Nel corso dell’ultimo ventennio, la Cina ha ottenuto grandi risultati, con una crescita economica spettacolare e un rapido sviluppo del mercato dei capitali. Le enormi dimensioni del mercato, il potenziale di sviluppo e la crescente importanza conquistata sul palcoscenico mondiale hanno portato la Cina all’attenzione di molti investitori in tutto il mondo. Da osservatori privilegiati, condividiamo il punto di vista del nostro team d’investimento su base trimestrale, indicando le ragioni principali in base alle quali investire in questo paese. Ogni pubblicazione è focalizzata su un argomento principale, ma includiamo anche un’intervista col gestore ed una guida riassuntiva sulle opportunità d’investimento. Ci auguriamo che la lettura sia interessante…..
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Intervista a Joseph Tang – Direttore degli investimenti – Invesco PowerShares
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1. Le quotazioni azionarie dei titoli correlati al comparto automobilistico hanno registrato un andamento positivo nel 2010, per poi subire una correzione intorno a fine anno a causa della diffusione delle notizie negative sulle limitazioni alla circolazione automobilistica nella città di Pechino. Quali sono le sue considerazioni in merito?
Il mese di dicembre 2010 è stato contraddistinto da diverse notizie sul settore automobilistico, tra cui 1) le “Misure di miglioramento al traffico di Pechino” che comprendono il controllo del numero di autovetture immatricolate, l’adeguamento delle tariffe di parcheggio delle aree non residenziali per i veicoli immatricolati a Pechino e il controllo degli ingressi per le autovetture non immatricolate a Pechino; 2) la conclusione del programma di incentivi al settore agricolo per la sostituzione di veicoli agrari a tre/quattro ruote. 3) la conclusione del programma di incentivi fiscali all’acquisto di autovetture con motori di cilindrata non superiore a 1,6 litri. Nel breve periodo queste notizie negative potrebbero incidere sull’andamento delle case automobilistiche, soprattutto in relazione alla quota di veicoli venduti a Pechino, dato che rappresentano quasi il 7% delle vendite cinesi. A medio termine confermiamo invece la nostra convinzione che la crescita sia il risultato di fattori demografici tipicamente cinesi, tra cui il ridotto numero di auto di proprietà, una maggiore disponibilità economica nelle città di secondo e terzo livello e un’infrastruttura autostradale ben sviluppata, oltre a misure statali volte a ridurre il costo dei finanziamenti automobilistici.
2. L’indice dei prezzi al consumo (IPC) a quota 5,1% ha raggiunto il massimo degli ultimi 28 mesi. Ritiene che l’inflazione arriverà presto a livelli elevati?
Nel complesso il quarto trimestre 2010 ha registrato un trend di generale aumento dell’inflazione con l’IPC in rialzo dal 3,6% su base annua di settembre al 4,4% di ottobre e al 5,1% di novembre.
L’incremento dell’IPC è stato determinato dall’aumento dei prezzi degli alimentari, in netto rialzo nel mese di ottobre (+10,1% ). A novembre il Consiglio di Stato ha proattivamente anticipato le politiche di contenimento dell’inflazione tra cui:
1) il sostegno alla produzione agricola;
2) la stabilizzazione dell’offerta di prodotti agricoli e fertilizzanti;
3) il taglio del costo dei prodotti agricoli;
4) le forniture garantite per carbone, energia elettrica, petrolio, gas, ecc.
Visti i problemi legati alla massa monetaria globale, il fattore stagionalità (visto l’imminente inizio del Nuovo anno cinese) e le condizioni meteorologiche (siccità, alluvioni in varie regioni cinesi), riteniamo che l’inflazione resterà elevata anche nei prossimi mesi (previsioni intorno al 4,5%-6%). Questo costante e sostenuto incremento dei prezzi di prodotti alimentari e di materie prime si tradurrà con tutta probabilità, nei prossimi mesi, in una pressione al rialzo sui prezzi di vendita di prodotti confezionati, elettrodomestici, mobili e attrezzature. Per contenere l’aumento dell’inflazione il governo cinese sta iniziando a introdurre alcune misure tese al controllo dei prezzi di alcuni beni di prima necessità, ad esempio fissando prezzi al dettaglio massimi per l’olio commestibile. Per il futuro, vista la flessione della massa monetaria M2, un indicatore anticipatore che ha evidenziato un’affidabile correlazione su base differita, ci aspettiamo un IPC ai massimi per una certa parte del primo semestre 2011.
3. A dispetto della crescita sostenuta dell’economia reale, i mercati azionari cinesi (sia le azioni locali di classe A, sia le azioni offshore quotate ad Hong Kong) hanno deluso rispetto alle controparti regionali. Quali sono a suo parere le prospettive per le azioni cinesi nel 2011?
Ritengo che la deludente performance delle azioni cinesi rispetto alle controparti regionali nel 2010 sia imputabile ai timori degli investitori per la politica di inasprimento fiscale e monetaria implementata dalla Cina. Dal quarto trimestre 2010, alla luce di due rialzi dei tassi d’interesse e conseguenti aumenti del requisito di riserva obbligatoria, gli investitori hanno già di gran lunga scontato un eventuale ulteriore inasprimento del 2011, come dimostrato dal recente trend rialzista del tasso interbancario di Shanghai sul renminbi. Le nostre prospettive restano positive dato che l’indice MSCI China viene attualmente negoziato in base ad un P/E di 12, in leggero sconto rispetto alla regione e leggermente al di sotto della media storica (dal 1994) di 12,9. La crescita degli utili dovrebbe superare il 25% nel 2010, mentre le prospettive per il 2011 sono di una crescita degli utili tra il 14-16%. Le valutazioni delle azioni A (locali) sono ancora più interessanti, in quanto vengono negoziate ae un P/E di 14,1, di oltre una deviazione standard inferiore alla media degli ultimi 13 anni (pari a 24) con prospettive di crescita dell’EPS quasi al 30% per il 2010 e al 20% circa per il 2011. Riteniamo che le attuali valutazioni del mercato offrano agli investitori opportunità interessanti per partecipare alla storia di crescita di lungo periodo della Cina.
2011: il Dodicesimo piano quinquennale in azione
Il 2011 rappresenta un anno importante per lo sviluppo della Cina come nazione, in quanto segna l’inizio del dodicesimo piano quinquennale. Storicamente, le politiche cinesi più importanti per lo sviluppo del Paese sono state attuate tramite una serie di “Piani quinquennali” che negli anni hanno permesso alla Cina di raggiungere obiettivi importanti in termini economici e sociali. I piani vengono formulati ogni cinque anni e l’ultimo è stato riesaminato lo scorso ottobre nel corso della 17° sessione della quinta seduta plenaria del Comitato centrale del Partito comunista cinese.
Tenendo conto delle diverse iniziative e degli specifici obiettivi economici per il periodo 2011- 2015, il processo di pianificazione mira a fornire una precisa direttiva che deve essere approvata, prima di una diffusione pubblica, dall’Assemblea nazionale del popolo. A seguire esaminiamo in maggior dettaglio i settori e i temi che beneficeranno dell’ultimo indirizzo strategico del Paese.
Il tema centrale dei prossimi cinque anni è il “riequilibrio”, con particolare attenzione alle seguenti aree:
1) incentivi per i consumi rispetto ad esportazioni ed investimenti;
2) calibrazione della struttura dell’offerta tramite l’aggiornamento dei settori tradizionali, lo sviluppo di nuovi settori strategici e la promozione del settore dei servizi;
3) equilibrio dello sviluppo a livello regionale tramite l’accelerazione dello sviluppo delle regioni dell’entroterra, la promozione dell’integrazione regionale e incentivi all’urbanizzazione delle città di ridotte e medie dimensioni.
I sette settori prioritari
Sono stati inoltre identificati sette nuovi settori di importanza strategica: risparmio energetico e tutela ambientale, biotecnologia, informatica di nuova generazione, macchinari e attrezzature avanzate, nuove energie, nuovi materiali e auto basate su nuove energie. Attualmente questi settori sono nel fulcro di una fase di crescita sostenuta, mentre le fonti di energia alternativa e a ridotto impatto ambientale sono argomenti di enorme interesse oltre ad essere fondamentali aree di sviluppo. Il valore aggiunto complessivo di questi settori è, al momento, inferiore al 5% del PIL ma dovrebbe toccare l’8% entro il 2015 e il 15% entro il 2020. In base al Dodicesimo piano quinquennale, i sette settori prioritari e i settori di servizi alla produzione saranno i principali driver di una nuova fase di crescita economica e di riduzione della carbon intensity (emissioni di carbonio per unità di prodotto) del Paese. A fronte di questi obiettivi, si stima che questi sette settori registreranno una crescita di RMB 4.000 miliardi attestandosi a RMB 5.000 miliardi nel 2015 e di altri RMB 10.000 miliardi nel 2020 toccando quota RMB 15.000 miliardi1, arrivando di conseguenza ad un tasso di crescita annuo del 35% nei prossimi cinque anni e del 29% nel prossimo decennio.
Un mix più bilanciato
A nostro parere le iniziative del dodicesimo piano quinquennale hanno spinto il Governo cinese a modificare in maniera strategica le proprie priorità, preferendo all’obiettivo della crescita sostenuta quello della crescita bilanciata. Questo nuovo indirizzo appare sostanzialmente in linea con la politica generale promossa dal governo che punta a portare un certo equilibrio tra gli elementi che trainano la crescita e a generare armonia e stabilità sociale tramite la riduzione del divario economico tra ricchi e poveri. In termini di opportunità di investimento, il piano identifica settori specifici che beneficeranno delle favorevoli politiche governative, un fattore di fondamentale importanza quando si investe in Cina. In futuro il governo cinese potrebbe ricorrere ad altre misure di sostegno con effetto catalizzatore sulle revisioni dei rating di questi settori, come incentivi o trattamenti fiscali privilegiati. Pertanto, anche se il sentiment di mercato potrebbe periodicamente spostarsi verso alcuni settori tematici, continueremo a focalizzarci sulla selezione dei singoli titoli con un approccio bottom-up al fine di coglire le opportunità migliori che si presenteranno sul mercato.
Note
1. UBS Research, 3 novembre 2010
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Fonte: ETFWorld – Invesco PowerShares




