Fonte: Borsa e Finanza
19 Ottobre 2009
Autore: Guido Bellosta
La situazione tecnica del mercato dell’argen-to è caratterizzata da una valanga di posizioni short sulle Borse merci internazionali, in cui viene venduta una quantità di metallo…..
pari al 25% della produzione mondiale. Ma la comunicazione più interessante per i silverbug è giunta dall’United States Geological Survey, che ha reiterato le sue stime: l’entità dell’argento accertato nel sottosuolo mondiale si aggira sulle 270mila tonnellate; la produzione annuale sfiora le 21mila tonnellate.
Tra 13 anni, se il prezzo non salirà in modo deciso, non ci sarà più argento. Soltanto se le quotazioni si dovessero impennare si potrebbero utilizzare le (poche) miniere marginali. Come noto, infatti, la maggior parte dell’argento (70%) non proviene dalle compagnie ar-gentifere ma come sottoprodotto nell’estrazione di rame, piombo e zinco. Non è perciò assurdo definire la situazione del mercato dell’argento come «esplosiva». Ma questa circostanza caratterizzava il mercato anche negli scorsi anni, quando in poco tempo si era registrata l’ascesa da 5 a 21 dollari per oncia E che poi non aveva impedito il successivo crack a 8 dollari del 2008.
Prima o poi le logiche della domanda e dell’offerta avranno ragione. E gli “scopertisti“ dovranno ricoprire le immense quantità vendute senza possedere il metallo. Purtroppo per gli investitori si parla però di medio-lungo termine. Un lasso di tempo che solitamente non viene preso in considerazione dagli speculatori e dai risparmiatori, interessati a veloci ritorni economici. Ma gli ossersatori ricordano che quando il mercato esplode sull’argento la salita è sempre imperiosa. Come il salto in pochi mesi da 4 a 52 dollari nel 1980.
Fonte: Borsa e Finanza del 17 ottobre 2009









