16/03/09 Trezzi (Invesco): «Sì al tech Usa, lontani dai finanziari»

Fonte: Borsa e Finanza

Autore: Gabriele Petrucciani

16 Marzo 2009


Molte delle economie principali, Stati Uniti in testa, sono da mesi in recessione. E a monte di questi fenomeni recessivi c’è l’effetto combinato ….

del deprezzamento degli asset (soprattutto degli immobili) e del forte indebitamento che pesa sui bilanci familiari e aziendali. Prendere delle scelte di investimento, dunque, è difficile.

«Ma una cosa è certa – spiega a B&F Sergio Trezzi, responsabile per il Sud Europa di Invesco – Conviene essere prudenti e stare lontani dal settore finanziario nel suo complesso. Meglio puntare sull’hi-tech e sull’America Grazie alla sua flessibilità economica e dinamicità operativa, infatti, il mercato azionario Usa ha la possibilità di guidare la ripresa dell’equity a livello globale». In particolare, è interessante notare come da inizio anno il NasdaqlOO, accessibile anche tramite alcuni Etf quotati a Razza Affari (tra cui il PowerShare Eqqq), abbia sovraperformato lo S&P500 di circa il 15 per cento, «fl NasdaqlOO offre l’opportunità di investire nelle principali società statunitensi non finanziarie -continua Trezzi – quindi in settori quali healthcare, consumer, industriai e technology. Inoltre, bisogna anche considerare che molti di questi comparti sono, e saranno, sostenuti in maniera forte dai piani d’incentivazione promossi dall’amministrazione Obama». Insomma sì al tech e no alle banche.

«Il perché di questa scelta ce lo spiega Irving Fisher, economista americano degli anni ’20 e ’30 – aggiunge Trezzi – che nel 1933 fece una disamina sul perché le recessioni economiche dovute a una crescita dell’indebitamento erano tendenzialmente più gravi delle altre e potevano cau-sare con maggiore probabilità fenomeni di deflazione», n motivo consisteva nel fatto che la vendita di asset per risanare i debiti avrebbe causato la liquidazione del debito (o una contrazione del credito), la riduzione della spesa per beni e servizi e, pertanto, la deflazione.

«Un concetto chiave da capire è che, anche se si contrasta la riduzione dell’indebitamento nel settore finanziario con un approccio espansivo di banche centrali e governi, la contrazione del credito complessivo continua conclude Trezzi – E questo ci spinge a stare ancora lontani dai finanziari, nonostante prezzi appetibili».

Fonte: Borsa e Finanza del 14 marzo 2009