L’International Cotton Advisory Committee stima un calo della produzione in Cina e un aumento della domanda asiatica. E i prezzi sono ancora distanti dal top…..
Secondo le ultime stime dell’International Cotton Advisory Committee, nella stagione dei raccolti che terminerà il prossimo luglio la produzione mondiale sarà limitata a 22,3 milioni di tonnellate, il 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2009.
Sul lato della domanda il Comitato stima un incremento del 2,2% per un toale 23,6 milioni di tonnellate, determinato specialmente dalla richiesta asiatica che a livello globale è arrivata a pesare il 77%. A portare il mercato in deficit di offerta sarà soprattutto la Cina, maggior produttore mondiale della fibra, dove è attesa una semina ridotta del 16% perché gli agricoltori preferiscono dedicarsi a raccolti che offrono margini più redditizi e a causa della generale contrazione dei terreni coltivati. Certo, in India si stima un aumento dell’output dell’8%.
Ma nel complesso il quantitativo offerto non supererà i 5,3 milioni di tonnellate. Così, all’Ice di New York il future sul cotone è tornato a testare il top dello scorso autunno a ridosso dei 70 centesimi di .dollaro per libbra, spingendo la performance da inizio anno a sfiorare il 40%. Il prezzo attuale resta tuttavia inferiore di oltre il 18% rispetto al picco segnato a marzo dello scorso anno.
Per sfruttare un potenziale ulteriore allungo dei corsi del cotone, in aggiunta al future trattato sul listino d’Oltreoceano, a Piazza Affari sono disponobili un Etc emesso da Etf Secutities con commissioni totali annue dello 0,54% ( Isin GBOOB15KXT11), due certificati di tipo benchmark proposti da Rbs-Abn Amro (Isin NL0000472033, scadenza 18 giugno 2010) e Banca Imi (Isin IT0004506405, scadenza 30 marzo 2012) e un leverage certificate di Rbs-Abn Amro (NL0006234981, scadenza 16 dicembre 2010).
Fonte: Borsa e Finanza del 09 novembre 2009
Autore: Gianluigi Raimondi









