dollaro.
Chiarito questo la classifica per volumi offre un primo seppur approssimativo criterio di selezione. Spicca l’iShares S&P 500, che negli ultimi tre mesi ha visto passare di mano ben 12.443 contratti.
Il fondo beneficia di uno spread bid-ask piuttosto contenuto (pari a un massimo dell’1%) e nel mese di ottobre, per effetto del rafforzamento del dollaro sull’euro, ha ceduto «soltanto» il 4,34% a fronte di una perdita del benchmark di riferimento vicina al doppio (-8%).
Attività elevata anche sui due Etf Lyxor Msci Usa e Lyxor Dow Jones Industriai Average, che grazie alla loro esposizione su società ad alta capitalizzazione nel caso di un rialzo dei mercati potrebbero essere i primi a ripartire.
In questo caso i fondi vantano uno spread massimo rispettivamente pa-ri al 2% e all’1%, mentre le performance dell’ultimo mese sono state pari al -8,08% per il primo (in linea con il benchmark) e al -5,85% per il secondo (-5%).
Discorso a parte, infine, meritano gli investitori più aggressivi che, fiduciosi in un rimbalzo di natura «value» del mercato, possono considerare già da subito l’acquisto di Etf di cosiddetta «seconda generazione» (ossia con sottostante costituito da azioni selezionate con una metodolo-gia quantitativa).
Come lo Spa Pie MarketGraderlOO o il PowerShares Dynamic US Market Fund, che seleziona le azioni più promettenti sulla base degli ultimi dati trimestrali. Una qualità che li differenzia rispetto agli Etf basati su indici market cap.
Fonte: Borsa e Finanza del 1 Novembre 2008
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