Pinassi (Eredi Gnutti Metalli): «Le quotazioni sono scorrelate dai fondamentali della domanda e dell’offerta Tra i principali pericoli c’è l’effetto sostituzione»…
Se vuoi ricevere le principali notizie riguardanti gli ETF e gli ETC iscriviti alla Nostra Newsletter settimanale gratuita.
Clicca qui per iscriverti gratuitamente.
«La Cina ha ormai smesso di acquistare rame, forse un segnale che lo scoppio della bolla dei prezzi di questa commodity è imminente». L’avvertimento arriva da Claudio Pinassi, direttore generale di Eredi Gnutti Metalli, storica società bresciana specializzata nella produzione di laminati in rame e ottone, che spiega: «Dal 2005, quando il future all’Lme valeva circa 4.000 dollari per tonnellata e le scorte ufficiali ammontavano a meno di l00mila tonnellate, i fondamentali della domanda e dell’offerta appaiono scorrelati dalle quotazioni. Figuriamoci ora che il prezzo sfiora la soglia dei 10.000 dollari, gli stock sono oltre quota 400mila e l’economia mondiale ancora stenta a riprendersi».
Nicola Cantele, responsabile degli acquisti di Eredi Gnutti Metalli – che ha recentemente acquisito la veneta Ilnor, attiva sul mercato intemazionale dei laminati industriali di ottone, bronzo e rame – fa poi notare come «attualmente il costo di estrazione e trasporto del rame si aggira intorno ai 3.500 dollari per tonnellata, di conseguenza il peso della speculazione finanziaria sui corsi è estremamente elevato». In questa situaziole preoccupa poi l’alta volatilità dei corsi: «Un’azienda come la nostra – afferma Pilassi – è obbligata a proteggersi dalle ampie fluttuazioni dei prezzi della materia prima adottando una strategia neutrale con strumenti derivati quali i future». E, in ottica di medio-lungo termine, c’è dell’altro.
«Se le quotazioni si manterranno su questi livelli o, peggio, continueranno a crescere – aggiunge Pinassi – l’intero settore cuprifero dovrà fare i conti con il pericolo che i prodotti in rame vengano, almeno in parte e dove possibile, sostituiti con altri materiali meno costosi come già sta accadendo nell’edilizia».
Autore: Gianluigi Raimondi
Fonte: Borsa e Finanza del 5 marzo 2011







