La space economy potrebbe superare i 1.000 miliardi di dollari di ricavi annui entro il 2034. È la stima di Global X, secondo cui l’infrastruttura spaziale sarà uno dei temi d’investimento centrali negli anni 2030.
Articolo creato dalla Redazione di ETFWorld.it
Calo dei costi di lancio, costellazioni in orbita bassa e spesa per la difesa: i numeri dell’analisi della società di gestione
A sostenere la crescita sono tre fattori: la riduzione dei costi di lancio, l’aumento dei satelliti in orbita bassa e la spesa pubblica per la difesa.
Global X paragona il ruolo che lo spazio potrebbe assumere nel prossimo decennio a quello delle ferrovie nell’Ottocento, di internet negli anni Novanta e dell’intelligenza artificiale negli anni 2020. Nella sua lettura, lo spazio è già oggi uno strato infrastrutturale per le comunicazioni, l’intelligence geospaziale, i sistemi di difesa e le nuove applicazioni di calcolo.
Dai programmi governativi al mercato commerciale
All’inizio dell’era spaziale moderna, circa 60 anni fa, l’accesso allo spazio era appannaggio quasi esclusivo degli Stati, con budget elevati, tecnologie proprietarie e tempi di sviluppo lunghi. Secondo Global X, questo quadro ha cominciato a cambiare dal 2010, con l’arrivo del capitale privato nel mercato dei lanci e con operatori satellitari commerciali in grado di dimostrare modelli di business sostenibili.
Oggi l’attività commerciale rappresenta circa il 70% dei lanci orbitali globali, contro il 25% di dieci anni fa. Il dato del 70% è coerente con le elaborazioni di Payload Research sul 2025.
Per Global X, il mercato spaziale globale potrebbe superare i 1.000 miliardi di dollari di ricavi annui entro il 2034. Una parte rilevante del valore arriverebbe dai servizi costruiti sull’infrastruttura in orbita. I servizi di lancio, la connettività satellitare e i servizi dati potrebbero crescere a un ritmo circa tre volte superiore a quello del mercato nel suo complesso, con un numero ristretto di società in grado di catturarne una quota maggiore.
L’analisi individua due categorie di aziende alla base della commercializzazione del settore:
le società che rendono i lanci più economici e ripetibili;
le società che sfruttano commercialmente questa infrastruttura attraverso satelliti e servizi collegati.
Secondo Global X, le soluzioni basate sui satelliti potrebbero valere circa il 63% dei ricavi spaziali totali entro il 2034. La stima riflette la maggiore densità delle costellazioni e lo sviluppo di nuovi servizi, come l’internet a banda larga.
Costi di lancio in calo: da 54.500 a circa 2.720 dollari al chilogrammo
Global X considera la riduzione dei costi di lancio il cambiamento strutturale più importante degli ultimi vent’anni. Il riferimento è il costo per portare un carico utile nell’orbita terrestre bassa, la Low Earth Orbit, la fascia fino a 2.000 chilometri di altitudine in cui opera la maggior parte dei satelliti commerciali.
I dati citati nell’analisi sono i seguenti:
Space Shuttle della NASA, ultima missione nel 2011: 54.500 dollari al chilogrammo verso la LEO;
Falcon 9 di SpaceX: circa 2.720 dollari al chilogrammo.
Tra i due valori il costo si riduce di circa 20 volte. Global X stima inoltre che, rispetto al 1960, il costo per raggiungere l’orbita bassa sia sceso di circa 200 volte.
Il costo effettivo di una missione varia in base al carico trasportato. La società attribuisce il calo soprattutto alla riutilizzabilità: il recupero e il riutilizzo dei primi stadi trasformano il lancio da spesa una tantum a modello operativo ripetibile. Secondo Global X, in questo modo SpaceX ha ridotto i costi di ammortamento dell’hardware e ha fissato un nuovo riferimento di prezzo per l’intero settore. Nel 2025 i lanci del Falcon 9 si sono conclusi tutti con successo.
Lanci orbitali: circa 325 tentativi nel 2025
Con costi più bassi, i tentativi di lancio orbitale nel mondo sono passati da 85 nel 2016 a circa 325 nel 2025, secondo l’analisi. Le fonti indipendenti indicano valori compresi tra 323 e 329. SpaceNews, per esempio, ne conta 324.
Gli Stati Uniti hanno effettuato circa 179 lanci riusciti nel 2025, oltre la metà del totale mondiale. Il contributo principale è di SpaceX, con 165 lanci orbitali del Falcon 9 nell’anno.
Secondo Global X, l’aumento dei lanci consente agli operatori satellitari di rifornire più rapidamente le costellazioni, ai governi di costruire architetture più resilienti e ai fornitori di lavorare con calendari più prevedibili.
La società stima che il mercato dei lanci commerciali possa arrivare a quasi 70 miliardi di dollari entro il 2035, con un tasso di crescita annuo composto del 13,4% dal 2025. I fattori indicati sono due:
l’espansione delle costellazioni per la banda larga;
la costruzione di architetture di difesa che richiedono un accesso all’orbita rapido e garantito.
Rocket Lab e i lanci dedicati
Accanto a SpaceX opera Rocket Lab, il cui razzo Electron si è specializzato nei lanci dedicati di piccoli satelliti. In questo segmento il controllo delle tempistiche e le esigenze specifiche della missione possono pesare più del costo per chilogrammo.
Rocket Lab ha raggiunto 84 lanci Electron il 20 marzo 2026, dato coerente con i “quasi 85 lanci” a marzo citati da Global X. Nel 2025, secondo l’analisi, la società ha rappresentato circa l’8% dei lanci autorizzati dalla Federal Aviation Administration statunitense. Per Global X, la presenza di più operatori sostiene un numero maggiore di modelli di business lungo tutta la filiera spaziale.
Satelliti in orbita bassa: la fase di monetizzazione
Secondo Global X, oltre il 50% del mercato spaziale attuale è legato ai satelliti, tra infrastruttura, connettività e applicazioni. La domanda si sta spostando dai singoli satelliti a reti dense in orbita bassa, che forniscono banda larga, navigazione, osservazione della Terra e comunicazioni sicure.
Nell’analisi, i satelliti attivi in orbita sono passati da circa 1.000 nel 2010 a oltre 12.000 nel 2025. Alcune stime indicano che potrebbero avvicinarsi a 100.000 entro il 2030, con il proseguimento dei programmi di Starlink e Amazon Leo.
Banda larga satellitare: stimati 100 miliardi di dollari entro il 2035
Con la crescita di reti come Starlink, l’infrastruttura satellitare tende verso un modello di servizio con ricavi ricorrenti. Global X stima che il mercato della banda larga satellitare possa crescere da circa 22 miliardi di dollari nel 2025 a 100 miliardi nel 2035, con un CAGR del 16%.
Oltre alla banda larga, il mercato dei servizi satellitari comprende applicazioni come:
il monitoraggio climatico;
la tracciabilità della logistica;
l’agricoltura di precisione;
l’intelligence per la difesa, in crescita.
Spesa per la difesa e sicurezza nazionale
Secondo Global X, nel 2025 i governi di tutto il mondo hanno speso 137 miliardi di dollari per lo spazio, di cui circa 73 miliardi legati alla difesa. In base ai dati SIPRI, che stimano la spesa militare mondiale del 2025 in 2.887 miliardi di dollari, la componente spaziale della difesa corrisponde a circa il 2,5% del totale.
Negli Stati Uniti gli investimenti sono in forte accelerazione. Lo spazio è considerato una priorità di sicurezza nazionale ed è sempre più centrale per l’allerta missilistica, le comunicazioni, l’intelligence, la sorveglianza, la ricognizione e l’architettura complessiva della difesa.
La valutazione di Global X sul tema spaziale
Global X individua tre forze alla base della trasformazione del settore:
l’economia dei lanci riutilizzabili;
la crescente monetizzazione della connettività e dei servizi dati satellitari;
il ruolo strategico dello spazio per la difesa nazionale.
Nel breve termine, secondo la società, la tesi d’investimento si basa su segmenti già consolidati sul piano commerciale, come l’internet satellitare. Nel lungo periodo, ambiti come il calcolo orbitale aggiungono una componente di crescita che Global X ritiene ancora sottovalutata.
“Per questi motivi, riteniamo le tecnologie spaziali uno dei temi emergenti più strutturalmente convincenti e di più lunga durata oggi presenti sul mercato”, conclude Global X.
Conclusioni
L’analisi di Global X descrive un settore spaziale in cui l’attività commerciale ha superato quella governativa, i lanci sono aumentati di quasi quattro volte in nove anni e i satelliti attivi sono cresciuti di oltre dieci volte in quindici anni.
Le proiezioni della società indicano ricavi oltre 1.000 miliardi di dollari entro il 2034, con la quota principale attribuita ai servizi satellitari. Si tratta di stime, che dipendono dal ritmo di dispiegamento delle costellazioni, dall’andamento dei costi di lancio e dalle scelte di spesa dei governi in materia di difesa.
Se vuoi saperne di più : Gli Exchange Traded Funds (ETF): Guida Completa – Funzionamento, Costi e Rischi
Fonte: ETFWorld.it








