Tra shock energetici, deficit di metalli strategici e il ritorno di El Niño, Mobeen Tahir (WisdomTree) delinea lo scenario fino al 2027: un paniere diversificato resta l’arma migliore per gli investitori.
Articolo creato dalla Redazione di ETFWorld.it
Mobeen Tahir, Director, Macroeconomic Research & Tactical Solutions, WisdomTree
Nel suo ultimo outlook sulle materie prime con orizzonte 2027, WisdomTree dipinge il quadro di un mercato in perenne movimento, dove le pressioni rialziste non si esauriscono, ma si spostano continuamente da un comparto all’altro. Secondo l’analisi firmata da Mobeen Tahir, dopo i record storici di oro e argento di gennaio e lo shock petrolifero innescato dalle tensioni USA-Iran, i riflettori si sono ora accesi sui metalli industriali e sui prodotti agricoli. Il ritorno del fenomeno climatico El Niño e le fragilità nelle catene di approvvigionamento dei fertilizzanti impongono una riflessione strategica: per WisdomTree, la soluzione per gli investitori non è inseguire il singolo trend, ma mantenere un’esposizione diversificata sull’intero paniere delle commodities.
Petrolio: scorte in esaurimento e il “cuscinetto” che non c’è più
Il conflitto tra Stati Uniti e Iran ha colpito al cuore il sistema energetico globale, bloccando di fatto lo Stretto di Hormuz e danneggiando gravemente un impianto di GNL in Qatar, la cui riparazione potrebbe richiedere anni. Al culmine della crisi, i prezzi del petrolio hanno sfiorato il raddoppio.
Se nel precedente outlook le scorte accumulate nell’ultimo anno avevano agito da “cuscinetto” ammortizzando lo shock iniziale, oggi queste riserve si sono notevolmente ridotte. Il mercato è quindi molto più esposto a nuove tensioni. Inoltre, lo Stretto di Hormuz è vitale per i fertilizzanti (di cui veicola un terzo dei volumi globali): le forti oscillazioni dei loro prezzi, seppur rientrate in poche settimane, accendono un campanello d’allarme. WisdomTree segnala l’inflazione alimentare come un rischio concreto e persistente fino al 2027: anche in uno scenario di pace, l’esaurimento delle scorte manterrà strutturalmente alto il premio al rischio sui mercati energetici.
Metalli strategici: elezioni USA, transizione e deficit strutturali
Il caro energia ha pesantemente influenzato le bollette delle famiglie statunitensi, diventando un tema centrale nel dibattito politico in vista delle elezioni di metà mandato di novembre. Un Congresso repubblicano spingerebbe per la produzione di gas, mentre uno democratico alleggerirebbe i freni sulle rinnovabili; l’uranio, tuttavia, gode di un raro sostegno bipartisan.
Sul piano strutturale, le previsioni di Wood Mackenzie e Morgan Stanley (maggio 2025) tracciano uno scenario critico: nei prossimi due decenni si profileranno deficit di offerta massicci per litio, cobalto, nichel, terre rare e rame. Per il solo litio, la carenza potrebbe toccare l’85% entro il 2045. Il dominio cinese nella lavorazione di questi materiali ha spinto USA, UE e Giappone a cercare accordi di fornitura autonomi. La recente volatilità sui dazi statunitensi sul rame dimostra quanto la geopolitica continuerà a dettare le regole del gioco.
Oro e Inflazione: l’impatto inatteso dell’Intelligenza Artificiale
L’impennata dei costi energetici ha riacceso l’inflazione negli USA e in Eurozona, costringendo Federal Reserve e BCE a rivedere i propri piani di taglio dei tassi. A complicare lo scenario ci pensa l’Intelligenza Artificiale: se nel lungo periodo l’IA promette guadagni di produttività disinflazionistici, nella fase attuale il suo sviluppo sta assorbendo enormi quantità di energia, attrezzature e manodopera, generando un effetto inflazionistico nel breve termine. Il pavimento dell’inflazione, oggi, è strutturalmente più alto rispetto all’ultimo decennio.
In questo contesto, l’oro ha toccato un picco record superiore a 5.595 dollari l’oncia all’inizio del 2026, per poi correggere a seguito delle rassicurazioni del nuovo presidente della Fed e delle vendite per fabbisogni di liquidità legate al conflitto iraniano. WisdomTree legge questa correzione come un riassestamento salutare all’interno di un rally ancora intatto: il modello proprietario indica un fair value di circa 4.563 dollari l’oncia entro il secondo trimestre del 2027.
La doppia spinta su Rame e Terre Rare: Data Center e Difesa
L’elettrificazione sta ridefinendo i consumi energetici. Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, la domanda di elettricità crescerà più rapidamente del PIL globale, trainata da data center, sistemi di raffreddamento e veicoli elettrici. Il rame è al centro di questa tempesta perfetta: i data center da soli aggiungono centinaia di migliaia di tonnellate di richiesta annua, in un mercato che dovrà affrontare un deficit di milioni di tonnellate entro il 2035.
A questo si somma la spesa per la difesa, che nel 2025 ha toccato il record di 2.900 miliardi di dollari (si pensi che un singolo caccia F-35 richiede oltre 400 kg di terre rare). Rame, alluminio, argento, litio e uranio si trovano esattamente all’intersezione tra la domanda generata dall’IA e quella legata al riarmo globale, con stime destinate a ulteriori revisioni al rialzo.
El Niño e il rischio alimentare: il picco deve ancora arrivare
La NOAA ha confermato il ritorno di El Niño, in un contesto di temperature di base già record e con le supply chain dei fertilizzanti ancora fragili. Il picco del fenomeno è atteso tra novembre 2026 e febbraio 2027. Poiché gli effetti devastanti sull’agricoltura si manifestano con un ritardo di 6-12 mesi, la vera stretta su raccolti e prezzi alimentari è ancora di là da venire.
I rischi maggiori per l’Asia riguardano riso, zucchero e caffè. La produzione di grano australiano potrebbe crollare di 9 milioni di tonnellate, mentre il cacao dell’Africa occidentale rischia il collasso per le inondazioni. Sebbene Argentina e sud degli USA possano offrire un parziale sollievo, WisdomTree avverte: con i prezzi ancora lontani dai picchi del 2022, le sorprese saranno prevalentemente al rialzo.
Perché scegliere un’allocazione diversificata (e indici di terza generazione)
Nonostante la transizione energetica, i combustibili fossili fornivano ancora circa un terzo dell’energia globale nel 2025, con una domanda di petrolio e gas prevista in moderata crescita fino al 2035. Un paniere diversificato rimane quindi il miglior riflesso delle pressioni dell’economia reale.
Tuttavia, non basta esporarsi alle materie prime: come ci si espone fa la differenza. WisdomTree evidenzia il divario abissale nella costruzione degli indici: il Bloomberg Commodity Index di prima generazione ha reso appena il 2,7% dal 2006. Al contrario, un indice di terza generazione, che ottimizza l’esposizione sfruttando la struttura a termine (term structure) e il momentum — come il WisdomTree Enhanced Commodity Index — avrebbe generato un rendimento superiore al 330% nello stesso periodo (dal 15 maggio 2006 al 17 luglio 2026, in USD, total return).
Conclusioni
L’outlook di WisdomTree fino al 2027 descrive un mondo in cui l’energia viene ri-prezzata, l’offerta di metalli si contrae, i sistemi alimentari sono sotto stress climatico e la frammentazione geopolitica spinge verso i beni rifugio. I temi trainanti cambieranno volto nel tempo, ma le forze di fondo — scarsità, geopolitica e domanda strutturale — sono destinate a rimanere. Per gli investitori, la conclusione è chiara: un’esposizione diversificata e intelligente all’intero comparto delle materie prime non è solo una copertura, ma una componente strategica imprescindibile.
Se vuoi saperne di più : Gli Exchange Traded Funds (ETF): Guida Completa – Funzionamento, Costi e Rischi
Fonte: ETFWorld.it









