Fonte: Borsa e Finanza
14 Settembre 2009
Autore: Gianluigi Raimondi
L’oro a 1.000 dollari per oncia e i top raggiunti dalle altre commodity hanno fatto crescere l’interesse degli investitori per questi prodotti….
Le materie prime tornano sul podio degli asset con le migliori performance. L’oro ha nuovamente testato, a distanza di sette mesi dall’ultima volta, la soglia tecnica e psicologica dei 1.000 dollari per oncia portando il rialzo trimestrale a oltre il 20%; il petrolio, ancora una volta, ha superato la vetta dei 70 dollari per barile spingendo l’allungo da gennaio a quasi il 60%; il rame si è lasciato alle spalle l’ostacolo tecnico dei 6.000 dollari per tonnellata con un balzo superiore al 100% in poco più di nove mesi. Merito soprattutto dell’indebolimento del biglietto verde e del timore che l’inflazione possa tornare rapidamente a crescere.
Tra i fattori che hanno contribuito ai rialzi delle commodity non si deve però dimenticare il ruolo, sempre decisivo, della domanda asiatica e cinese in particolare e delle tendioni (reali o presunte) sul lato dell’offerta come nel caso del greggio. In questo scenario è poi di cruciale importanza la funzione degli strumenti che permettono di sfruttare i movimenti di questo asset. E tra tutti i più importanti, almeno in termini di volumi, sono gli Etc.
Ad esempio, quelli legati al lingotto emessi da Etf Securities (società inglese pioniere e leader mondiale nello sviluppo di questi strumenti) hanno battuto il record storico accumulando 8 milioni di once d’oro. «La domanda per i nostri Etc auriferi – sostiene Nicholas Brooks, responsabile della ricerca e strategist di Etf Securities – è cresciuta rapidamente dall’inizio di agosto, registrando un incremento di 657.724 once, la più ingente crescita mensile da inizio anno». In particolare, a fare la parte del Icone negli scambi sono stati l’Etfs Physical Gold (codice Isin JEOOB1VS3770) e il Gold Bullion Securities (GBOOBOOFHZ82), tanto che gli acquisti del mese scorso sono stati equivalenti al 33% degli afflussi netti totali di quest’anno. «Rompere la soglia psicologica dei mille dollari è importante – dice Massimo Siano, head of italian sales di Etf Securities – in quanto oltre il 35% del patrimonio italiano degli Etc è sui metalli preziosi». Infatti, molti investitori istituzionali differenziano il loro portafoglio con Etc sull’oro fisico perché decorrelato dalle altre asset class e perché, mentre si possono stampare facilmente le banconote in dollari, sterline ed euro, è molto più difficile estrarre il metallo prezioso.
Oltre all’oro, poi, a Piazza Affari sono disponibili Etc «fisici» (ossia che prevedono lo stoccaggio mate-riale di lingotti) su argento, platino e palladio, i cui prezzi si sono anch’essi mossi negli ultimi mesi al rialzo. E tutti gli Etc sui metalli preziosi fisici sono garantiti al 100% da lingotti custoditi in caveau (quelli d’oro sono depositati nei forzieri di Hsbc) conformi alle norme del London Bullion Market Association. Gli Etc strutturati sui combustibili fossili, come petrolio e gas natura-le, sono arrivati poi a rappresentare circa il 40% del mercato italia-no di questa tipologia di strumenti e quelli legati ai prodotti agricoli si posizionano al terzo posto con una quota di circa il 10 per cento.
Grazie a queste caratteristiche, a questo scenario e a questi numeri, l’Italia è diventata il secondo mercato per Etf Securities con un patrimonio gestito complessivo di oltre 1 miliardo di dollari. In totale, gli Etc quotati sul listino milanese sono attualmente 67. Questo numero comprende anche gli Etc short, che permettono di sfruttare eventuali correzioni dei corsi delle singole materie prime e di una serie di indici di commodity, e quelli a leva che amplificano invece i potenziali rialzi.
Fonte: Borsa e Finanza del 12 settembre 2009









