WisdomTree indica un prezzo dell’oro di 4.789 dollari l’oncia, arrotondato a circa 4.800, per il terzo trimestre del 2027.
Articolo creato dalla Redazione di ETFWorld.it
Nitesh Shah, Head of Commodities and Macroeconomic Research di WisdomTree Europe
La stima è contenuta nell’outlook pubblicato nell’ottobre 2026 da Nitesh Shah, Head of Commodities and Macroeconomic Research di WisdomTree Europe. Il modello combina le previsioni di consenso su dollaro, rendimenti dei Treasury e inflazione con un’ipotesi prudente sul posizionamento speculativo nei future. Secondo l’analisi, a sostenere il metallo contribuiscono ancora la domanda delle banche centrali e quella di nuovi acquirenti istituzionali.
Al 2 novembre 2026 l’oro quotava circa 3.898 dollari l’oncia, dopo il massimo storico vicino a 5.600 dollari toccato a fine gennaio 2026. Il livello indicato da WisdomTree si colloca quindi circa il 23% sopra la quotazione corrente.
Il premio di valutazione si è riassorbito
Secondo WisdomTree, l’oro entra nell’ultimo trimestre del 2026 su basi più solide dopo la brusca inversione del rally precedente. All’inizio dell’anno il metallo sovraperformava la maggior parte degli altri asset; in seguito i prezzi sono tornati intorno ai livelli di dicembre 2025. La correzione ha riassorbito gran parte dei guadagni che il modello della società non riusciva a spiegare per buona parte del 2025 e all’inizio del 2026. Prezzi effettivi e prezzi stimati dal modello risultano ora «sostanzialmente allineati».
Per Shah, un eventuale nuovo rally partirebbe quindi da un premio di valutazione inferiore a quello che aveva accompagnato il rialzo precedente. «Riteniamo che gran parte della correzione sia ormai alle spalle, sebbene rimangano possibili ulteriori flessioni», si legge nel documento.
Oro, dollaro e rendimenti dei Treasury
L’analisi osserva che l’attenzione dei mercati si è spostata verso il comparto obbligazionario. Gli elevati livelli di debito pubblico e le ingenti esigenze di rifinanziamento hanno sollevato dubbi sulla sostenibilità dei conti pubblici e sul rendimento richiesto per detenere debito sovrano. A questo si aggiunge l’indebitamento per finanziare gli investimenti nell’intelligenza artificiale e in altre tecnologie, che aumenta l’offerta di titoli da assorbire.
In questo contesto, secondo WisdomTree, l’oro ha mostrato un andamento relativamente stabile. La relazione tra oro e titoli di Stato USA indicizzati all’inflazione è diventata meno stabile negli ultimi anni. La performance recente del metallo è stata comunque migliore di quanto suggerirebbe la sola relazione storica con i tassi reali. Lo stesso vale per il dollaro: nonostante il rafforzamento della valuta statunitense, l’oro ha tenuto meglio di quanto indicherebbe la tradizionale relazione inversa.
Due scenari per i rendimenti obbligazionari
WisdomTree distingue due possibili origini di un aumento dei rendimenti:
un rialzo dovuto a una crescita più robusta e a una politica monetaria più restrittiva, che può penalizzare l’oro;
un rialzo legato al deterioramento della fiducia nella solidità dei conti pubblici, che può invece rafforzare la domanda di oro.
Le previsioni di consenso indicano per il prossimo anno un dollaro più debole e rendimenti nominali dei Treasury in calo. Se questo scenario si realizzasse, due fattori che hanno recentemente pesato sull’oro diventerebbero favorevoli all’interno del modello.
Il ruolo difensivo dell’oro nel ciclo economico
WisdomTree ha suddiviso il ciclo economico in quattro fasi — recessione, rallentamento, espansione e boom — sulla base del composite leading indicator (CLI) dell’OCSE. Nella classificazione della società, recessione e boom rappresentano ciascuna il 10% delle osservazioni mensili, rallentamento ed espansione il 40% ciascuna. L’analisi copre dati mensili da gennaio 1980 a settembre 2026; per le azioni statunitensi è stato utilizzato l’S&P 500 Total Return Index, per l’oro il prezzo pomeridiano LBMA.
Il risultato indica che l’oro ha registrato la performance media migliore nelle fasi di recessione, mentre un rallentamento moderato si è rivelato meno favorevole. WisdomTree precisa che le fasi del ciclo seguono una classificazione interna e non coincidono necessariamente con le definizioni ufficiali di recessione. Le medie storiche, aggiunge la società, non garantiscono protezione in ogni fase di debolezza.
Domanda istituzionale: assicurazioni cinesi, fondi pensione indiani e Tether
L’outlook individua tre sviluppi che hanno ampliato la base di investitori istituzionali nell’oro:
il programma pilota cinese, avviato a febbraio 2025, che consente a determinate compagnie assicurative di investire in oro;
l’apertura, verso la fine del 2025, alla possibilità per i fondi pensione indiani di investire in ETF su oro e argento;
l’espansione delle riserve auree di Tether, emittente della stablecoin USDT.
I flussi verso gli ETP sull’oro in Cina e in India si sono rafforzati in corrispondenza di queste aperture. WisdomTree sottolinea però che i dati aggregati non permettono di stabilire quanto abbiano acquistato effettivamente assicurazioni e fondi pensione. I flussi includono una platea più ampia di investitori e parte dell’attività istituzionale può passare per altri canali.
Secondo l’interpretazione della società, le allocazioni iniziali dei nuovi investitori potrebbero aver contribuito all’impennata della domanda. Se si trattava della costruzione di posizioni strategiche, l’effetto sui prezzi può essere stato superiore a quello degli acquisti successivi. Un aumento del numero di istituzioni coinvolte o delle quote di portafoglio potrebbe prolungare il sostegno.
Gli acquisti stimati di Tether
WisdomTree considera Tether un operatore rilevante, con acquisti paragonabili a quelli di alcune delle maggiori banche centrali considerate singolarmente. Gli acquisti per le riserve sono distinti dall’oro posto a garanzia del token XAU₮.
Le stime della società, basate sulle attestazioni trimestrali delle riserve di Tether e sui prezzi LBMA, sono le seguenti: 11 tonnellate nel primo trimestre 2025, 12 nel secondo, 26 nel terzo e 27 nel quarto; 13 tonnellate nel primo trimestre 2026 e 14 nel secondo. Nel primo semestre 2026 gli acquisti stimati ammontano quindi a 27 tonnellate, contro 53 tonnellate nel secondo semestre 2025. Secondo WisdomTree, l’aumento del prezzo dell’oro potrebbe spiegare in parte il minore tonnellaggio, nel caso in cui gli acquisti seguissero un importo in dollari sostanzialmente stabile. La società precisa che le informazioni disponibili non consentono di verificare l’esistenza di una politica di allocazione fissa.
Banche centrali: acquisti consistenti, dati incompleti
Gli acquisti di oro da parte delle banche centrali sono aumentati in modo marcato dal 2022, in un contesto segnato dalle sanzioni contro la Russia e dall’interesse per la diversificazione delle riserve. WisdomTree segnala però che la limitata trasparenza rende difficile inserire questa domanda nel modello in modo affidabile.
Le variazioni dichiarate, rilevate dalle statistiche finanziarie internazionali (IFS) del Fondo monetario internazionale e dalle comunicazioni delle autorità nazionali, coprono solo una parte dell’attività stimata. Le stime del World Gold Council, elaborate con Metals Focus, includono le operazioni non dichiarate, ma sono pubblicate con ritardo e possono essere riviste in misura sostanziale.
I dati più recenti mostrano una forte ripresa degli acquisti netti nel secondo trimestre 2026, dopo un primo trimestre più debole e rivisto. Le comunicazioni mensili indicano che gli acquisti sono proseguiti nel terzo trimestre: gli acquisti dichiarati dalla Cina hanno registrato un’accelerazione; la Polonia è rimasta tra i principali acquirenti; la Russia ha comunicato riduzioni delle proprie riserve auree; la Turchia ha effettuato vendite consistenti nella prima parte dell’anno. Nel caso turco, WisdomTree collega le vendite alle fasi di pressione sulla valuta e al ruolo dell’oro come fonte di liquidità. Vendite di questo tipo possono esercitare pressioni iniziali sui prezzi senza modificare, secondo la società, le motivazioni di investimento di lungo periodo.
Le ipotesi del modello al terzo trimestre 2027
Lo scenario di consenso utilizzato da WisdomTree prevede un deprezzamento del dollaro, una discesa dei rendimenti nominali dei Treasury e una moderazione dell’inflazione. Su quest’ultimo punto il documento cita anche la progressiva attenuazione delle perturbazioni alle forniture energetiche legate al Medio Oriente. Per il posizionamento speculativo nei future sull’oro la società adotta un’ipotesi di 150.000 contratti, inferiore alla media di lungo periodo di circa 200.000.
Le ipotesi principali per il terzo trimestre 2027 sono: inflazione al 2,4%; rendimento nominale del Treasury a 10 anni al 4,66%; Dollar Index (DXY) a 98,4; posizionamento speculativo a 150.000 contratti; prezzo dell’oro stimato a 4.789 dollari l’oncia. Fonte: WisdomTree, sondaggio Bloomberg tra economisti professionali, ottobre 2026.
Dominanza fiscale: il rischio esterno allo scenario
L’outlook riprende le preoccupazioni sui conti pubblici già espresse da WisdomTree nelle prospettive per il 2025 e le considera tuttora irrisolte. Debito elevato e costi di servizio crescenti aumentano il rischio di dominanza fiscale, cioè una situazione in cui le esigenze di finanziamento dei governi limitano la politica monetaria e ostacolano la stabilità dei prezzi.
In questo caso le banche centrali potrebbero essere spinte ad allentare la politica monetaria prima che l’inflazione sia sotto controllo. I rendimenti a lungo termine non scenderebbero necessariamente, perché gli investitori potrebbero chiedere un premio maggiore per l’inflazione e per la minore credibilità delle politiche. L’oro subirebbe allora la pressione dei rendimenti nominali più alti, ma beneficerebbe della domanda di protezione contro la svalutazione monetaria. WisdomTree precisa che la dominanza fiscale «rappresenta un rischio rispetto allo scenario di consenso, anziché un’ipotesi incorporata nelle nostre previsioni».
Analisi di sensibilità
Il documento include tabelle che mostrano il prezzo stimato dell’oro al variare di due ipotesi alla volta, a parità delle altre. Alcuni valori: con DXY a 96 e rendimento decennale al 4,23% (inflazione al 2,4% e 150.000 contratti), il modello indica circa 4.921 dollari; con DXY a 90 e rendimento al 2,12%, la stima sale a 5.378 dollari; con DXY a 114 e rendimento all’8,46%, la stima scende a 3.819 dollari; con DXY a 99, un posizionamento speculativo nullo porta la stima a 4.368 dollari, contro 4.772 dollari con 150.000 contratti. WisdomTree precisa che si tratta di stime condizionate e che le tabelle non considerano tutte le interazioni tra condizioni economiche, comportamento degli investitori e fonti di domanda escluse dal modello.
Conclusioni
WisdomTree mantiene una visione positiva sull’oro fino al terzo trimestre 2027, con un prezzo stimato di circa 4.800 dollari l’oncia. La stima si basa su un dollaro più debole, rendimenti dei Treasury in calo e un posizionamento speculativo inferiore alla media storica. Il principale rischio di breve periodo indicato dalla società è che rendimenti e dollaro restino elevati più a lungo del previsto. Le preoccupazioni sulla sostenibilità del debito pubblico potrebbero però sostenere la domanda di oro, in particolare se la fiducia negli asset sovrani si indebolisse.
Se vuoi saperne di più : Gli Exchange Traded Funds (ETF): Guida Completa – Funzionamento, Costi e Rischi
Fonte: ETFWorld.it





