Amundi ETF – Raccolta record da 48 miliardi di euro a febbraio 2026. Gli investitori privilegiano i mercati emergenti e il debito sovrano europeo. Cresce la componente ESG nel reddito fisso.
Articolo creato dalla Redazione di ETFWorld.it
Analisi dei flussi di mercato degli ETF – Dati al 28 febbraio 2026
Il mercato degli ETF UCITS ha chiuso febbraio 2026 con una raccolta netta di 48 miliardi di euro. Il dato supera il precedente record di 46,9 miliardi registrato a gennaio. Secondo il report mensile di Amundi ETF, gli investitori hanno utilizzato lo strumento ETF per operare rotazioni di portafoglio e cercare diversificazione, sia nella classe azionaria che in quella obbligazionaria.
La raccolta totale si divide in 39,1 miliardi di euro per le strategie azionarie e 8,4 miliardi di euro per il reddito fisso. Gli afflussi obbligazionari sono risultati leggermente inferiori rispetto a gennaio, ma mostrano cambiamenti significativi nella composizione e nella gestione della duration.
Azionario: leadership dei Mercati Emergenti
Gli ETF azionari sui mercati emergenti hanno guidato la classe di attività con 9,5 miliardi di euro di flussi in entrata. Questa allocazione rappresenta circa due terzi del totale della classe azionaria. Gli investitori hanno mostrato cautela verso le azioni statunitensi, percepite come sopravvalutate, e hanno monitorato l’indebolimento del dollaro USA. Parallelamente, è emersa una forte domanda di hardware tecnologico da parte di paesi asiatici come Taiwan e Corea del Sud.
Le strategie sui mercati sviluppati europei hanno raccolto 9,2 miliardi di euro. Le strategie azionarie globali hanno mantenuto interesse, con 7,6 miliardi per le soluzioni “All Country World” e 6,9 miliardi per le strategie “World”.
Gli Stati Uniti hanno totalizzato 4,3 miliardi di euro. La maggior parte di questi flussi si è diretta verso strategie equiponderate, indicando una volontà di ridurre l’esposizione alle società a grande capitalizzazione. Il settore tecnologico (IT) ha registrato deflussi netti.
A livello settoriale, gli investitori hanno privilegiato l’industriale (2,2 miliardi di euro) e l’energetico (1,2 miliardi di euro). Il contesto geopolitico ha sostenuto il settore della difesa, che ha raccolto quasi 1 miliardo di euro.
Focus geografico: America Latina e Asia
All’interno dei mercati emergenti, le allocazioni verso aree geografiche specifiche hanno generato 1,2 miliardi di euro di nuovi asset netti. L’America Latina ha guidato questa sottocategoria con 513 milioni di euro.
Il Brasile ha attirato 497 milioni di euro. Gli investitori hanno valutato positivamente le aspettative di crescita degli utili e l’esposizione al comparto materie prime. Il settore finanziario ed energetico latinoamericano offre un rendimento da dividendi circa doppio rispetto alla media dei mercati emergenti, attirando flussi orientati al reddito.
L’India ha raccolto 449 milioni di euro, seguita dalla Corea del Sud con 433 milioni di euro e dalla Cina con 129 milioni di euro.
Reddito Fisso: rotazione sulla duration e sui sovrani europei
Il reddito fisso ha totalizzato 8,4 miliardi di euro. I titoli di Stato hanno rappresentato circa la metà dei flussi della classe, con 4,1 miliardi di euro. Si è osservato uno spostamento strategico verso esposizioni su tutte le scadenze, abbandonando il focus iniziale dell’anno su duration ultra-brevi e brevi.
Il debito sovrano europeo ha raccolto 2,5 miliardi di euro. I Treasury USA hanno registrato deflussi per 632 milioni di euro.
Nelle obbligazioni societarie investment grade (IG), la raccolta totale è stata di 1,5 miliardi di euro. Anche qui si nota una divergenza geografica nella gestione della duration: le esposizioni europee a tutte le scadenze hanno raccolto 830 milioni di euro, mentre le controparti statunitensi a tutte le scadenze hanno subito deflussi per 405 milioni di euro.
I fondi del mercato monetario hanno raccolto 1,3 miliardi di euro, confermando la ricerca di soluzioni con rendimenti superiori alla liquidità pura.
ESG: quasi la metà dei flussi obbligazionari
La raccolta netta ESG ha raggiunto 10 miliardi di euro a febbraio, in aumento rispetto ai 9,2 miliardi di gennaio. La ripartizione tra azioni e reddito fisso è approssimativamente 60/40.
Nel dettaglio del reddito fisso, gli afflussi ESG hanno totalizzato 4 miliardi di euro. Questo importo rappresenta quasi la metà degli afflussi complessivi nella classe obbligazionaria. Gli investitori hanno mostrato una preferenza per strategie ESG sia nei titoli di Stato che nelle obbligazioni societarie investment grade, con un focus predominante sulle strategie europee.
Sintesi dei flussi febbraio 2026
I dati confermano un mese di attività intensa per gli investitori istituzionali e retail, con una chiara tendenza alla diversificazione geografica e all’integrazione di criteri sostenibili, in particolare nel segmento del reddito fisso.
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Fonte: ETFWorld.it









