PIOMBO

A Pechino romba il piombo


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In Cina cresce ancora a doppia cifra il consumo, trainato dall’incremento della domanda di auto. Attenzione però alle scorte tornate ai livelli del 2000…


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Le autorità cinesi stimano per l’intero 2010 un consumo nazionale di piombo in aumento dell’I 1%, una crescita inferiore a quella registrata l’anno precedente prossima al 16,5%. Ma pur sempre di un incremento a doppia cifra si tratta In particolare, a sostenere la domanda c’è la forte richiesta di autoveicoli in Asia, soprattutto in Cina dove le immatricolazioni a detta di Pechino potrebbero raggiungere quest’anno la quota record di 17 milioni. E per tenere il passo della domanda, il governo cinese ha deciso di aumentare la propria capacità produttiva di piombo di GOOmila tonnellate entro la fine del prossimo mese di dicembre.

Uno scenario che potrebbe spingere al rialzo i corsi della commodity, utilizzata soprattutto dall’industria automobilistica per la produzione di batterie. Non solo. Gli analisti dello Shanghai Metal Market hanno avvertito che nella provincia dello Henan (area cinese ad alto tasso di industrializzazione) le forniture di energia elettrica sono attualmente ridotte del 30%. A dare poi man forte all’ipotesi c’è il fatto che, con un ribasso prossimo al 5%, il piombo è da inizio anno tra le materie prime meno performanti al London Metal Exchange.

Attenzione però a non farsi prendere da facili entusiasmi: le scorte ufficiali stoccate nei magazzini della Borsa di Londra continuano a salire e nelle ultime sedute hanno superato la soglia tecnica e psicologica delle 200mila tonnellate tornando ai livelli della primavera del 2000. Una situazione che potrebbe ritardare un potenziale recupero dei prezzi. Per sfruttare i movimenti borsistici del piombo, in aggiunta al future trattato all’Ime, a Piazza Affari sono disponibili due certificati di tipo benchmark targati Banca Imi (codice Isin IT0004506447) e Rbs (NL0009480326).

Autore: Gianluigi Raimondi

Fonte: Borsa e Finanza del 20 novembre 2010

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