HANetf : “Gli ultimi dati SIPRI (Stockholm International Peace Research Institute) sulla spesa globale per la difesa hanno riportato un aumento per l’undicesimo anno consecutivo nel 2025, raggiungendo quasi 2.900 miliardi di dollari.
Tom Bailey, Head of Research di HANetf
Tuttavia, sebbene la spesa militare abbia toccato un nuovo massimo storico, il tasso di crescita tra il 2024 e il 2025 è stato inferiore rispetto all’anno precedente. La ragione principale è stata la contrazione della spesa militare statunitense, in seguito al ritorno di Trump alla Casa Bianca. I dati mostrano che la spesa degli Stati Uniti è diminuita del 7,5%, riflettendo principalmente il taglio dell’assistenza militare all’Ucraina. Questa riduzione della spesa statunitense è tuttavia destinata con ogni probabilità a invertirsi. L’amministrazione Trump ha dichiarato l’obiettivo di aumentare la spesa per la difesa del Paese a 1.500 trillioni di dollari, pari a un incremento di circa il 50% della spesa attuale. Allo stesso tempo, il conflitto in Iran ha visto gli Stati Uniti consumare rapidamente scorte strategiche di missili, mentre sia l’Air Force sia la Marina hanno espresso l’intenzione di aumentare gli acquisti di caccia F-35. Nonostante la riduzione della spesa militare USA nel 2025, la spesa globale ha comunque continuato il suo percorso di crescita, grazie al ritmo sostenuto degli aumenti in altre aree. L’Europa ha proseguito il proprio percorso di riarmo, con una crescita del 14% e una spesa complessiva di 864 miliardi di dollari. Di conseguenza, la spesa per la difesa europea è raddoppiata nell’ultimo decennio.
Anche i Paesi asiatici hanno accelerato la spesa, con un incremento regionale superiore all’8%. La spesa per la difesa dell’India è cresciuta di quasi il 9% e quella del Giappone di quasi il 10%, riflettendo le crescenti tensioni nell’area Indo-Pacifico. Taiwan ha aumentato la spesa del 14%, in linea con l’obiettivo di raggiungere il 5% del PIL entro il 2030. I Paesi più piccoli hanno registrato aumenti ancora più marcati, con Vietnam e Indonesia in crescita di circa il 30%. Gli ultimi dati SIPRI confermano che la spesa globale per la difesa continua a crescere, consolidando un ciclo pluriennale di riarmo. Tra i beneficiari meno evidenti di questa tendenza figura la Corea del Sud. A differenza di molti contractor occidentali, ancora fortemente legati alla domanda domestica, le aziende coreane sono sempre più orientate all’export. Negli ultimi anni, le esportazioni di difesa della Corea del Sud verso i Paesi europei membri della NATO sono aumentate di 200 volte, mentre il Paese sta ampliando la propria presenza in Asia e Medio Oriente.
Per quanto riguarda le società Hanwha Aerospace, Korea Aerospace Industries e LIG Nex1, gli analisti prevedono che i ricavi da esportazione cresceranno significativamente più rapidamente della domanda interna nei prossimi tre anni. Nel caso di Hanwha Aerospace, si stima una crescita dei ricavi export del 90%, a fronte di circa il 25% per il mercato domestico. I vantaggi competitivi della Corea del Sud nel mercato dell’export della difesa sono molteplici: i suoi sistemi costano generalmente dal 30% al 50% in meno rispetto alle alternative occidentali e possono essere consegnati in tempi molto più rapidi. Questa combinazione è particolarmente interessante per i Paesi con vincoli fiscali ma sotto pressione per aumentare la spesa militare. La rapidità di consegna è diventata un fattore critico in un contesto in cui molti fornitori occidentali affrontano arretrati pluriennali.
La domanda si sta inoltre ampliando geograficamente. I sistemi missilistici e di difesa aerea coreani stanno registrando una crescente adozione in Medio Oriente, dove il loro recente impiego efficace nel contrastare attacchi iraniani sta sostenendo nuovi ordini. La Corea del Sud emerge quindi come uno dei beneficiari più evidenti dell’aumento della spesa globale per la difesa, offrendo un’esposizione diretta al lato export del ciclo di riarmo.”
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Fonte: ETFWorld.it








