Fonte: Borsa e Finanza
05 Ottobre 2009
Autore: Gianluigi Raimondi
I fondamentali della domanda e dell’offerta suggeriscono che il rally dell’ultimo mese potrebbe lasciare posto a una correzione dei prezzi….
Con un balzo del 22% a settembre il gas naturale ha registrato il più rapido rialzo mensile dal 2006. Merito del precedente crollo dei prezzi, dell’inizio dello stoccaggio invernale, del pericolo uragani nel golfo del Messico e, non ultimo, della possibile costituzione di un cartello dei produttori. Ma il Dipartimento dell’Energia americano (Eia) stima che entro dicembre le scorte possano segnare un record storico. Infatti, la prima volta, le circa 400 caverne di sale usate negli Usa per stoccare gas naturale sono colme, e i gasometri in Luisiana e nel Mississipi sono talmente pieni che le società stanno pagando penali per aver superato i limiti di scorte e non aver immesso gas sul mercato. E, sempre in base ai calcoli dell’Eia, a causa della crisi economica e dei consumi, quest’anno si stima che la domanda industriale di gas accusi un calo prossimo al 10%. E per l’anno prossimo Barclays Capital prevede un ulteriore contrazione del 9% della richiesta da parte delle centrali elettriche. Una situazione che sul lato dell’offerta, secondo Baker Hugs (terza oil service mondiale), ha portato il mese scorso all’inattività del 56% delle trivelle rispetto allo stesso periodo del 2008. Infine, il mercato deve fare i conti un contango ancora molto elevato, fatto che ribadisce l’attuale surplus di offerta. Tutti elementi che potrebbero presto innescare una correzione dei prezzi. Per sfruttare i movimenti del gas naturale, oltre al future quotato al Nymex di New York, a Piazza Affari sono disponibili tre Etc, due long e uno short (Isin GBOOB15KY104, JEOOB2NFTQ41 e JEOOB24DM351) emessi da Etf Securities, due investment certificate offerti da Abn Amro e Banca Imi (Isin NL0000472082 e IT0004157449) e quattro leverage certificate «mini future bear» targati Abn Amro.
Fonte: Borsa e Finanza del 3 ottobre 2009









