La domanda interna e la crescita economica rimangono resilienti, i mercati del lavoro sono solidi e l’inflazione è sufficientemente vicina all’obiettivo da consentire ai policymaker di mantenere la posizione, ma dipenderà dai dati futuri.
Per i mercati, gli attuali tassi di interesse creano un contesto favorevole, nonostante la crescente selettività verso il 2026. Condizioni di credito più accomodanti, pressioni inflazionistiche in calo e un forte impulso fiscale, in particolare derivante dalla spesa per la difesa e le infrastrutture della Germania, stanno rafforzando solide prospettive di crescita.
Allo stesso tempo, una crescente divergenza tra i percorsi di politica monetaria della Fed e della BCE probabilmente sosterrà un euro più forte il prossimo anno, con un potenziale apprezzamento della valuta verso 1,23 rispetto al dollaro USA. Un cambio EUR/USD più elevato potrebbe rappresentare un ostacolo per i settori fortemente orientati all’export, favorendo al contempo i settori orientati al mercato interno e strutturalmente supportati.
Continuiamo a individuare le opportunità più interessanti nei settori industriale, tecnologico, dei servizi di pubblica utilità, delle energie rinnovabili, della difesa e della sanità, dove la visibilità degli utili è maggiore. Le azioni europee stanno chiudendo l’anno in positivo e prevediamo che il rally continuerà nel 2026, con potenziali guadagni a due cifre.