Il costo totale di un ETF

Diversificazione, efficienza, trasparenza, flessibilità e liquidità sono tra i principali vantaggi degli ETF ma, considerando che gli strumenti quotati su Borsa Italiana sono attualmente oltre 500, è necessario attuare un’attenta attività di selezione…..


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Una recente ricerca realizzata su un campione di 1.000 investitori mostra che il fattore del costo è l’elemento chiave della scelta di investire in ETF: infatti il totale dei costi di gestione, il cosiddetto TER, per gli ETF in Europa è in media pari allo 0,31% contro lo 0,87% medio annuo per un fondo ma, diversamente dai fondi comuni, per gli ETF il TER è solo uno degli elementi da considerare per valutarne il costo totale di proprietà.

In generale, in qualsiasi decisione relativa a un investimento, comprendere i costi totali dellostrumento è tanto importante quando considerare il rischio e il rendimento potenziale.

Per un ETF il TER è il costo esplicito
Il TER è un costo esplicito in quanto determinato ex-ante e include le spese annuali necessarie per amministrare il fondo. L’ammontare del TER dipende dall’indice a cui è esposto il fondo, dalla struttura dell’ETF e dalla politica di prezzo del suo emittente, per cui ETF diversi emittenti, aventi l’obiettivo di replicare lo stesso indice, possono presentare TER diversi. Per i fondi domiciliati in Europa e regolati dalla normativa UCITS, il TER include i costi di gestione e una serie di altri costi di cui è responsabile l’asset manager, tra cui costi amministrativi, di custodia, di revisione e spese legali, di registrazione eventualmente dovute agli Organi di vigilanza.

Quali sono gli altri elementi da considerare per valutare consapevolmente il costo dell’ETF?
Oltre at TER, riportato nel prospetto informativo dell’ETF, vi sono altri costi connessi agli ETF di tipo implicito, cioè non definibili anticipatamente, quali:
1. costi di ribilanciamento,
2. commissioni di negoziazione
3. commissioni di intermediazione
Queste ultime tre componenti possono influenzare sensibilmente il costo totale per acquistare, mantenere in portafoglio e vendere un ETF.

Al fine di replicare un indice di mercato, un ETF implica dei costi aggiuntivi definiti “costi diribilanciamento” connessi al flusso in entrata e in uscita di titoli in linea con i criteri di selezione prescelti degli index providers. Tali costi possono variare significativamente in base all’esposizione e alla struttura dell’ETF. Anche il patrimonio totale in gestione è un fattore chiave da considerare in merito ai costi di ribilanciamento di un ETF poiché i fondi di dimensioni inferiori non possono in realtà possedere tutti i titoli di un benchmark che comprende un numero di titoli elevato senza avere posizioni limitate che diventano onerose da negoziare.

Vi sono poi costi che vengono dedotti al momento dell’acquisto e della vendita di un ETF: si tratta dei costi di negoziazione, delle commissioni d’intermediazione e degli oneri fiscali. I costi di negoziazione o bid&ask spread, differenza tra costo di acquisto/prezzo di vendita per ogni negoziazione, può essere influenzato da diversi fattori, tra cui la domanda e l’offerta dello stesso ETF, le dimensioni del fondo in termini di patrimonio gestito, la liquidità dei titoli sottostanti e il numero di market maker presenti nel fondo.

Esiste la possibilità di ridurre i costi dell’ETF?
Gli ETF hanno la possibilità di generare rendimenti aggiuntivi che contribuiscono quindi a ridurre i costi totali di un ETF. Il gestore dell’ETF può prestare i titoli sottostanti all’ETF a fronte di un rendimento che va a beneficio di tutti gli azionisti del fondo, poiché la porzione di rendimento generata dal prestito titoli si riflette sul net asset value (NAV) su base giornaliera. Tutte le attività prestate sono garantite per oltre il 100% e sono monitorati quotidianamente.

In sintesi, quindi, esistono diversi fattori che influenzano il costo totale di un ETF….
L’esempio di seguito riportato illustra l’incidenza dei costi impliciti ed ulteriori fonti di reddito sulla struttura dei costi complessivi degli ETF.

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A prima vista, l’ETF B sembra essere l’opzione meno costosa, in quanto ha un TER pari allo 0,15%, rispetto ad un TER pari allo 0,25% per l’ETF A. Tuttavia, considerati i costi di ribilanciamento, i costi di negoziazione e i rendimenti addizionali, il costo totale di possesso è identico.

In sintesi:
COSTO TOTALE ETF = TER + COSTI RIBILANCIAMENTO + COMMISSIONI DI
NEGOZIAZIONE + COMMISSIONI DI INTERMEDIAZIONE – RENDIMENTI AGGIUNTIVI

Risulta chiaro che i costi aggiuntivi possono variare notevolmente tra i vari fondi e spesso di un importo che supera di gran lunga le differenze a livello di TER.

Nel processo decisionale gli investitori devono avere una visione completa del costo totale di proprietà di un ETF, sommando tutti i fattori di costo oltre al TER e considerando anche l’impatto della capacità di generazione un extra- rendimento.

Fonte: ETFWorld – BlackRock / iShares