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HANetf: La guerra ridisegna le rotte aeree ma non frena la domanda

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HANetf : “Solo nel primo mese dopo l’avvio del conflitto si è registrato un aumento del 111% delle cancellazioni di voli a livello globale.

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Cameron MacDonald, Content Executive di HANetf


British Airways ha annunciato di aver cancellato tutti i voli verso Dubai e Tel Aviv almeno fino al 31 maggio, mentre l’UE sta fornendo indicazioni sugli obblighi di servizio pubblico in caso di carenze di carburante per aviazione dovute alla guerra in Iran. Poiché gli hub di viaggio mediorientali restano inaffidabili, le compagnie aeree stanno scegliendo di reindirizzare la capacità verso rotte e destinazioni alternative.

Una preoccupazione rilevante sia per i vettori sia per i clienti riguarda il rischio di aumenti dei prezzi, legato ai costi del carburante per aviazione, che ad aprile hanno raggiunto il massimo storico di 1.838 dollari per tonnellata. La pressione viene avvertita soprattutto dalle compagnie low cost, che operano con margini ridotti e con coperture sul carburante limitate o assenti; se la crisi dovesse proseguire, il loro stesso modello di business potrebbe essere messo in discussione.

Paradossalmente, lo shock sui costi si è verificato in un momento in cui la domanda strutturale di trasporto aereo resta forte: l’International Air Transport Association (IATA) ha registrato a febbraio 2026 un aumento del 6,1% della domanda totale di passeggeri, il livello più alto mai rilevato, e la guerra scoppiata il 28 febbraio non ha cancellato questa tendenza, ma ne ha modificato la distribuzione, premiando i vettori più capaci di assorbire la domanda riallocata.

In questo scenario, risultano meglio posizionate le compagnie con modelli di ricavo diversificati e reti ampie. United Airlines ne è l’esempio più evidente: nel primo trimestre 2026 ha trasportato più passeggeri che in qualsiasi altro primo trimestre della sua storia, con cancellazioni inferiori del 44% rispetto ai due principali concorrenti statunitensi, nonostante un aumento dei costi del carburante pari a 340 milioni di dollari su base annua. Con Emirates che ha ridotto i voli del 50%, i vettori nordamericani dotati di una rete ampia e di un’offerta di qualità potrebbero servire i clienti rimasti senza alternative, beneficiando della crisi.

Più in generale, IATA ha indicato che la domanda globale di trasporto aereo passeggeri sarà più che raddoppiata entro il 2050, con i mercati emergenti come principali aree di crescita stimata. Il traffico intra-africano è stato indicato come il segmento a crescita più rapida, con un incremento annuo del 4,9%, seguito dalle rotte Africa-Asia Pacifico al 4,5% e intra-Asia Pacifico al 3,9%. La sola India dovrebbe registrare una crescita annua del 6,4%, trainata dalla rapida urbanizzazione, dall’espansione della classe media e da un mercato ancora sotto-rappresentato rispetto alla popolazione.”

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Fonte: ETFWorld.it

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