ETFWorld

ETF in Italia, primo semestre 2026: masse a 221,6 miliardi e scambi su ETFplus in crescita del 60% | L’analisi ETFWorld

  • Home
  • Analisi ETFWorld
  • ETF in Italia, primo semestre 2026: masse a 221,6 miliardi e scambi su ETFplus in crescita del 60% | L’analisi ETFWorld

Iscriviti ai Nostri canali


Borsa Italiana chiude i sei mesi con 2.419 strumenti quotati e 44 emittenti presenti sul listino. In Europa la raccolta netta tocca il record di 265,65 miliardi di dollari. L’analisi esclusiva di ETFWorld.it sui dati del semestre.

Se vuoi ricevere le principali notizie di ETFWorld.it iscriviti alle Nostre Newsletters gratuite. Clicca qui per iscriverti gratuitamente


L’analisi ETFWorld  : primo semestre 2026


Articolo a cura della Redazione di ETFWorld.it. Elaborazione e sintesi originali di ETFWorld su dati di fonte pubblica; riproduzione riservata.


Il mercato ETF in Italia ha chiuso il primo semestre 2026 con il patrimonio investito in ETF, ETC ed ETN quotati su Borsa Italiana pari a 221,6 miliardi di euro, contro i 187,3 miliardi di fine 2025: un aumento del 18,3% in sei mesi. I controvalori scambiati sul mercato ETFplus sono cresciuti del 60,4% rispetto allo stesso periodo del 2025 e il numero delle operazioni del 72,9%, secondo il rapporto semestrale di AMF Italia – Associazione Intermediari Mercati Finanziari, diffuso il 17 luglio. È il comparto con la crescita più marcata fra tutti i mercati gestiti da Borsa Italiana. Il dato si inserisce in un contesto europeo di raccolta record: 265,65 miliardi di dollari di flussi netti nei primi sei mesi, secondo ETFGI.

Per ricostruire il quadro degli ETF in Italia nel primo semestre 2026, ETFWorld ha messo a confronto le rilevazioni di AMF Italia, Borsa Italiana, ETFGI, Amundi e Assogestioni su tre piani: masse e scambi sul listino milanese, composizione dell’offerta, flussi e performance a livello europeo.

Le masse su ETFplus: 221,6 miliardi al 30 giugno

La progressione delle masse è stata continua lungo tutto il semestre. Il patrimonio complessivo investito in ETF, ETC ed ETN negoziati a Milano era pari a 193,3 miliardi di euro a fine marzo e a 208 miliardi a fine aprile, per arrivare a 221,6 miliardi al 30 giugno.

La composizione resta concentrata sull’azionario dei mercati sviluppati, che con 104,6 miliardi di euro di masse gestite si conferma la prima asset class del listino. Seguono i comparti obbligazionari, con 68 miliardi.

Una parte dell’incremento semestrale è riconducibile all’effetto mercato più che ai soli flussi: nel semestre il FTSE MIB ha guadagnato il 15% e gli indici azionari internazionali hanno chiuso i sei mesi in rialzo, come indicato più avanti.

Scambi e operazioni: il comparto più dinamico del listino milanese

Il rapporto AMF Italia sul primo semestre 2026 colloca ETFplus davanti a tutti gli altri comparti per dinamica dei volumi. I controvalori totali salgono del 60,4% e le operazioni del 72,9%. Per confronto, nello stesso periodo Euronext Milan Domestic ha registrato controvalori in aumento del 18,6% con operazioni in calo del 5%, mentre Euronext Growth Milan ha segnato +2,8% sui controvalori e -21,2% sulle operazioni.

Il divario fra crescita dei controvalori e crescita delle operazioni indica un aumento del numero di ordini più rapido di quello dei capitali movimentati, quindi una riduzione del ticket medio. È il profilo tipico di un’operatività a maggiore componente retail.

Da gennaio all’8 maggio il controvalore scambiato su ETFplus aveva già raggiunto 85 miliardi di euro. Nel perimetro complessivo dei mercati di Borsa Italiana, il semestre si è chiuso con oltre 530 miliardi di euro di controvalore, in aumento di quasi il 20% sul primo semestre 2025, con il superamento dei 100 miliardi nel solo mese di marzo.

Sul fronte degli intermediari, Fineco resta il primo operatore sugli ETF con il 20,5% dei volumi e il 32,2% del numero di operazioni nelle classifiche conto terzi aggregate di AMF Italia, e con il 21,22% su ETFplus. Il rapporto rileva per la prima volta anche i dati su Tradeweb (ETF italiani conto terzi): 9,3 miliardi di euro scambiati su oltre 216.000 operazioni.

Quotazioni ed emittenti: Milano prima piazza del gruppo Euronext

Il numero di strumenti quotati su ETFplus è salito a 2.419 a fine giugno, con una crescita netta di circa 200 unità rispetto a fine 2025. Nel solo mese di giugno sono stati ammessi 32 nuovi prodotti.

Il ritmo delle ammissioni è stato sostenuto fin da gennaio. Nei primi due mesi dell’anno erano già state superate le 50 nuove quotazioni di ETF, il 16% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Al 19 maggio le nuove quotazioni di ETF UCITS da inizio anno avevano superato quota 100, in aumento del 18% sul 2025; considerando anche ETC ed ETN, le nuove ammissioni erano oltre 160.

Il numero di emittenti presenti sul mercato italiano degli ETF è passato da 37 di un anno prima a 44. Milano si conferma la prima piazza del gruppo Euronext per gli ETF, seconda nell’Eurozona dopo Xetra di Francoforte e terza in Europa includendo Londra, sia per numero di prodotti sia per controvalori e masse.

Da segnalare, a febbraio, l’apertura del segmento professionale di ETFplus dedicato agli ETP su criptovalute, riservato ai soli investitori professionali. 21Shares vi ha quotato 27 prodotti della propria gamma, WisdomTree otto. Gli strumenti sono negoziati in euro, compensati da Euronext Clearing e regolati tramite Euronext Securities Milan.

Gli ETF a gestione attiva conquistano spazio

Circa il 40% delle nuove ammissioni di ETF su Borsa Italiana da inizio 2026 riguarda prodotti a gestione attiva. Nel semestre hanno debuttato sul listino milanese gamme attive di State Street, Xtrackers (DWS), Columbia Threadneedle e Invesco, quest’ultima con quattro comparti sul credito corporate investment grade in euro negoziabili dal 1° giugno.

Il fenomeno è europeo. Secondo ETFGI, gli ETF a gestione attiva quotati in Europa hanno raccolto 26,63 miliardi di dollari nel primo semestre 2026, contro i 13,36 miliardi dello stesso periodo 2025: una raccolta quasi raddoppiata. A giugno i flussi netti sono stati pari a 6,36 miliardi. A livello globale, il patrimonio degli ETF attivi ha toccato a fine maggio il record di 2,49 trilioni di dollari, con una raccolta da inizio anno di 411,75 miliardi.

Accanto agli attivi, nel semestre si è registrato un rinnovato interesse per i prodotti tematici, in particolare su tecnologia, difesa militare e infrastrutture. Il monitoraggio delle nuove ammissioni su ETFplus curato da ETFWorld conferma la direzione: alle strategie indicizzate tradizionali si affiancano in modo sempre più consistente comparti a gestione discrezionale, su asset class sia azionarie sia obbligazionarie.

Azionario italiano e prodotti PIR: le novità di giugno e luglio

A fine giugno iM Global Partner ha portato su Borsa Italiana la classe ETF dell’iMGP Italian Opportunities Fund (ticker ITAL, ISIN LU3411931689), presentata come il primo ETF UCITS a gestione attiva focalizzato esclusivamente sull’azionario italiano. La classe ETF è stata lanciata il 16 giugno 2026, ha spese correnti dell’1,00% annuo e una dimensione del fondo pari a 37,5 milioni di euro.

Il 1° luglio, a semestre appena concluso, è stato quotato su ETFplus l’Investlinx Intermonte Valore Italia Active PIR UCITS ETF (ticker WITA, ISIN IE000EDOZV89), primo ETF a gestione attiva e PIR compliant costruito sulle PMI quotate a Piazza Affari. Lo strumento, ad accumulazione, ha un TER dello 0,85% e nasce dal progetto PMI2Change di Banca Generali e Intermonte, che comprende anche l’indice Intermonte Valore Italia: cento società quotate a Milano, escluse dal FTSE MIB, con capitalizzazione fino a un miliardo di euro. L’obiettivo di raccolta iniziale dichiarato è di 100 milioni di euro, con un traguardo di 500 milioni nel medio termine.

Il profilo PIR consente, al rispetto dei vincoli di legge e con un periodo minimo di detenzione di cinque anni, l’esenzione dall’imposta sulle plusvalenze e dall’imposta di successione. Secondo i dati diffusi al lancio, le società quotate italiane sotto il miliardo di capitalizzazione rappresentano circa l’80% delle quotate per numero e il 3% del controvalore complessivo di mercato; le cento società dell’indice esprimono, secondo i dati di fine 2025, circa 33 miliardi di euro di fatturato aggregato e quasi 120.000 dipendenti.

Raccolta ETF in Europa: record da 265,65 miliardi di dollari

Il primo semestre 2026 è il migliore di sempre per l’industria europea degli ETF. Secondo ETFGI, i flussi netti sono stati pari a 265,65 miliardi di dollari, contro il precedente record di 176,09 miliardi del 2025 e i 111,95 miliardi del 2021. A giugno la raccolta è stata di 44,74 miliardi, quarantacinquesimo mese consecutivo di flussi positivi.

Il patrimonio dell’industria europea si attestava a 3,74 trilioni di dollari a fine giugno, in crescita del 16,1% dai 3,22 trilioni di fine 2025, ma in calo rispetto al massimo storico di 3,77 trilioni di fine maggio. La flessione mensile deriva dall’andamento dei mercati e dei cambi, non dai flussi, rimasti ampiamente positivi.

A fine giugno l’industria europea contava 3.902 prodotti, 16.148 quotazioni e 160 emittenti, su 32 borse in 26 Paesi. I primi cinque operatori controllano il 75,1% del patrimonio complessivo e hanno intercettato il 66,7% della raccolta da inizio anno:

  • iShares: 39,6% di quota e 1,48 trilioni di dollari di masse
  • Amundi ETF: 12,5% e 469,4 miliardi
  • Xtrackers (DWS): 10,2% e 380,7 miliardi
  • Vanguard: 7,3% e 274,1 miliardi
  • UBS ETFs: 5,4% e 202,6 miliardi

La quota di iShares è scesa dal 40,4% di fine 2025 al 39,6% di fine giugno, mentre il peso dei primi tre emittenti è passato dal 63,3% al 62,3%. Il prodotto con la raccolta più alta a giugno è stato il Vanguard FTSE All-World UCITS ETF (VWRD LN), con 4,04 miliardi di dollari.

Dove sono andati i flussi: azionario, obbligazionario, materie prime

Sui dati ETFGI, gli ETF azionari quotati in Europa hanno raccolto 182,77 miliardi di dollari nel semestre, contro i 120,65 miliardi dello stesso periodo 2025, pari a circa il 69% del totale. Gli obbligazionari si sono fermati a 54,20 miliardi, da 32,69 miliardi, con un peso vicino al 20%. Le materie prime restano marginali: 3,04 miliardi da inizio anno, meno dei 7,05 miliardi del primo semestre 2025, con giugno chiuso in deflusso per 1,04 miliardi.

Il report trimestrale di Amundi, che considera i soli ETF UCITS domiciliati in Europa e misura i flussi in euro, indica per il secondo trimestre una raccolta netta di 113,6 miliardi di euro, in aumento dell’80% sul secondo trimestre 2025 e superiore ai 105,8 miliardi del primo trimestre. Il dettaglio del trimestre:

  • Azionario: 83,9 miliardi di euro, contro 45,1 miliardi nel secondo trimestre 2025. Le esposizioni azionarie globali all-country hanno raccolto circa 34,3 miliardi, quelle statunitensi 26 miliardi (da 8,2 miliardi nel primo trimestre). Le azioni europee hanno registrato deflussi.
  • Settoriali: 5,5 miliardi verso l’information technology e 2,7 miliardi verso gli industriali; domanda più debole su utilities e healthcare.
  • Reddito fisso: circa 29,5 miliardi, da 19,5 miliardi nel primo trimestre. I titoli di Stato hanno raccolto 11,5 miliardi, il credito corporate investment grade 6,9 miliardi, da 1,8 miliardi.
  • ESG: oltre 21 miliardi in ciascuno dei due trimestri, per un totale semestrale vicino ai 43 miliardi, più del triplo del primo semestre 2025.

I migliori ETF del primo semestre 2026: semiconduttori davanti a tutti

Il semestre è stato condizionato dallo scoppio del conflitto fra Stati Uniti e Iran a fine febbraio, che ha alimentato la volatilità fra marzo e aprile con effetti più persistenti su materie prime e obbligazioni che sull’azionario. I mercati azionari hanno poi recuperato: secondo i dati ETFGI, lo S&P 500 chiudeva giugno con un progresso del 10,21% da inizio anno, i mercati sviluppati esclusi gli Stati Uniti al 14,28% e gli emergenti al 9,77%.

In Italia il FTSE MIB ha archiviato i sei mesi con un rialzo del 15%, miglior indice fra le grandi piazze europee, davanti a Londra (+5,6%) e Francoforte (+2%). Fra le blue chip, i migliori sono stati STMicroelectronics (+187,1%), Saipem (+81,8%) e Prysmian (+69,1%); i peggiori Stellantis (-47,4%), Fincantieri (-40,4%) e Amplifon (-31,1%).

Sul fronte dei fondi indicizzati, secondo le rilevazioni del portale JustETF il miglior ETF azionario del semestre è stato l’iShares MSCI Semiconductors, con un total return in euro del 112%. Il prodotto ha 5,7 miliardi di euro di masse, commissioni annue dello 0,35% e 261 titoli in portafoglio, con Micron Technology al 9% e Nvidia al 6%. Le prime posizioni della classifica sono occupate da ETF sui semiconduttori, con rendimenti compresi fra l’80% e il 110%.

Seguono, per rendimento semestrale:

  • Idrogeno: Global X Hydrogen, +76%, con 49 milioni di masse e 20 titoli
  • Cybersecurity: L&G Cyber Security Innovation, oltre +67%, con 37 titoli
  • Aerospazio: il migliore della categoria a +57%
  • Value: iShares Edge MSCI USA Value Factor, vicino al +50%
  • Data center e quantum computing: total return in euro fra il 45% e il 46%

Fra gli ETF geografici, i migliori sono stati quelli su Corea del Sud (+99% in euro) e Taiwan (+75%), sostenuti dal peso della componente semiconduttori. All’opposto, Cina (-11%) e India (-7,5%). La rotazione ha modificato la composizione dell’indice MSCI All-Country World, dove Taiwan (3,2%) e Corea del Sud (2,8%) occupano ora il terzo e il quarto posto per peso Paese dopo gli Stati Uniti (66%).

Il capitolo metalli preziosi merita attenzione. Dopo il rialzo del 2025 e i massimi di fine gennaio sopra i 5.600 dollari l’oncia, l’oro quotava circa 4.031 dollari il 30 giugno. La correzione aiuta a spiegare i flussi contenuti verso gli ETP su materie prime rilevati da ETFGI, dopo un gennaio in cui a Milano i prodotti su oro e argento erano stati fra i più scambiati del listino, con controvalori mensili fra 545 milioni e 1,7 miliardi di euro.

Il retail italiano: PAC in ETF, commissioni zero e piattaforme digitali

La componente retail è uno dei motori della crescita degli scambi. Secondo la ricerca “The ETF Savings Plan Market in Continental Europe: Recap & Forecast 2030”, commissionata da BlackRock e condotta da extraETF, i piani di accumulo in ETF in Europa continentale sono passati a 15,1 milioni nel 2025, in crescita del 40% sul 2024, e sono attesi a 53,7 milioni nel 2030 con un volume di risparmio annuo di circa 73 miliardi di euro.

Nel 2025 i PAC hanno convogliato 22,7 miliardi di euro di nuovi afflussi sugli ETF, con un importo medio mensile di 125 euro, in calo dai circa 136 euro del 2024. I risparmiatori europei che detengono ETF sono 32,8 milioni, pari al 10% della popolazione adulta e al 25% degli investitori, in aumento del 69% sul 2022. La ricerca colloca l’Italia fra i mercati a più rapida crescita dell’Europa continentale per i piani di accumulo in ETF.

Castellani Gianmarco BlackRock iShares ETF«I piani di accumulo in ETF stanno trasformando il modo di investire», ha dichiarato Gian Marco Castellani, Head of Italy Wealth Sales di BlackRock, indicando nella riduzione delle barriere di accesso il fattore principale della diffusione.

I dati di un singolo operatore aiutano a quantificare il fenomeno sul mercato domestico. Directa SIM ha chiuso il semestre con oltre 166.000 conti attivi al 30 giugno, quasi 30.000 in più rispetto a fine 2025 (+20,9%), circa 3,8 milioni di ordini eseguiti (+30% circa) e asset totali, liquidità inclusa, superiori a 11,5 miliardi di euro (+18,6%). Gli ordini su ETF sono cresciuti di oltre il 60% e rappresentano oggi più di un quarto dell’operatività complessiva. I conti attivi come PAC in ETF sono oltre 37.000.

Busi Andrea Directa SIMSul peso degli ETF nei portafogli della clientela, l’amministratore delegato Andrea Busi ha indicato che «gli ETF rappresentano più del 50% di tutti gli asset della clientela», collegando il risultato anche all’offerta a commissioni zero su circa 700 strumenti. La stessa Directa ha annunciato a fine giugno un accordo con State Street Investment Management per ampliare la gamma di ETF UCITS negoziabili senza commissioni.

ETF e risparmio gestito: la sostituzione dei fondi tradizionali

Il rapporto fra ETF e industria italiana del risparmio gestito è il tema di fondo del semestre. Secondo la Mappa trimestrale di Assogestioni, nel primo trimestre 2026 la raccolta netta complessiva del mercato è stata di 288 milioni di euro, con 2,09 miliardi sui fondi aperti e un patrimonio gestito di 2.582 miliardi a fine marzo. All’interno dei fondi aperti, i prodotti di diritto estero hanno raccolto 5,8 miliardi, mentre quelli di diritto italiano hanno registrato deflussi per 3,7 miliardi.

Rota Alessandro AssogestioniAlessandro Rota, direttore dell’Ufficio Studi di Assogestioni, ha inquadrato la dinamica come una «progressiva sostituzione di fondi tradizionali attivi con Etf indicizzati e attivi». La lettura è coerente con i dati di Borsa Italiana: sono soprattutto le società di gestione estere a quotare ETF sul mercato italiano, e la crescita degli emittenti da 37 a 44 in dodici mesi conferma l’ampliamento della platea di operatori.

I dati Assogestioni relativi al secondo trimestre 2026 non erano ancora disponibili alla data di pubblicazione di questo articolo.

Il nodo fiscale resta aperto

Sul piano normativo il semestre non ha portato modifiche al trattamento fiscale degli ETF per gli investitori italiani. Restano in vigore le regole che qualificano le plusvalenze da ETF come redditi di capitale e le minusvalenze come redditi diversi, con l’impossibilità di compensare le due categorie.

La legge delega fiscale del 2023 prevede il superamento di questa distinzione. Alla data di redazione dell’articolo i decreti attuativi non risultano emanati; il termine indicato per l’esercizio della delega è agosto 2026. Un intervento in questa direzione modificherebbe la convenienza relativa fra ETF e strumenti classificati come redditi diversi, a partire da ETC ed ETN. Si tratta di un punto da verificare presso le fonti ufficiali prima di trarre conclusioni operative.

ETF Italia, primo semestre 2026: il bilancio in sintesi

Il primo semestre 2026 chiude con tre elementi misurabili per il mercato ETF in Italia. Le masse su ETFplus sono salite del 18,3% in sei mesi, a 221,6 miliardi di euro. Gli scambi sono cresciuti del 60,4% in controvalore e del 72,9% in numero di operazioni, il ritmo più elevato fra i comparti di Borsa Italiana. L’offerta si è ampliata a 2.419 strumenti e 44 emittenti, con circa il 40% delle nuove ammissioni di ETF a gestione attiva.

La crescita si appoggia su una parte di effetto mercato — il FTSE MIB ha guadagnato il 15% e gli indici azionari internazionali hanno chiuso in rialzo — e su una parte di flussi strutturali, riconducibili alla diffusione dei PAC in ETF e all’operatività retail sulle piattaforme digitali.

Le variabili da monitorare nel secondo semestre sono tre: la tenuta della raccolta europea dopo un primo semestre che ha già coperto circa il 67% del totale annuo 2025; l’esito dei prodotti attivi sull’azionario italiano e PIR compliant quotati fra giugno e luglio; l’eventuale emanazione dei decreti attuativi sulla compensazione fra plusvalenze e minusvalenze. ETFWorld continuerà a seguire i tre dossier con gli aggiornamenti mensili su masse, scambi e nuove quotazioni del mercato ETFplus.

Se vuoi saperne di più : ETF cosa sono e come funzionano

Fonte: ETFWorld.IT

Investment World

Iscriviti alla Newsletter di ETFWorld.it

Ho letto l'informativa Privacy e autorizzo il trattamento dei miei dati personali per le finalità ivi indicate.