HANetf e Sprott Asset Management hanno avviato il 23 settembre 2026 la quotazione su Borsa Italiana e sulle principali piazze europee dello Sprott Rare Earths Ex-China UCITS ETF, con ticker REXC.
Articolo creato dalla Redazione di ETFWorld.it
John Ciampaglia, Chief Executive Officer di Sprott Asset Management
Il fondo investe in società che operano al di fuori della Cina lungo la filiera delle terre rare, quindi in attività di estrazione, separazione, raffinazione e produzione. Le due società lo presentano come il primo ETF UCITS pure-play dedicato alle terre rare ex-Cina.
Il lancio, annunciato da Londra, avviene in una fase in cui governi e produttori cercano fonti di approvvigionamento alternative alla Cina. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, citata nel comunicato, nel 2024 la Cina ha rappresentato il 91% della produzione mondiale raffinata di terre rare destinate ai magneti.
Le caratteristiche del fondo
L’ETF punta a offrire un’esposizione mirata a società non cinesi attive nella filiera delle terre rare. L’approccio pure-play privilegia le aziende che ricavano dalla filiera delle terre rare la maggior parte dei propri ricavi o asset.
Secondo quanto riportato da Funds Europe ed ETF Express, il fondo replica il Nasdaq Sprott Rare Earths Ex-China Capped Index (NSREXCU). L’indice seleziona le società in base all’esposizione alle terre rare, misurata sui ricavi o sugli asset, nelle fasi di estrazione, separazione, raffinazione e produzione.
I titoli cinesi non sono ammessi. Sono escluse sia le società domiciliate in Cina sia le azioni classificate come China A-Shares, B-Shares, H-Shares, N-Shares, Red Chips, P Chips o S Chips. L’indice viene ribilanciato trimestralmente e ricostituito ogni sei mesi.
Scheda del prodotto
Nome: Sprott Rare Earths Ex-China UCITS ETF
Ticker: REXC
Indice: Nasdaq Sprott Rare Earths Ex-China Capped Index (NSREXCU)
TER: 0,65%
Piattaforma: HANetf
Partner: Sprott Asset Management
Quotazione: Borsa Italiana e altre principali Borse europee, dal 23 settembre 2026
Ribilanciamento: trimestrale; ricostituzione semestrale
Cosa sono le terre rare e dove si usano
Le terre rare sono un gruppo di 17 elementi metallici. Le loro proprietà magnetiche, ottiche e chimiche le rendono fondamentali per numerose tecnologie avanzate.
Tra le applicazioni principali ci sono i magneti permanenti impiegati nei veicoli elettrici, nelle turbine eoliche e nei sistemi di difesa. Le terre rare trovano spazio anche in componenti per data center e infrastrutture di comunicazione.
Questi elementi sono relativamente abbondanti nella crosta terrestre, ma i giacimenti economicamente sfruttabili sono meno comuni. Inoltre, i processi di separazione sono tecnicamente complessi e richiedono molta energia.
Una filiera ancora concentrata
Le catene di approvvigionamento globali delle terre rare restano fortemente concentrate. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, nel 2024 la Cina ha rappresentato:
il 91% della produzione mondiale raffinata di terre rare destinate ai magneti;
il 94% della produzione di magneti permanenti sinterizzati.
Questa concentrazione, insieme ai controlli sulle esportazioni introdotti dalla Cina, ha aumentato l’urgenza per governi e imprese di sviluppare fonti alternative. Le terre rare sono considerate materiali essenziali per la competitività industriale e la sicurezza nazionale.
Il sostegno pubblico e il caso MP Materials
Il sostegno pubblico al settore sta andando oltre i semplici accordi di fornitura. Include infatti strumenti pensati per incentivare gli investimenti nella produzione al di fuori della Cina.
Nel luglio 2025 MP Materials ha siglato un accordo decennale con il governo statunitense. L’intesa prevede un prezzo minimo di 110 dollari al chilogrammo per i prodotti a base di neodimio-praseodimio, componenti chiave per i magneti permanenti.
Secondo il comunicato, meccanismi di questo tipo possono offrire maggiore visibilità sui ricavi e sostenere gli investimenti in nuova capacità produttiva. Le società del settore restano comunque esposte a rischi finanziari, operativi e di mercato.
John Ciampaglia, Chief Executive Officer di Sprott Asset Management, ha spiegato che le terre rare si collocano all’incrocio tra sicurezza nazionale, sicurezza energetica e leadership tecnologica. Mentre i governi dei mercati sviluppati rafforzano le filiere di approvvigionamento fuori dalla Cina, secondo Ciampaglia le società attive nella catena del valore ex-Cina sono posizionate in modo strategico. Sprott si è detta lieta di collaborare con HANetf per offrire agli investitori europei un accesso mirato a questa opportunità tramite un ETF.
Hector McNeil, Co-Founder e Co-CEO di HANetf, ha aggiunto che il nuovo lancio amplia la partnership con Sprott. Le terre rare, ha osservato, sono centrali in alcuni dei principali temi d’investimento che stanno plasmando i mercati, dalla difesa alla sicurezza energetica, fino all’elettrificazione e alle tecnologie avanzate. REXC offre agli investitori europei un accesso mirato alle società impegnate nello sviluppo di filiere delle terre rare fuori dalla Cina e si affianca ai prodotti Sprott già presenti sulla piattaforma HANetf dedicati a uranio, rame e argento. McNeil ha inoltre sottolineato che Sprott continua ad ampliare la propria gamma europea insieme a HANetf, mettendo a disposizione di un numero crescente di investitori la propria competenza nelle materie prime critiche attraverso la struttura UCITS ETF.
La gamma HANetf-Sprott e la versione statunitense
REXC è il sesto prodotto di Sprott sulla piattaforma HANetf. Al 18 settembre 2026 la gamma aveva raggiunto complessivamente 646,90 milioni di dollari di masse in gestione. I prodotti Sprott già presenti sulla piattaforma sono dedicati a uranio, rame e argento.
Il fondo UCITS segue la strategia già proposta negli Stati Uniti. Il 15 aprile 2026 Sprott ha lanciato sul Nasdaq lo Sprott Rare Earths Ex-China ETF, con lo stesso ticker REXC. La versione statunitense replica il Nasdaq Sprott Rare Earths Ex-China Index (NSREXC), mentre quella UCITS replica la versione “Capped” dello stesso indice.
Conclusioni
Con la quotazione su Borsa Italiana, gli investitori italiani hanno a disposizione un ETF UCITS dedicato alle società delle terre rare con sede o attività al di fuori della Cina. Il fondo ha un TER dello 0,65% e segue un indice che esclude tutte le categorie di titoli cinesi e seleziona le società in base alla quota di ricavi o asset legata alle terre rare.
Il contesto di riferimento resta la forte concentrazione della filiera in Cina e le politiche pubbliche avviate nei Paesi sviluppati per creare fonti alternative.
| Nome | Sprott Rare Earths ex-China UCITS ETF – Accumulating |
| ISIN | IE0009D15VO0 |
| Valuta di denominazione | USD |
| Valuta di negoziazione | EUR |
| Commissione di gestione | 0,65% |
| Benchmark | Nasdaq Sprott Rare Earths Ex-China Capped Index |
Se vuoi saperne di più : Gli Exchange Traded Funds (ETF): Guida Completa – Funzionamento, Costi e Rischi
Fonte: ETFWorld.it









