Articolo tratto da: Borsa e Finanza
Autore: Gabriele Petrucciani
Successo pieno dei nuovi prodotti in Piazza Affari. Gia superati a maggio gli scambi del 2004.
Gestori italiani sempre piu’ in difficoltà…
Una sentenza, questa, che scaturisce da un confronto in termini di performance tra le categorie dei fondi comuni di investimento di diritto italiano e gli ETF quotati a Piazza Affari.
Nell’ultimo anno, infatti, tutti i fondi indicizzati hanno ottenuto, anche grazie all’effetto dividendo un rendimento superiore a quello realizzato dalla categoria dei fondi comuni.
“E questo, per esempio il caso del nostro ETF sull’SP/Mib – fa notare Alexandre Vecchio , responsabile dei prodotti derivati quotati di Societe Generale per l’Italia, che negli ultimi 12 mesi ha messo a segno un balzo, comprensivo dei dividendi, del 18.88%.
I fondi comuni di investimento appartenenti alla categoria azionario Italia, invece, nello stesso periodo di riferimento hanno ottenuto una performance media del 16.54%.
E l’ago della bilancia pende a favore degli ETF anche nel confronto con le altre categorie di fondi comuni, ovvero con gli azionari Europa, con gli azionari area euro con l’equity Usa e anche con gli obbligazionari corporate e governativi. “Va inoltre evidenziato – puntualizza Vecchio- che la performance dei fondi comuni e’ al lordo di alcuni costi. Cosi il divario in termini di performance aumenta ulteriormente”.
A tutto vantaggio quindi degli ETF. “In linea generale – sottolinea – il gestore di un fondo prende come parametro di riferimento un indice che non e’ Total Return ovvero che non e’ comprensivo dei dividendi. L’ETF invece cerca di replicare un indice Total Return”
E questo chiaramente e’ un elemento che gioca a favore dell’ETF.
“Ma il vero punto di forza dell’ETF – continua Vecchio – sta nel fatto che si tratta di uno strumento a gestione passiva e quindi non presuppone la presenza di un Fund Manager .
La conseguenza e’ che le commissioni di gestione sono molto piu basse rispetto a quelle dei fondi comuni.” Insomma, l’investitore non si assume alcun rischio gestore e per di piu’ compra uno strumento che garantisce la distribuzione del dividendo incorporato. “Ma bisogna anche fare un discorso di trasparenza che per gli ETF, in quanto prodotti quotati, e’ maggiore rispetto a un fondo comune di investimento. A maggior garanzia per il risparmiatore.”
E il buon andamento degli ETF ha trovato subito un riscontro nel popolo degli investitori che in questi ultimi anni si sono avvicinati sempre di piu’ ai fondi indicizzati.
E sufficiente spulciare i dati relativi all MTF che a maggio ha fatto registrare il nuovo record mensile in termini di controvalore negoziato Borsa italiana ha cosi totalizzato nei primi cinque mesi del 2005 un controvalore scambiato sugli ETF pari a quello di tutto il 2004.
Fonte: Borsa e Finanza 18/06/05






