WisdomTree : L’Europa ha deciso di giocare la partita dell’intelligenza artificiale sul proprio terreno.
Articolo creato dalla Redazione di ETFWorld.it
Basato su analisi di Baoqi Zhu, Associate Director, Quantitative Research & Multi Asset Solutions, WisdomTree
La Commissione europea ha fissato l’obiettivo di triplicare la capacità dei data center nei prossimi 5-7 anni attraverso il piano d’azione AI Continent, lanciato nell’aprile 2025, e il Cloud and AI Development Act (CADA), la cui consultazione pubblica è in corso nel 2025. La posta in gioco è la sovranità digitale: se l’Europa vuole controllare i propri dati e i propri modelli di IA, deve costruire l’infrastruttura fisica per ospitarli.
Il problema è che la distanza da colmare è considerevole.
Il divario di capacità
Alla fine del 2025 l’Europa disponeva di circa 11 GW di capacità totale dei data center, distribuiti su circa 3.000 strutture. I cinque mercati principali — Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi e Dublino, noti come FLAP-D — concentrano circa il 40% di questa capacità, pari a 4,6 GW operativi. Londra è il mercato più grande con circa 1,5 GW, seguita da Francoforte con 750 MW.
Questi numeri collocano l’Europa in terza posizione a livello globale per capacità installata, dietro agli Stati Uniti (53,7 GW) e alla Cina (19,6 GW). La regione detiene il 17% della capacità mondiale, contro il 44% degli USA.
Il divario è ancora più marcato se si guarda alla capacità di calcolo dedicata all’IA. Secondo le stime di Epoch AI, l’UE ospita circa il 5% della capacità di calcolo IA mondiale, contro quasi il 75% degli Stati Uniti. McKinsey stima che la domanda di data center in Europa crescerà da circa 10 GW di IT load nel 2024 a 35 GW entro il 2030, con la maggior parte dell’incremento trainata dall’IA.
Le previsioni però suggeriscono che l’UE rischia di mancare l’obiettivo di triplicamento fissato nel AI Continent Action Plan. Le stime di ICIS, IEA, FMI e McKinsey indicano un raddoppio della capacità entro il 2030 come scenario più probabile.
Il collo di bottiglia: la rete elettrica
Il fattore che determinerà dove andranno gli investimenti in IA in Europa è la disponibilità di connessione alla rete elettrica. Nei mercati storici FLAP-D, la congestione della rete ha raggiunto livelli critici. A Dublino, i data center consumano quasi l’80% dell’elettricità prodotta per l’area metropolitana. Ad Amsterdam, Londra e Francoforte la quota è compresa tra il 33% e il 42%. In Irlanda, nei Paesi Bassi e a Francoforte gli operatori di rete hanno dovuto implementare misure restrittive che di fatto bloccano nuovi data center fino al 2030.
I tempi di connessione alla rete sono un altro ostacolo. Nei mercati storici servono in media 7-10 anni per collegare un data center alla rete di trasmissione. Questo spinge gli sviluppatori verso mercati secondari con maggiore disponibilità di potenza: Nord Europa, Spagna settentrionale, Francia settentrionale, parti del Regno Unito. I paesi con minore congestione di rete dovrebbero vedere una crescita dei data center quasi doppia rispetto ai mercati FLAP-D.
La domanda di elettricità dei data center in Europa è proiettata a crescere da 96 TWh nel 2024 a 168 TWh nel 2030 e 236 TWh nel 2035, un incremento del 150% in un decennio. Entro il 2035, i data center potrebbero rappresentare il 5,7% della domanda elettrica totale europea.
Tre aree di opportunità per gli investitori
L’analisi di WisdomTree identifica tre segmenti dell’infrastruttura che potrebbero beneficiare dell’espansione.
- Infrastruttura elettrica e di rete
I data center richiedono fornitura di energia significativa, affidabile e a emissioni decrescenti. L’attenzione dell’Europa alla sicurezza energetica e alla decarbonizzazione sta già sostenendo lo sviluppo delle rinnovabili, dello stoccaggio e del potenziamento delle reti. I fornitori di cavi e apparecchiature di rete sono essenziali per collegare i nuovi siti.
Prysmian, Nexans e NKT sono posizionati sui cavi e le connessioni di rete. Siemens Energy è attiva nella tecnologia di rete e nelle apparecchiature elettriche, con soluzioni che vanno dalle turbine a gas per backup alle tecnologie di stabilizzazione della rete come E-STATCOM. L’azienda fornisce anche sistemi di media e alta tensione per la distribuzione interna dei data center, come nel progetto Greenergy a Tallinn.
- Costruzioni e ingegneria
Un data center non è un edificio commerciale standard. Richiede fondazioni pesanti, accessi sicuri e lavori meccanici ed elettrici complessi, con tempi di consegna ravvicinati.
ACS, attraverso la controllata Turner, è particolarmente esposta a questo segmento. Nel primo trimestre 2026, Turner ha registrato una crescita delle vendite del 25% aggiustata per effetti cambio, trainata dalla costruzione di data center. Il segmento data center è stato il principale motore di crescita per Turner, con nuovi ordini cresciuti del 32,9% e portafoglio ordini salito a 42,3 miliardi di dollari. Anche CIMIC, altra controllata di ACS, ha mostrato performance solide nel settore data center, con vendite a 2,4 miliardi di euro e portafoglio ordini superiore a 23 miliardi. Nel complesso, ACS ha investito oltre 500 milioni di euro in data center negli ultimi 12 mesi.
Skanska ha esperienza significativa nella costruzione di data center in Europa. Per i gruppi edili più grandi, l’opportunità è spesso più graduale, attraverso lavori di allestimento e integrazione energetica.
- Sistemi elettrici interni
Una volta che l’alimentazione raggiunge il sito, deve essere convertita e distribuita con elevata affidabilità. I rack per l’IA richiedono densità di potenza molto superiore ai sistemi tradizionali. Le architetture a 800V in corrente continua, promosse da Nvidia, stanno cambiando il modo in cui l’energia viene erogata nei data center di nuova generazione.
Schneider Electric, ABB e Legrand forniscono sistemi elettrici essenziali per mantenere gli impianti in funzione in modo sicuro ed efficiente. Questi gruppi coprono la distribuzione di potenza, l’automazione e la gestione dell’energia all’interno delle strutture.
I rischi reali
Gli annunci di progetti spesso anticipano la realtà. I progetti devono ancora ottenere accesso all’energia, permessi di costruzione, attrezzature e fattibilità economica. In molti mercati, la questione non è se i provider cloud vogliano più capacità, ma se riescano a realizzarla in tempi accettabili.
La domanda di elettricità dei data center cresce in competizione con l’elettrificazione dei trasporti e dell’industria. I tempi di approvvigionamento per i trasformatori e le apparecchiature di rete si sono allungati. Secondo alcune stime, fino al 40% dei data center IA esistenti potrebbe essere operativamente vincolato dalla disponibilità di energia entro il 2027.
Conclusione
L’agenda europea per la sovranità nell’IA dipende dall’infrastruttura fisica necessaria per costruire e gestire la capacità di calcolo all’interno della regione. L’espansione dei data center crea opportunità in segmenti di mercato selezionati: costruzioni e ingegneria, apparecchiature elettriche e di rete, sistemi elettrici interni.
Questo rappresenta un livello aggiuntivo di crescita per lo sviluppo infrastrutturale europeo, ma con una caratteristica specifica: la velocità di realizzazione dipende in larga misura da fattori che i singoli operatori non controllano direttamente, primo fra tutti l’accesso alla rete elettrica. Chi investe in questo settore deve valutare non solo la domanda, ma la capacità del sistema energetico europeo di assorbirla.
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Fonte: ETFWorld.it









