Fonte: Borsa e Finanza
05 Ottobre 2009
Autore: Guido Bellosta
La campagna contro la manipolazione del mercato dei preziosi è condotta dal Gold AntiTrust Action Committee (Gata), un’organizzazione senza fine di lucro americana che già nel….
2001 aveva denunciato sospetti contratti swap avvenuti tra il 31 gennaio e il 1° febbraio 1995. In tale occasione Alan Greenspan negò che la Fed fosse coinvolta in tali gold-swap. Il 24 settembre scorso Business Wire ha segnalato che la Federai Reserve, secondo il -Gata, per la prima volta ha ufficialmente ammesso di «nascondere contratti di gold-swap che non vuole siano a conoscenza del largo pubblico». Nel frattempo, l’attacco delle quotazioni dell’oro oltre il massimo di 1.030 dol-lari per oncia è stato, per la quarta volta, tamponato e respinto da una valanga di vendite provenienti dalle «solite» istituzioni bancarie. Queste operazioni ribassiste hanno come propellente anche la proposta di vendere le 400 tonnellate di metallo giallo detenute dal Fondo Monetario. Proposta di vendita giunta nel momento in cui stavano per scattare le operazioni ribassiste sui mercati future. John Embry, chief inve-stment strategist di Sprott Asset Mana-gement, continua a consigliare l’acqui-sto e il possesso di metalli preziosi «fisici». Al Silver Summet in Sokane della scorsa settimana ha consigliato di abbandonare l’oro «di carta» acquistabile tramite future per concentrarsi soltanto sui fondi che tisicamente detengono il metallo. La sua previsione sul metallo giallo è di un prezzo-obiettivo oltre 1.500 dollari/oncia tra sei mesi. Tutto si basa sulla differenza tra domanda e offerta: questo gap è colmato per oltre 1.000 tonnellate all’anno da vendite effettuate dalle banche centrali.
Fonte: Borsa e Finanza del 3 ottobre 2009









