ETF, BORSA PUNTA QUOTA MERCATO CONTINENTALE DEL 20% A FINE ANNO 08/06/2006

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MILANO, (Reuters) – Borsa Italiana punta a raggiungere una quota del mercato europeo degli ETF (ex Londra) del 20% entro fine anno dal 17,4% di aprile. Lo ha detto Mauro Giangrande, responsabile listing ETF (Exchange traded funds) di Palazzo Mezzanotte dove venerdì 

AXA Investment Managers e BNP Paribas quoteranno il primo ETF sulle materie prime non-energy in Italia e uno immobiliare, portando a 51 il numero complessivo degli ETF. Dopo l’exploit di gennaio i mesi successivi hanno confermato l’esplosione di volumi e contratti sull’exchange italiano che ad aprile resta tuttavia dietro a Deutsche Boerse (5,355 miliardi a fine aprile) e a Euronext (2,083 miliardi) con un controvalore di 1,297 miliardi.

A maggio il controvalore e i contratti medi giornalieri si sono attestati rispettivamente a 75,2 milioni e 3.800 unità, portando a 7,586 miliardi il controvalore dei primi cinque mesi, pari all’87% di quanto transitato in tutto il 2005.

Nonostante la vocazione istituzionale originaria degli ETF Borsa Italiana continua a distanziare gli altri exchange per numero di contratti "anche grazie alla presenza del retail", ha sottolineato Giangrande. Ad aprile sono stati 72.033 contro i 25.670 di Euronext e di 23.508 di Deutsche Boerse. Il numero, da inizio anno a fine maggio, si attesta a 401.172, il 112% rispetto a quelli conclusi nel 2005.

"A maggio almeno l’83% dei contratti è stato concluso da retail e questa percentuale è costante da quattro mesi", ha detto Giangrande intendendo gli investimenti inferiori ai 15.000 euro. Nello stesso periodo il 48,8% del controvalore scambiato è stato di matrice istituzionale, con un contratto medio di 473.500 euro.

"Quello italiano è un mercato di grande capacità, molto ricettivo con volumi in crescita e che si caratterizza per la confidenza degli investitori privati", ha commentato Alessandro d’Andrea l’AD di Axa IM Italia.

Il patrimonio degli ETF depositati in Italia è cresciuto nel 2006 del 62% a 6,444 miliardi a fine maggio con un 48,3% gestito da ETF azionari non emergenti, un 23% da azionari emergenti e un 28,7% da obbligazionari.

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