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KraneShares – SpaceX verso l’IPO: chi pagherà il prezzo del grande ribilanciamento degli indici?

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KraneShares ETF : La valutazione di 1,75mila miliardi di dollari di SpaceX rappresenta più il riflesso di un’eccezionale aspettativa del mercato che un punto di riferimento per la valutazione dell’azienda.

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A cura di Cole Wenner, Marketing Analyst, KraneShares


A quel livello, il mercato sta chiaramente scontando uno scenario estremamente favorevole per il futuro, che tiene conto dei ricavi potenziali derivanti dai lanci spaziali, dai satelliti e dalle attività legate alla difesa, piuttosto che basarsi esclusivamente sui fondamentali attuali. Di conseguenza, una certa dose di FOMO è inevitabile.

SpaceX è diventata una di quelle aziende per cui la narrativa e le aspettative contano quasi quanto i numeri.  Inoltre, SpaceX sta sostenendo oggi ingenti investimenti per rafforzare la propria posizione competitiva nel lungo periodo, in modo simile a molte grandi società tecnologiche a elevata capitalizzazione di mercato che stanno aumentando rapidamente le proprie spese in conto capitale.

L’ingresso sul mercato di questo player potrebbe tuttavia comportare una serie di conseguenze tecniche, sollevando interrogativi su quali titoli rischino di subire le maggiori vendite per fare spazio a SpaceX nei portafogli.

Il sell off tecnico più consistente colpirebbe innanzitutto i titoli che hanno il peso maggiore negli indici di riferimento, semplicemente perché è lì che i fondi passivi possono reperire la maggiore liquidità. In pratica, la pressione si concentrerebbe probabilmente sulle società a mega-capitalizzazione che dominano i tracker dell’S&P 500 e del Nasdaq-100, piuttosto che su un singolo titolo considerato “problematico”. Il punto fondamentale è che l’inclusione di SpaceX imporrebbe un ampio ribilanciamento dei portafogli, non una presa di posizione mirata sui fondamentali delle singole aziende.

Un’operazione di questa portata rischia di innescare un effetto di vera e propria cannibalizzazione a danno di altre grandi realtà quotate.

I titoli maggiormente a rischio di essere “cannibalizzati” sono gli stessi titoli growth a elevata capitalizzazione che occupano le posizioni più alte nella catena degli investimenti passivi. Quando una nuova mega-cap entra nel complesso degli indici, di solito non sottrae capitali a un singolo settore, quanto piuttosto ai giganti già presenti negli indici, che devono fare spazio per effetto dei meccanismi di ribilanciamento. In questo senso, l’operazione riguarda meno un concorrente specifico e più la nascita di un nuovo centro di gravità che attira peso e capitali dal resto dell’indice di riferimento.

Guardando ai dati di bilancio correnti di SpaceX, un deficit accumulato di 41 miliardi di dollari può sembrare impressionante, ma in questo caso il vero dibattito riguarda il percorso verso la scalabilità, non la storia contabile dell’azienda. Gli investitori si concentreranno sulla capacità di SpaceX di trasformare il proprio predominio nei lanci, la crescita di Starlink e le economie di piattaforma in un free cash flow sostenibile nel tempo, perché il mercato è disposto a guardare oltre le perdite attuali quando si tratta di aziende infrastrutturali capaci di definire un’intera categoria. Detto questo, la valutazione ha senso solo se si ritiene che questa sia ancora una fase iniziale della storia dell’azienda, e non quella di una matura società aerospaziale.

Al di là delle dinamiche strettamente finanziarie, per la NASA e il Pentagono, una SpaceX quotata in borsa rappresenta sia un rischio sia un vantaggio. Da un lato, la quotazione porta maggiore trasparenza e una base di capitale più ampia; dall’altro, espone un asset nazionale critico alle pressioni degli azionisti, alla volatilità del mercato e a una maggiore aspettativa di disciplina finanziaria nel breve termine. Dal punto di vista del governo, questo rende ancora più importanti la resilienza e la diversificazione dei fornitori, anche se SpaceX continuerà ad essere un partner essenziale

Un forte ribasso dopo la quotazione non significherebbe automaticamente il “salvataggio” di SpaceX da parte del governo, ma metterebbe in evidenza quanto l’azienda sia diventata strategicamente rilevante. La preoccupazione più probabile riguarderebbe la continuità operativa e la fiducia del mercato, non ci sarebbe bisogno di un vero e proprio salvataggio, perché lo Stato dipende dalle capacità dell’azienda ad operare più che dal prezzo delle sue azioni. Detto questo, una volta che una società è integrata nelle infrastrutture fondamentali del settore spaziale e della difesa, le tensioni di mercato possono rapidamente trasformarsi in una questione politica, piuttosto che rimanere un semplice problema del mercato azionario.

Se vuoi saperne di più : ETF cosa sono e come funzionano

Fonte: ETFWorld.it

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