Scorte globali ai minimi da nove anni….
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The Royal Bank of Scotland plc
Il Granoturco si conferma sotto i riflettori. Al Chicago Board of Trade le quotazioni di questa commodity nell’ultimo mese hanno guadagnato il 6% portandosi in quota 7,24 dollari a bushel. La spinta rialzista è arrivata prima dai dati diffusi dal Dipartimento dell’Agricoltura statunitense (Usda) e poi dall’International Grains Council (Igc). Nel suo report trimestrale sull’andamento delle scorte di cereali, l’Usda ha rilevato che al primo dicembre gli stock statunitensi si attestavano a 8,03 miliardi di bushel, il 17% in meno rispetto a un anno prima. Il dato ha spinto gli esperti dell’Usda a ridurre di 44 milioni la view sule scorte di fi ne stagione, stimate a 602 milioni di bushel, il dato minore dal 1996 e suffi ciente a coprire sole tre settimane di consumi. In linea con queste stime le indicazioni diffuse dall’Igc che nel market report datato 17 gennaio ha ridotto la stima sulle scorte di fi ne stagione da 116 a 113 milioni di tonnellate, livello minore degli ultimi 9 anni.
Output statunitense atteso in calo del 13%
La contrazione delle scorte è attribuibile al calo della produzione globale a seguito della terribile ondata di siccità, la peggiore da oltre 50 anni, che quest’estate ha colpito i raccolti statunitensi. L’Usda stima che il raccolto statunitense nel 2012/2013 si attesterà a 273,83 milioni di tonnellate, il 13% in meno rispetto a un anno prima. Il 40% della produzione a stelle e strisce sarà assorbito dalla produzione di etanolo e nelle ultime settimane l’Environmental Protection Agency ha rifi utato di sospendere l’obbligo di miscelare etanolo alla benzina. La richiesta era stata avanzata da sei governatori a causa dell’emergenza che ha colpito il primo produttore e primo esportatore mondiale. “Ci sono state diffi coltà –ha rilevato l’Epa- ma la nostra analisi ha chiarito che l’impatto della rimozione sarebbe minimo, se non nullo”. Segno più invece per l’output del secondo esportatore, l’Argentina, che dovrebbe registrare un incremento di oltre il 30%. Nel complesso l’output globale è atteso in calo del 4% a 849,09 milioni di tonnellate. Segno meno anche per i consumi che nonostante un -2%, la prima contrazione degli ultimi 17 anni, supereranno l’offerta di 13,4 milioni.
Prezzi visti volatili fino all’autunno
Per quanto riguarda i prezzi, l’Usda avverte che per il Granoturco bisognerà attendersi “prezzi alti e volatili fi no a estate inoltrata, in special modo sul mercato domestico”. Non a caso il Dipartimento dell’Agricoltura statunitense nell’ultimo report ha confermato il range per la stagione 2012/13 nella forbice, particolarmente ampia, di 6,8-8 dollari per bushel. Allungando l’orizzonte temporale, l’Economist Intelligence Unit (Eiu) si attende una normalizzazione della situazione. “Anche se molto dipenderà dalle condizioni meteo, è probabile che il raccolto statunitense torni a crescere”, si legge nell’ultimo resoconto preparato dagli esperti della testata britannica. “Un incremento dell’offerta e una lieve risalita degli stoccaggi dovrebbero mettere pressione ai prezzi nel 2013 e nel 2014” anche se la spinta ribassista dovrebbe essere mitigata “da una domanda particolarmente robusta”.
The Royal Bank of Scotland plc è un rappresentante autorizzato di The Royal Bank of Scotland N.V. in alcune giurisdizioni.









