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HANetf – Argento: data center, fotovoltaico ed EV spingono la domanda

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Jake Coulson, Investment Analyst HANetf


L’argento occupa una posizione sempre più rilevante nelle filiere industriali legate a trasporti, energia e intelligenza artificiale. La sua dinamica di mercato, tuttavia, è diversa da quella di molti altri metalli. Quando il prezzo del rame sale, i produttori tendono ad aumentare l’estrazione. Nel caso dell’argento, il meccanismo è meno diretto: circa il 70% della produzione deriva come sottoprodotto dall’estrazione di altri metalli, tra cui rame, piombo e zinco. L’offerta, quindi, non dipende soltanto dal prezzo dell’argento, ma da decisioni industriali prese su mercati differenti.

Questo contribuisce a spiegare l’attuale equilibrio del mercato: prezzi elevati, offerta rigida e deficit strutturale persistente. Negli ultimi cinque anni, lo scarto tra offerta e domanda complessiva è stato pari a circa 100 milioni di once. È un dato che evidenzia la difficoltà della produzione ad adeguarsi rapidamente alla crescita della domanda, con possibili ricadute sulle scorte disponibili.

La domanda resta trainata soprattutto dagli utilizzi industriali. A differenza dell’oro, considerato principalmente una riserva di valore e uno strumento di copertura, l’argento è sostenuto dalle sue proprietà fisiche (è il metallo più conduttivo al mondo) e dalle politiche pubbliche legate a elettrificazione e transizione energetica. Nel 2025 le applicazioni industriali hanno rappresentato il 59% della domanda complessiva.

Uno dei principali driver è il fotovoltaico. Nel 2024 la produzione di pannelli solari ha assorbito circa il 19% della domanda totale di argento, rispetto al 5,5% circa del 2015. Il metallo viene utilizzato come pasta conduttiva, essenziale per il funzionamento dei pannelli. Nonostante gli sforzi dell’industria per ridurne l’impiego, la domanda legata al solare è attesa intorno a 150 milioni di once nel 2026, anche perché non esiste ancora un’alternativa pienamente comparabile per conducibilità e costo.

Un secondo fattore è rappresentato dai veicoli elettrici. Un’auto elettrica utilizza il 67-79% di argento in più rispetto a un veicolo con motore a combustione interna, considerando batterie, infrastrutture di ricarica e sistemi di propulsione. Il dato assume rilievo in un mercato in crescita: le vendite globali di veicoli elettrici sono attese a 22,7 milioni di unità nel 2026, oltre il 15% in più rispetto al 2025, per poi raggiungere i 39 milioni entro il 2030.

Il terzo driver è l’elettricità. La capacità energetica globale legata all’information technology è aumentata di circa il 5.200%, passando da 0,93 GW nel 2000 a quasi 50 GW nel 2025. Nell’emisfero orientale la crescita è sostenuta da urbanizzazione e industrializzazione. In Occidente, invece, i fattori principali sono intelligenza artificiale, data center, elettrificazione e reshoring. A questi si aggiunge la spinta globale verso la decarbonizzazione.

Secondo le stime riportate nella fonte, queste tendenze potrebbero portare la domanda mondiale di elettricità oltre gli 81.000 TWh entro il 2050. La costruzione e l’alimentazione di data center e altre infrastrutture ad alta intensità elettrica potrebbero quindi rafforzare ulteriormente la domanda di argento.

Il punto comune è che questi trend non dipendono soltanto dal ciclo economico. Sono legati a mandati di policy, investimenti infrastrutturali difficilmente reversibili e alle caratteristiche fisiche della conduzione elettrica. Si tratta di trasformazioni strutturali, destinate a svilupparsi su archi temporali lunghi.

Per questo l’argento non può essere letto come un metallo semplice. Resta un asset volatile, con una componente monetaria sensibile ai tassi d’interesse e all’andamento del dollaro. Dopo il rialzo del 161% nel 2025, con il superamento per la prima volta della soglia degli 80 dollari l’oncia (a fronte di un aumento del 66% dell’oro), il prezzo ha corretto a 79 dollari l’oncia all’inizio di febbraio, un movimento coerente con la sua dinamica storica.

Se vuoi saperne di più : ETF cosa sono e come funzionano

Fonte: ETFWorld.it

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